A Bomba il PD indica la strada per bloccare l’impianto di gas della Forest

Il segretario regionale del PD, Silvio Paolucci lo aveva ripetuto anche alcuni giorni fa: il suo partito si sarebbe impegnato nelle sedi istituzionali e nell’organizzazione di incontri con i cittadini per esporre le proposte del PD sulle politiche di contrasto ai progetti di estrazione petrolifera e di gas in Abruzzo. Progetti che da un lato riguardano le autorizzazioni per operazione in mare e, dall’altro, quelle che, invece, toccano alcune zone interne. Come quello che permetterebbe di procedere alla estrazione di gas, come richiesto dalla Forest Cmi spa nel 2009, a Bomba. La Forest ha in animo di procedere alla perforazione e la messa in produzione di cinque pozzi, e la realizzazione di un impianto per il trattamento del gas estratto. Il gas trattato sarà poi incanalato in una condotta, progettata e costruita a cura della Snam Rete Gas. Tutto avverrebbe in una zona ad alto rischio idrogeologico e in prossimità della diga di Bomba, un invaso che trattiene 80 milioni di litri d’acqua.

Per queste ragioni, oggi pomeriggio a Bomba, organizzata dalla locale sezione, si sono ritrovati Paolucci, il capogruppo del PD in consiglio regionale Camillo D’Alessandro, l’ex Assessore all’Ambiente nella giunta Del Turco e attuale consigliere regionale, Franco Caramanico, il segretario provinciale di Chieti del PD, Camillo Di Giuseppe. Politici che una settimana fa sfilavano per Lanciano nella manifestazione organizzata dal movimento Nuovo Senso Civico, Amministrazione provinciale di Chieti e Comune di Lanciano, per dire no all’Abruzzo Petrolchimico,  a dimostrazione che il PD, sui temi di carattere ambientale che riguardano la regione, non erige nessun muro, ma cerca il dialogo tra le forze politiche nell’esclusivo interesse dei cittadini e per la crescita di questi settore, come agricoltura e turismo, sui quali l’Abruzzo ha scommesso da tempo.

Nella sala pluriuso della località sangrina, davanti a una platea composta da cittadini che dallo scorso febbraio si sono costituiti nel comitato “Gestione Partecipata del Territorio” che si oppone fermamente all’opera della Forest, e che ha come soci, oltre agli abitanti di Bomba, anche quelli di centri quali Perano, Archi, Villa Santa Maria, Pennadomo, Altino, Roccascalegna, Torricella Peligna e Pietraferrazzana, si è parlato molto di come riuscire a contrastare il progetto ed anche sulla pericolosità dell’opera, proprio per la presenza dell’invaso di Bomba. L’estrazione di gas potrebbe indebolire la compattezza di un territorio, che da sempre è caratterizzato da smottamenti piccoli e grandi. Lo ha ricordato nel suo intervento l’ex senatore Enrico Graziani. “A valle del lago, c’è una città diffusa, che conta oltre 15 mila abitanti – ha detto -. A questi si devono aggiungere circa 10 mila persone che lavorano nella fabbriche del Sangro”.  Dunque, è necessario evitare che l’autorizzazione venga rilasciata. Ma come? “Una strada da seguire è quella della richiesta dell’applicazione del Piano della Qualità dell’Aria, che la Regione Abuzzo ha approvato nel 2007 e al quale, finora, non si è fatto mai ricorso – dice Caramanico -. E’ la Provincia che, se sollecitata dalle amministrazioni comunali interessate, può intervenire e bloccare ogni iniziativa proprio sulla base delle norme contenute nel Piano”.