Unità d’Italia, Bomba ricorda Bertrando e Silvio Spaventa

“Il pensiero politico di Silvio Spaventa” è il titolo di un convegno in programma domani, alle ore 17 al museo etnografico di Bomba. Un incontro promosso dalla Fondazione Bertrando e Silvio Spaventa, da anni impegnata nella riscoperta dell’opera dei 2 illustri concittadini bombesi. A ripercorrere la figura di Silvio Spaventa – nato a Bomba nel 1822 e uno dei protagonisti più grandi dell’Unità d’Italia – saranno Maria Gabriella Esposito, docente di filosofia del diritto all’Università di Teramo, e Luigi Gentile, presidente della Fondazione Spaventa e direttore del dipartimento di lettere e filosofia dell’Università “D’Annunzio” di Chieti.

Silvio Spaventa nel 1848 fu condannato a morte dai Borboni per le sue idee riformiste. Successivamente la pena fu trasformata in ergastolo e trascorse 10 anni in carcere prima di essere mandato in esilio perpetuo. Rientrò in Italia alla vigilia della Spedizione dei Mille e partecipò attivamente al processo di unificazione del Paese. Fu più volte ministro, ma senza dubbio l’eredità più grande che ci ha lasciato è la creazione della IV Sezione del Consiglio di Stato che difende il cittadino dai soprusi della Pubblica Amministrazione. Morì nel 1893.

Una figura, la sua, ancora sorprendentemente attualissima. Basti pensare che  oltre un secolo fa, Silvio Spaventa sosteneva che l’indifferenza, l’inadempienza dei propri doveri di cittadini, la pigrizia, la delega, sono contrari alla libertà e spingono coloro che gestiscono la cosa pubblica ad approfittare, a proprio vantaggio, di diritti che sono di tutti. Non solo, ma se così fosse, coloro che governano, anziché operare con onestà e verità, si reggerebbero in piedi con furbizie, menzogne, artifici e corruzione a scapito di tutti e soprattutto di quelle classi che non hanno altro bene che il proprio lavoro e aspirano a migliorare la propria condizione.