Da Lanciano un forte e deciso no al petrolio in Abruzzo/1

Ha piovuto sul lungo corteo che questo pomeriggio ha attraversato Lanciano per la manifestazione “No all’Abruzzo Petrolchimico”, organizzato dal movimento Nuovo Senso Civico e che ha avuto il patrocinio della Provincia di Chieti e del Comune di Lanciano. E’ venuta giù tanta pioggia, meglio l’acqua, però, che finire bagnati di petrolio. In via Masciangelo, nel quartiere Santa Rita di Lanciano sono arrivati in tanti e non è necessario fare la conta in queste manifestazioni: quel che vale è la partecipazione della gente, che s’è ritrovata insieme alle istituzioni, a quella politica che troppo spesso è lontana dai problemi reali dei cittadini. C’erano 30 sindaci in fascia provenienti da ogni parte d’Abruzzo,  i gonfaloni dei comuni della Provincia di Chieti, dei comuni di Lanciano, Guardiagrele, Poggiofiorito, Lentella, Francavilla, San Salvo, Vasto, Gessopalena, Santa Maria Imbaro, Pollutri, Canosa Sannita, Mozzagrogna, Città Sant’Angelo, Pineto, Fossacesia, Quadri, Torino di Sangro; le bandiere di alcuni partiti politici; dei movimenti ambientalisti, di sindacati. Tra gli altri  il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli e il corrispondente della RAI dagli Usa, Giulio Borrelli. Non si è visto Antonio Di Pietro. Il leader dell’IdV aveva annunciato la sua partecipazione, ma all’ultimo momento ha rinunciato. C’erano il direttore generale della Confesercenti Enzo Giammarino, Angelo Allegrino, presidente provinciale della Confcommercio, una delegazione dell’associazione VabBò Vasto e Bolagna e d’intorni, di Ciitadini in Azione, Emergenza Ambiente Abruzzo, della Coldiretti, di associazioni culturali quali il Mastrogiurato, dell’Avis, rappresentanti delle cantine sociali che hanno voluto essere presenti nonostante oggi fosse una giornata particolarmente importante per loro con Cantine Aperte. E poi tante altre sigle, ma anche moltissimi cittadini. Il lungo corteo si è incamminato accompagnato dalla musica dei ragazzi dell’Associazione La Chitarra di Massimo, con il loro maestro Orlando Volpe. Poco più indietro, a chiudere il lungo serpentone, una delegazione di cavallerizzi e molti trattori, in rappresentanza di quel mondo agricolo sul quale in questi anni l’Abruzzo ha continuato a investire. E che vede davvero male le scelte petrolifere, che metterebbe in ginocchio moltissimi lavoratori.