Sanitopoli, l’accusa chiede il rinvio a giudizio di Del Turco e degli altri 33 imputati

Stamattina non c’era Ottaviano Del Turco. Lunedì scorso, per i contenuti di altre intercettazioni telefoniche ed ambientali, definite ‘pruriginose’ e presentate dall’accusa, l’ex governatore della Regione Abruzzo e uno dei suoi legali, Giandomenico Caiazza, dopo la decisione del Gup di ammetterle e con la loro lettura, avevano lasciato l’aula in segno di protesta. “Interrompiamo la partecipazione ad un’udienza – aveva spiegato Caiazza – in cui si parla di fatti privatissimi, dei quali non sappiamo ancora nulla. Noi accettiamo il confronto su fatti processuali, non su vicende private. Parliamo della discussione che ha avviato la Procura della Repubblica in relazione a circostanze di nessun rilievo processuale che attengono alla vita strettamente privata del presidente Del Turco. Ho rappresentato al giudice – aveva precisato l’avvocato Caiazza – la nostra indisponibilità ad accettare questo piano del confronto processuale. Ci saremmo aspettati con un deposito di indagini suppletive che finalmente si fornisse qualche documento, uno straccio di prova di riscontro delle accuse di Angelini. Dobbiamo ascoltare pettegolezzi poco commendevoli: ci alziamo e ce ne andiamo. Quando il processo ritorna ad essere un processo noi ritorniamo qui”.

Detto fatto, almeno per quanto riguarda Del Turco. Caiazza, invece, è in aula.

Il caso intercettazioni e la diffusione della loro esistenza fuori dell’aula delle udienze e la loro pubblicazione su alcuni quotidiani, ha portato in caso, come si sa, in parlamento, 26 senatori (primo firmatario Campagna ma ci sono anche Francesco Rutelli, Marco Follini, Ombretta Colli e il prefetto Lauro), hanno parlato di «fatti privati estranei ai capi d’imputazione» e che avrebbero portato ad una «mortificazione della dignità dell’imputato non funzionale a raggiungere la prova della colpevolezza». Non si è fatta attendere la replica del Procuratore Capo, Nicola Trifuoggi: “il testo dell’interrogazione, così come letto sui giornali, contiene evidenti inesattezze”.

Stamattina, la quarta udienza si è aperta con la presentazione al Gup Angelo Zaccagnini degli avvocati Caiazza e Giuliano Milia, Si tratta di una memoria per chiedere di discutere, preliminarmente, la questione della competenza territoriale ai fini dell’economia processuale. Zaccagnini, però, dopo una brave pausa, ha confermato il contenuto della sua precedente ordinanza secondo cui tutte le difese dovranno affrontare tutte le questioni preliminari e di merito nella loro discussione, seguendo l’ordine previsto dal codice. Si è dunque andati avanti con l’accusa, sostenuta dal procuratore capo della Repubblica Nicola Triguoggi e dai sostituti Giampiero Di Florio e Giuseppe Belleli, che sta elencando i capi d’imputazione.

Dopo una breve interruzione alle ore 14, alla ripresa il pool della procura ha completato  la sua requisitoria ed ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e gli altri 33 imputati e per tutti i reati: Vincenzo Angelini, l ‘ex segretario generale della Regione, Lamberto Quarta, gli ex assessori regionali, Antonio Boschetti, Bernardo Mazzocca, l’ex capogruppo del Pd alla Regione, Camillo Cesarone, l’ex manger della asl di Chieti, Luigi Conga, l’ex amministratore della Humangest, Gianlica Zelli, l’ex assessore alla sanità del governo di centro destra, Vito Domenici, l’ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli, Angelo Bucciarelli, ex segretario di Mazzocca, l’ex presidente della Regione del centro destra, Giovanni Pace, il parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu. 

Lunedì prosismo, dopo le conclusioni del procuratore Triguoggi e dai sostituti Di Florio e Belleli, toccherà ai difensori delle parti civili. Il 5 luglio, invece, sarà la volta degli avvocati degli imputati.