Lanciano, anziani picchiati e sottoposti a torture fisiche e psichiche

Come mai nessuno si accorto di nulla? E’ l’interrogativo che molti si pongono dopo i clamorosi risvolti dell’indagine condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza, culminata con gli arresti di Eva Bucciarelli, responsabile della struttura Casa degli Anziani, e della figlia Arianna Di Tommaso. Emergono altri particolari su questa bruttissima vicenda, che fanno crescere l’indignazione dei cittadini. Probabilmente la risposta all’interrogativo posto in premessa, è nel fatto che nella Casa era stato instaurato un clima di paura (si dice che gli anziani venissero a volte persino picchiati),  grazie al quale nulla filtrava all’esterno. Neanche che nella struttura, che poteva ospitare 30 persone, vi fossero in realtà 41 anziani. D’altro canto, per nascondere il redditizio sovraffollamento, c’erano brandine che spuntavano fuori alla sera e che scomparivano il mattino seguente, all’alba. E con esse, venivano cancellate altre prove. Ci pensavano le inservienti della Casa, anche loro malpagate. Fino a quando qualcuno di esse  ha deciso di raccontare come si lavorasse in quel centro, praticamente senza alcuna protezione contributiva. Pura casualità, ma tanto è bastato per far aprire un’altra pagina vergognosa su chi, per veder crescere il proprio conto corrente, ha pensato bene di lucrare su persone indifese e bisognose. E lo ha fatto contando persino sulla complicità di chi avrebbe dovuto denunciare lo stato di assoluta inosservanza delle più elementari norme igieniche: tanto quelle riscontrate nei servizi della struttura, che per quelle personali a cui avrebbero avuto diritto gli ospiti. Molti degli anziani, stando agli elementi raccolti dagli uomini dell’Arma e delle Fiamme Gialle, sono stati sottoposti a vere e proprie torture. Almeno è questo il quadro descritto dagli inquirenti, il Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Lanciano, Geremia Lugibello, dal tenente Palmina Lavecchia, comandante del Nucleo operativo radiomobile, dal comandante del Nucleo Antisofisticazione dei Carabinieri di Pescara, capitano Marcello Sciarappa e dal comandate della Tenenza della Guardia di Finanza, tenente Marta Compagnone, che hanno indagato per mesi prima di intervenire stamani, quando il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lanciano, gip Francesca Del Villano Aceto, ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare.

Oltre agli arrestati, Eva Bucciarelli (associata nella Casa Circondariale di Lanciano) e la figlia Arianna Di Tommaso (agli arresti domiciliari), in carcere è finito pure Claudio Turchi, 52 anni di Lanciano, medico e funzionario della Asl di Chieti. Turchi, che avrebbe dovuto svolgere un’ispezione accurata in quella Casa, ha invece tentato di mettere tutto sotto silenzio. A un prezzo: un rapporto sessuale in cambio con la Bucciarelli. Inoltre, per false dichiarazioni ai carabinieri, risultano indagate sei dipendenti, il marito della Bucciarelli, per concorso in maltrattamenti, e il medico sanitario della Casa per gli Anziani riposo, per omissione in atti d’ ufficio.

L’Amministrazione comunale di Lanciano, di concerto con il sostituto procuratore della Repubblica, Rosaria Vecchi, si è subito attivata per cercare di trovare una sistemazione agli ospiti di quel lager, vittime di maltrattamenti fisici e psichici. Due di loro, la cui retta di soggiorno è pagata dal Comune, sono stati riposizionati in un altro centro. Per gli altri, quelli che non presentano particolari patologie, si sta cercando di farli rientrare in famiglia.