Ortona, città dell’integrazione culturale tra le varie etnie

“La storia della nostra città è fatta di incontri, di interazioni e di scambi. Ortona per la sua centralità sull’Adriatico ha nei secoli rappresentato un luogo naturale di integrazione culturale, vocazione che  ha conservato fino a divenire, oggi, un vero e proprio modello di inclusione sociale. Risultato, questo, di attente e lungimiranti politiche avviate dall’amministrazione comunale in questi anni a favore dei cittadini stranieri e del loro inserimento nella nostra comunità”.

E’ quanto ha tenuto a sottolineare nel suo intervento il sindaco di Ortona, Nicola Fratino in occasione della manifestazione conclusiva del progetto“Segni Migranti. Femminile/plurale”, realizzato dal Centro Servizi Immigrati del Comune di Ortona in rete con il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione della Prefettura di Chieti, che con un percorso di tre anni, ha avuto l’obiettivo di fornire alle donne migranti i mezzi per esprimersi sulla propria situazione, raccontando e condividendo con la comunità locale le proprie paure e aspettative.

L’esperienza di Ortona è la prima a livello nazionale non solo per l’innovativa idea progettuale ma anche per avere realmente proposto un incontro e uno scambio significativo: l’opera è stata iniziata dalle donne migranti e completata dall’intera comunità. In questi anni sono stati organizzati dei laboratori grafico pittorici e di narrazione autobiografica che hanno dato luogo a dei disegni e pittogrammi che sono la sintesi grafica delle idee e sentimenti di chi vive lontano dai propri affetti familiari e non sempre possiede gli strumenti linguistici per esprimerli e condividerli.

Ed oggi, nella sala del Polo Eden, alla presenza di numerose autorità, si è avuta l’occasione per toccare con mano quanto fatto finora e quanto ancora c’è in animo da fare. Dodici pittogrammi, lavori diversi l’uno dall’altro, saranno posti in alcune vie della città.  

“Il problema dell’integrazione –ha sottolineato il Prefetto di Chieti, Vincenzo Greco nel suo intervento- è all’attenzione del Consiglio territoriale per l’immigrazione da me presieduto. Il popolo italiano vuole l’integrazione dell’immigrato ma chiede anche il rispetto della carta dei valori italiana. Il consiglio promuove un sistema coordinato di azioni interistituzionali al fine di diffondere una cultura solidale e pacifica sul nostro territorio, proprio come sta facendo da anni Ortona”.

Le donne immigrate superano, oggi nel territorio comunale di Ortona, il 53% della popolazione straniera e sono in Italia soprattutto per motivi di ricongiungimento familiare e per lavorare come assistenti al fine di contribuire al sostentamento della propria famiglia nel paese d’origine. Nonostante i percorsi di vita siano differenti, quello che emerge è un vissuto di forte isolamento, in cui la condizione delle donne, private della rete dei legami familiari e delle relazioni amicali,si riduce alla cura della casa e dei propri cari. A questo si aggiunge, spesso, l’impossibilità di realizzare un progetto di vita con il quale poter valorizzare le proprie competenze e i titoli di studio acquisiti. Una grande percentuale delle donne immigrate, infatti, possiede un titolo di studio superiore, talvolta una laurea o altri titoli abilitanti all’esercizio di una professione. Da qui la consapevolezza di voler offrire alle donne immigrate una reale opportunità di mediare tra le culture, quella di provenienza e la nostra, elaborando nuovi modelli di vita e relazionali. Anche alla luce del fatto che le necessità e i bisogni delle donne immigrate sono specifici, non si esauriscono né nei problemi delle donne né degli stranieri ma al contempo costituiscono un denominatore comune delle diverse identità culturali.

“Le azioni e i progetti che realizziamo- ha posto in evidenza Leo Castiglione, assessore alle Politiche Sociali- hanno alla base due elementi distintivi che ne determinano il successo, l’alta professionalità degli operatori che vi lavorano e la minuziosa analisi del contesto socio culturale di partenza. Oggi però non celebriamo la conclusione di un progetto ma l’inizio di un rapporto tra queste donne e tutti noi. L’apposizione dei lavori in alcuni degli spazi più rappresentativi della nostra città è il miglior modo per dire che questa è anche la loro città e che da oggi è ancora più bella grazie a loro”.

“I pittogrammi migliori- rileva Dasantila Hoxha, coordinatore del Centro Servizi Immigrati- indicati attraverso un sondaggio con una votazione popolare, sono stati scelti per essere apposti, in modo permanente, in alcuni luoghi significativi della città di Ortona, decorando la segnaletica toponomastica, a dimostrazione del fatto che la storia di una parte della nostra comunità è parte della storia dell’intera comunità”.