Sulla fondazione dell’Istituto Tecnico Superiore a Lanciano, criciche delle oposizioni in Provincia

I gruppi consiliari di minoranza del P.D., I.d.V., S.e.L. e P.R.C.  si sono astenuti nel consiglio provinciale di ieri in merito all’adesione della costituenda fondazione denominata “Istituto Tecnico Superiore per le nuove tecnologie del made in Italy – sistema meccanico”. L’astensione è avvenuta con la piena consapevolezza dell’importante strategia di uno strumento che rafforza la scelta del centro ricerche dell’Automotive in Val di Sangro la quale rappresenterà un nuovo volano di sviluppo occupazionale nel territorio e ciò avverrà sulla scorta della creazione di un corso triennale post diploma che si andrà ad istituire con un finanziamento complessivo di € 640.000 a cura del ministero delle Attività Produttive e della regione Abruzzo. Troppe le perplessità di merito sollevate dai gruppi di minoranza, sia in commissione consiliare che in consiglio, le quali non hanno trovato alcuna risposta nell’immediato ma solo impegni per un futuro ancora di là da venire.

“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di una palese quanto ingiustificata rinuncia ad esercitare  un ruolo di guida e regìa nel governare la pianificazione e lo sviluppo del territorio, cui il centro – destra ci ha ormai abituato in questo primo anno di amministrazione. Difatti sarà il patto territoriale Sangro – Aventino a menare le danze – sottolinea il PD in un suo comunicato stampa -, mentre l’ente a cui è dovuta  la responsabilità del coordinamento istituzionale, non ha saputo o voluto coinvolgere le altre due esperienze in atto nel Trigno – Sinello e nel Chietino – Ortonese. Tra gli istituti tecnici industriali sono coinvolti quelli di Lanciano e Chieti con la completa quanto grave dimenticanza  di quello di Vasto, così come tra i centri di formazione professionale presenti non c’è il CIAPI di cui la provincia è comproprietaria. La cosa più grave, che ha aumentato perplessità e decisione del voto di astensione, è la previsione statutaria nel direttivo della fondazione che riserva la presenza al solo comune di Lanciano e non alla provincia di Chieti. Troppe dimenticanze e tanta approssimazione, che si unisce ad una acclarata rinuncia ad esercitare la dovuta leardership,  che diventa sempre più preoccupante,  unitamente al timore di trovarci all’ennesimo carrozzone ci hanno indotto ad un atteggiamento prudente che, laddove questa maggioranza darebbe un sussulto di esistente dignità, non mancheremo di modificare”.