Un coro di no al pedaggio per l’Asse Attrezzato e la Teramo Mare

“Il pedaggio sull’Asse attrezzato sarebbe la tassa più pesante degli ultimi venti anni imposta agli abruzzesi”.

Lo denuncia Silvio Paolucci, segretario regionale del Partito Democratico, contestando l’ipotesi di introdurre il pedaggio sull’Asse attrezzato Pescara-Chieti. Ma potrebbe non essere l’unica superstrada a subire finire nelle’elenco delle strade soggette al pagamento di un pedaggio, in base al pacchetto anti-crisi varato dal ministro dello Sviluppo economico Giulio Tremonti. Infatti, si parla anche della Teramo-Mare. “Tutte le promesse del centrodestra di abbassare le tasse si infrangerebbero di fronte a questa imposta odiosa e che colpirebbe indiscriminatamente, a partire dai pendolari – dice Paolucci riferendosi all’importante arteria di raccordo autostradale che collega Pescara a Chieti- e che rischierebbe di compromettere lo stesso tessuto produttivo, l’università, i consumi, danneggiando gravemente la competitività dell’area metropolitana. Una tassa vigliacca che punterebbe a fare cassa colpendo tutti, senza un minimo equilibrio in base alle reali possibilità economiche delle persone. Questo – dice Paolucci – smaschererebbe definitivamente la vera natura del Pdl, il partito delle tasse in Abruzzo”.

“Introdurre il pedaggio sull’Asse attrezzato vuol dire introdurre una tassa sugli acquisti e sui pendolari del mare – afferma il direttore di Confesercenti Pescara Gianni Taucci, che segnala la fortissima preoccupazione fra i commercianti e gli stabilimenti balneari del capoluogo adriatico. Una misura di questo tipo, in piena crisi economica, vorrebbe dire penalizzare i commercianti e i balneatori di Pescara come mai è successo finora, mettendo in ginocchio un settore che conta 4 mila imprese e 10 mila occupati. Con il pedaggio guadagnerebbero solo i grandi centri commerciali, che certamente non hanno bisogno di questo ulteriore regalo”. Il direttore di Confesercenti si appella “al sindaco ed al presidente della Provincia affinche’ esercitino tutto il loro potere per scongiurare questo tsunami economico e occupazionale che rischia di dare il colpo di grazia all’economia pescarese”.

Dal canto suo Renato Giancaterino, il responsabile regionale della Fita-Cna, afferma che “la misura decisa dal governo rischia di produrre effetti in serie, penalizzando le imprese dell’autotrasporto, le famiglie, i pendolari, le attività commerciali, ma anche l’ambiente. Poco infatti si riflette sul rischio che il pagamento di un pedaggio finisca per riversare dosi massicce di traffico lungo le strade adiacenti che corrono nei centri abitati, e del tutto non idonee ad affrontare la prevedibile massa di traffico che rischia di affluire”. A detta della Fita-Cna, “occorre adesso una decisa mobilitazione delle istituzioni locali – dalla Regione alle Province – affinché questo provvedimento sia rivisto”.