Atessa, un museo dedicato al grande artista Aligi Sassu

A dieci anni dalla scomparsa del grande Maestro del Novecento, sabato 31 luglio, nella splendida cornice dell’antico Palazzo Ferri di Atessa si inaugura il Museo Aligi Sassu. Novanta lavori su carta, per lo più’ inediti, disegni, acquerelli, pastelli e tempere, con centoventi opere grafiche scelte: acqueforti, acquetinte, litografie e serigrafie, costituiscono l’importante collezione di Alfredo e Teresita Paglione affidata al nuovo Museo Sassu di Atessa. La rassegna ripercorre le tappe più importanti della vita e della produzione artistica di Aligi Sassu a partire dalle opere futuriste del 1927-28, per poi soffermarsi sui lavori degli anni ’30, tra cui i famosi Uomini rossi e i Ciclisti, i Caffé, le Battaglie, i disegni del carcere di Fossano realizzati tra il 1937 e il 1938, le Crocifissioni e i Concili degli anni ’40, fino alle Corride spagnole degli anni ’60. Aligi Sassu, scomparso il 17 luglio 2000 a Pollenca (Mallorca, Spagna), quest’anno viene ricordato con tre significativi eventi: la mostra presso il Museo di Villa Urania a Pescara, in corso fino a fine giugno, incentrata sulla produzione in ceramica e l’apertura dei due nuovi musei a lui dedicati ad Atessa, in Abruzzo, e a Thiesi, in Sardegna, dove trascorse alcuni anni della giovinezza.

La città di Atessa con la nascita del nuovo museo rende omaggio all’artista sottolineando il profondo legame con la terra d’Abruzzo: nel 1964 vi realizza una grande opera murale “Il Concilio Vaticano II” presso la Chiesa di S. Andrea a Pescara, nel 1987 in anteprima assoluta espone la “Divina Commedia”, una raccolta di 113 oli, al Castello Gizzi di Torre De’ Passeri (Pe) e nel 1997 la mostra di arte sacra con cui viene aperto il Museo dello Splendore di Giulianova. Qualche anno dopo, nel 2003, presso la Fondazione Carichieti viene inaugurata la mostra permanente de “I Promessi Sposi”, 58 straordinari acquerelli ispirati al celebre romanzo di Alessandro Manzoni, opere donate dai coniugi Alfredo a Teresita Paglione alla città di Chieti.

Il catalogo del nuovo Museo Sassu di Atessa, edito da Silvana Editoriale, contiene testi di Giulio Borrelli, Elena Pontiggia, Elsa Betti e un’intervista di Giovanni Gazzaneo ad Alfredo Paglione, noto gallerista e cognato del Maestro. Aligi Sassu, nato a Milano il 17 luglio 1912 da padre sardo e madre emiliana, e’ stato un artista estremamente precoce. Scoperto da Marinetti, partecipa all’eta’ di soli sedici alla Biennale di Venezia del 1928, nella sala riservata ai Futuristi, con due opere Nudo plastico e l’Uomo che si abbevera alla sorgente. Lo stesso anno firma insieme a Munari il manifesto Dinamismo e riforma muscolare, rimasto inedito fino al 1977. A Parigi ha l’opportunità di studiare da vicino l’opera di Matisse, Gericault, Ce’zanne, Delacroix. Nasce così la sua passione per la pittura dell’Ottocento francese e la predilezione per il soggetto del caffé, tema ricorrente in molte sue opere.