Caporale (Sinistra-Verdi SD): “La Regione riveda i piani sull’eletrodotto Villanova-Gissi”

“Altro che Regione Verde d’Europa”. Walter Caporale, capogruppo a Palazzo dell’Emiclo di Sinistra-Verdi Sd, parte da questa considerazione per annunciare d’aver presentato una interpellanza con la quale si chiede di conoscere cosa stiano facendo gli uffici regionali per scongiurare la realizzazione dell’eletrodotto Villanova-Gissi, che interessa 15 comuni del chietino e uno della provincia di Pescara.

“Tra petrolio, nucleare, la Regione Abruzzo è attaccata su tutti i fronti. Alla prima occasione siamo pronti a svenderla al miglior offerente, fregandocene delle sue vocazioni naturali (prodotti tipici, agricoltura di qualità, paesaggio, turismo sostenibile, aria, sole, mare, luci e colori, parchi), pronti a recitare i soliti sermoni sulla nostra “bella e amata” Regione ma, di fatto, pronti ad accaparrarci il buon affare economico-elettorale con affaristi senza scrupoli che hanno come unico fine il “dio denaro”: e cosa importa se distruggiamo tutto, regalando ai nostri figli “il deserto” in cui vivere e far crescere le proprie famiglie… E adesso questo elettrodotto – sottolinea il consigliere regionale -, che interessa per ora, e solo per adesso, una tratta di poco più di 69 km “Villanova-Gissi”, parte integrante di un più ampio e nuovo elettrodotto che parte da Foggia per arrivare a Fano (nella Marche), con una capacità di trasporto enorme, di 380 kv, utile ad alimentare solo centrali nucleari ed a carbone. E’ esagerato parlare di centrale nucleare in Abruzzo? Ed allora perché questo elettrodotto? Per quale motivo il Consiglio Regionale ha bocciato nel marzo 2009 una risoluzione del sottoscritto con cui chiedevo che la Regione Abruzzo non desse la disponibilità ad ospitare una centrale nucleare né siti di stoccaggio delle scorie radioattive sul proprio territorio, come invece hanno fatto altre 15 Regioni italiane? Di certo c’è che la Regione Abruzzo, con il suo silenzio in merito (insieme a Lombardia, Trentino, Friuli, Valle d’Aosta (fonte La Repubblica 30 Settembre 2009) ha di fatto espresso nel Marzo 2009 e con la bocciatura di quella risoluzione, la propria disponibilità ad ospitare il nucleare e le sue pericolosissime scorie sul proprio territorio: silenzio-assenso. Più chiaro di così…”.