Cittadini e istituzioni insieme per salvare l’Abruzzo dal petrolio

Una manifestazione contro il petrolio, amaro, come viene definito quello che si trova a largo delle coste abruzzesi a causa della sua scarsa qualità. Una connotazione per chiarire da subito il tipo e il pericolo che quel greggio rappresenta per l’intera costa, petrolio che necessità di una particolare lavorazione per essere raffinato, tantopiù pericoloso perchè le operazioni avverranno su piattaforme off shore. Una minaccia per l’ambiente e per l’intero eco sistema di questa parte dell’Adriatico. E in difesa del nostro mare, da mesi, si lotta. La prossima manifestazione per dire no al petrolio, si tiene domenica prossima a Lanciano, dove si ritroveranno insieme associazione ambientaliste, movimenti di cittadini, forze politiche, con i sindaci dei centri del chietino e di altre realtà abruzzesi. Sono annunciate anche delegazioni dalla Lombardia, dal Lazio, dall’Umbria e dalle Marche e altre ancora, che man mano, in queste ore, stanno dando la loro adesione. Istituzione e gente comune, dunque.  

Oggi, al palazzo di città, nel corso di una conferenza stampa alla presenza del sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, del Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, del vice presidente del movimento Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci, è stata presentata la giornata che porterà nel capoluogo frentano tantissime persone: tra loro il presidente nazionale dei Verdi Bonelli, e, dalla ultime, anche il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

“La mia posizione personale è stata assunta da molto tempo ed è stata chiara sin dall’inizio – ricorda il sindaco Paolini -. Anche perché abbiamo lavorato su un programma di sviluppo che guarda al turismo e all’agricoltura e quando abbiamo pensato di dirigerci in quelle direzioni, non pensavamo di dover far oggi  i conti con questa minaccia. Prendemmo posizione e ci opponemmo quando si trattò del Centro Oli di Ortona, adesso che il pericolo si è spostato in mare ribadiamo con fermezza il nostro modello di sviluppo, che è altro. Allora dico che la questione non è petrolio: dobbiamo dire con forza cosa vogliamo per il nostro territorio”. E poi con una punta d’amarezza Paolini ammette: “C’è anche chi ha criticato il manifesto che annuncia la manifestazione e a muoverla è stato un amministratore. La ragione, perché non invoglia a venire qui in vacanza. Chi ha espresso questa posizione  ha dimostrato non solo scarsa sensibilità ma anche poca lungimiranza: quella immagine che è qui – dice Paolini indicando il manifesto – è proprio quella che non vogliamo che diventi il logo del nostro futuro. Qualche settimana fa abbiamo presnetato il primo tratto della via pedonale che unisce in chiave religiosa Lanciano a Ortona. Il 10 giugno prossimo, andremo a Santiago di Compostela e saremo lì con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, per presentare 400 chilometri di sentieri pedonali  molti dei quali attraversano proprio la costa. Sono dieci anni che lavoro per questi progetti, non voglio vederli naufragare in un mare nero”.

“Questa  non è l’ultima manifestazione che organizzeremo – ha tenuto a specificare Alessandro Lanci, vice presidente di Nuovo Senso Civico, il movimento che ha organizzato la marcia -:  quella dell’ aprile scorso, a San Vito Marina, era stata organizzata dalle associazioni ambientaliste, oggi invece con noi abbiamo i sindaci, cioè coloro che sono a più diretto contatto con la gente – dice Lanci per ribadire che certe lotte non si esauriscono con un solo evento -.  Qui non ci sono divisioni ideologiche o partitiche, per le vie di Lanciano ci saranno tutti quelli che hanno a cuore le sorti del nostro territorio e dell’Abruzzo. La presenza dei primi cittadini e della Provincia di Chieti, vuol semplicemente dire che la politica deve metterci del suo per contrastare certi progetti, che non porteranno nessun beneficio per le nostre comunità. Non dimentichiamo che già ci sono fin troppi pozzi di petrolio qui e altri se ne faranno ancora”. Il riferimento è Ombrina Mare 2. Quest’ultima, come le altre già esistenti, sono presenze che autorizzano a nutrire molte preoccupazioni, accresciute dopo quel che è avvenuto a largo della Louisiana, in America. “Ci dicono che da noi i fondali sono più bassi (da 15 a 150 metri) e gli interventi potrebbero essere più immediati – afferma sempre Lanci -: la realtà è che a largo della Louisiana l’incidente ha visto protagonista la più grande società petrolifera al mondo, come la British Petrolium: da noi opera una piccola azienda e non sappiamo se sarà capace di far fronte a un problema come quello che si è verificato al giacimento MC252”.

“Come Provincia e come Comune di Lanciano siamo impegnanti da sempre per una scelta che guarda all’industria turistica e a un’agricoltura che salvaguardi la tipicità dei nostri prodotti- dice nella premessa del suo intervento il presidente Di Giuseppantonio -. Oggi Paolini scrive una pagina di storia per l’intero territorio e per la sua città, che con questa iniziativa ripropone la sua centralità nel comprensorio. Il suo merito più grande è che con questa iniziativa, torna tra la gente la politica. Al di là degli aspetti tecnici o scientifici, delle singole posizioni – aggiunge Di Giuspepantonio – è bene ricordare che questa provincia ha dato molto, troppo, a questo settore. Adesso basta e la nostra partecipazione è per dire un no deciso a nuovi impianti e ribadire con forza che la gente del chietino guarda al turismo come nuova grande opportunità di lavoro e di sviluppo”.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici della manifestazione, che prenderà il via alle ore 17, non si può certo sottacere che spostarsi in auto, domenica prossima, sarà problematico, disagi che potranno senz’altro essere giustificati e compresi per il significato che ha la marcia. Il corteo partirà da via Masciangelo, nel quartiere Santa Rita e dopo aver attraversato via per Fossacesia, viale Sant’Antonio, viali delle Rose e corso Trento e Trieste, si concluderà a piazza Plebiscito.