Quote latte, la Copagri dichiara lo stato di agitazione degli agricoltori abruzzesi

La Copagri Abruzzo dichiara  lo stato di agitazione dei propri aderenti nel comparto zootecnico e lattiero caseario; intraprenderà azioni di lotta a difesa degli interessi concreti di un settore che ha già dato e che aspetta risposte concrete dalle istituzioni e dalla politica.

Lo si legge in un comunicato stampa diffuso quest’oggi dalla sigla alla quale aderiscono moltissimi agricoltori abruzzesi. 

“Le recenti sentenze del TAR, la relazione ministeriale sulle quote latte e le valutazioni dei carabinieri del Mipaaf, hanno sancito per l’ennesima volta le ragioni dei produttori. Molte aziende sono strangolate dall’incertezza del mercato con il prezzo del latte che non copre i costi di produzione, e dal gioco infernale rappresentato dai prelievi sulle quote latte i cui pagamenti, insostenibili, scatterebbero dal prossimo 30 giugno. Chiediamo che la politica faccia presto, che il Ministro Galan “batta un colpo” e che la regione Abruzzo si faccia carico di rappresentare l’esigenza di un comparto in gravissima crisi sul piano economico, che non traguarda il futuro per l’assenza di un ricambio generazionale degli operatori, con tante stalle, soprattutto di aree interne e montane, sull’orlo del fallimento. Occorre sostenere chi ha già pagato. Pagare i premi PAC a chi ancora oggi non li ha ingiustamente percepiti ed è assolutamente necessario procedere velocemente a ridisegnare nuove regole per il comparto a livello Nazionale ed Europeo. Insomma bisogna impedire che, ai consumatori, venga imposto di mangiare “prodotti” fatti con caseinati e nel contempo impedire la chiusura dei veri allevamenti che producono il BUON LATTE italiano ed abruzzese. Molte aziende hanno chiuso, molte altre si apprestano a farlo non per dinamiche di libero mercato ma a causa di un mercato falsato da truffe e regole capestro: le multe sulla cui legittimità non v’è certezza, la crisi di mercato e un prezzo che non copre più alcun costo disegnano un futuro assai incerto. Dalla Regione vogliamo sapere se vi è la volontà di salvare il patrimonio lattiero Abruzzese e se si vuole prospettare un futuro ai nostri allevatori. Non vorremmo che questi fossero le vittime predestinate dei giochi della politica. Politica che, giustamente, non ha ostacolato l’operazione di chiusura dell’annosa questione dei crediti INPS, politica che invece, secondo determinate convenienze, ha speculato e specula sulla questione latte. Noi vorremmo che i contenziosi del passato fossero chiusi e, in modo lineare, come abbiamo fortemente sostenuto la ristrutturazione dei crediti vantati dall’INPS oggi ci impegniamo  per chiudere anche la vicenda delle quote latte. Il tempo delle parole e dello scarico di responsabilità è finito. E’  tempo di decidere. Iniziamo dallo sblocco dei premi PAC. Occorre, poi, procedere, velocemente, verso la liberalizzazione del mercato.  Facciamo altresì appello alle altre Organizzazioni Professionali Agricole per una più decisa azione, possibilmente unitaria, a difesa dell’intero comparto il cui rilancio è fondamentale per l’intera economia agricola di questa Regione”.