La Pierburg fa retromarcia e vuol vendere il sito di Lanciano

E’ di nuovo crisi alla Pierburg. E’ emerso nel corso delle assemblee, convocate dalla RSU e dalle segreterie Provinciali di FIM, FIOM, UILM, che hanno discusso ed analizzato approfonditamente tutti gli elementi emersi dal recente incontro tenutosi con l’Azienda a Chieti. Critiche sono state espresse nei confronti del gruppo dirigente europeo della Pierburg Pump Technology che nella persona del Presidente, Dott. Nenning, ha operato, in occasione dell’incontro con le parti sociali, una radicale inversione di rotta. Infatti, l’Azienda ha ufficializzato la volontà di non investire più nello stabilimento di Lanciano (come previsto dagli accordi siglati anche dal Dott. Nenning, dai quali si evince l’impegno ad investire sul futuro puntando sulle nuove tecnologie in fase di acquisizione), ma di perseguire la strada della vendita del sito.

“Tale scelta, risulta essere oltre che un grave atto di scorrettezza nei confronti del tavolo sindacale e di tutte le maestranze, anche un evidente carenza di capacità a sviluppare politiche industriali chiare, credibili e prive di pregiudiziali politiche – si legge in una nota stampa diffusa dalla Fiom Cgil, Uil Uil e dalla Fim Cisl -. La possibilità di vendita, viene considerata una opportunità da valutare attentamente; le assemblee non bocciano a priori tale possibilità, ma sottolineano la logica esigenza di effettuare con cura un’attenta analisi ed approfondimento sul progetto industriale che sarà presentato e sull’attendibilità della società che si farà carico di sostenerlo; si rivendica il rispetto degli accordi raggiunti con il Dott. Nenning circa il trasferimento presso Lanciano di linee di produzione (3 linee così suddivise: due pompe a vuoto presenti a Neuss ed un collettore di aspirazione in plastica presenti ad Hartha),  a supporto dello stabilimento di Lanciano che vive la crisi del settore automotive; un giudizio negativo viene espresso riguardo la richiesta aziendale di trasferire linee di importanza vitale da Lanciano ad altri stabilimenti del gruppo. Tale richiesta, è considerata prematura visto lo stato embrionale della trattativa; l’arco temporale che intercorre tra l’incontro avvenuto a Chieti e l’appuntamento fissato per il 20 luglio 2010,  è inoltre considerato troppo esteso. Questa condizione, nega quindi la possibilità di effettuare una rapida valutazione degli eventi; se la società non dovesse rispondere positivamente ai punti sopraesposti sarà indetto lo stato di agitazione dell’intero sito produttivo con conseguente proclamazione dello sciopero a tempo indeterminato.

Domani, intanto, le segreterie provinciali della FIM-CISL e della FIOM-CGIL, hanno promosso  un incontro, che si terrà in Provincia, tra la Direzione Cortubi, Fim, Fiom e la Provincia di Chieti. A tale appuntamento, parteciperanno tutti i dipendenti della Cortubi che per domani hanno proclamato una giornata di sciopero.