Da Lanciano un forte e deciso no al petrolio in Abruzzo/2

“La presenza di enti locali guidati dal centrodestra come il Comune di Lanciano e la Provincia di Chieti apre una contraddizione positiva nei confronti della Regione, del Presidente Chiodi e del Governo Berlusconi: questo territorio non è disposto a contrattare la tutela ambientale del suo futuro.  Oggi c’è un messaggio chiaro: non c’è alternativa alla revoca senza compromessi delle concessioni a terra e in mare. A tutte le istituzioni rivolgiamo un appello affinché traggano le dovute conseguenze a partire dal ritiro delle dichiarazioni politiche di esponenti del centrodestra teatino nei confronti dell’apertura alla via nucleare del nostro territorio. Il Pd chiede parole chiare a Lanciano, a Chieti, all’Aquila e a Roma”.

Lo si legge in un volantino che il PD ha distribuito nel corso della manifestazione di questo pomeriggio per dire “No all’Abruzzo Petrolchimico“. “Nei prossimi giorni il Partito Democratico lancerà una raccolta firme su una proposta di legge popolare predisposta dal gruppo consigliare regionale del PD e dal professor Mangiamele per difendere questo territorio anche dalle innumerevoli attività a mare.L’interesse politico che viene oggi manifestato anche da pezzi di centrodestra deve tradursi nella ripresa immediata dell’iter per la creazione del Parco della Costa Teatina, nell’applicazione senza escamotages del Piano della Qualità dell’Aria e nella redazione di un Piano Paesistico che vincoli e tuteli le zone sensibili del nostro Abruzzo, battaglie che ci vedranno in prima linea». Lo affermano il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, il segretario provinciale di Chieti Camillo Di Giuseppe e il coordinatore cittadino di Lanciano Leo Marongiu.

Dal canto suo, Enzo Giammarino, direttore della Confesercenti Abruzzo ha affermato che “le ricerche petrolifere e di ogni forma arretrata di approvvigionamento dell’energia sono del tutto incompatibili con lo sviluppo economico di questa regione. Confesercenti, ringraziata dal palco per il sostegno dato all’organizzazione, ha aderito con convinzione alla manifestazione perché, sottolinea Giammarino, “è il momento che le istituzioni comprendano fino in fondo che le scelte strategiche di questi anni sono quelle che determineranno il futuro del nostro territorio. L’Abruzzo ha l’occasione storica, in questa fase, di investire con decisione nello sviluppo del turismo fino a farne il settore primario dell’economia regionale: già oggi il turismo contribuisce, direttamente e con l’indotto, al 15 per cento del prodotto interno lordo abruzzese. Investire su un settore – sottolinea Giammarino -, vuol dire compiere scelte coerenti: il turismo si nutre di immagine, così come di servizi, agricoltura sostenibile, filiera dei prodotti certificati, energie rinnovabili. Con la nostra presenza, ribadiamo anche il “no” ad ogni forma di introduzione del nucleare in Abruzzo, che rappresenterebbe un pericolo enorme per qualunque ipotesi di sviluppo economico diffuso. Diciamo “no” dunque ad un panorama offuscato da ciminiere e torri perforatrici in mare. Ai tanti “no” aggiungiamo però un “sì” convinto: quello alla produzione di energia da fonti rinnovabili, dall’eolico alle biomasse al fotovoltaico. Il futuro è quello pensato da Jeremy Rifkin: non più un solo produttore di energia per tutti, ma tante realtà che producono energia per sé e per la collettività. Un modello che vedrebbe protagonisti le famiglie, i piccoli e medi imprenditori”.