Pesca, slitta a settembre il fermo biologico in Abruzzo

“Questa è una notizia importante non solo per la marineria abruzzese ma anche per il mondo della ristorazione e quindi anche per il turismo – ha sottolineato l’assessore – ma il decreto non ci soddisfa del tutto. Avremmo preferito, infatti, un fermo biologico più lungo, di più ampio respiro oltre a misure strutturali per il comparto. Inoltre, ritengo che non sia possibile discutere ed, al tempo stesso, prendere decisioni su una tematica così importante, in così poco tempo e soprattutto quando la situazione era quasi compromessa”.

E’ uno dei passaggi dell’intervento dell’Assessore regionale alla Pesca, Mauro Febbo, nella conferenza stampa che lo stesso ha tenuto oggi a Pescara, per illustrare lo slittamento da agosto a settembre del fermo biologico della pesca per il solo Abruzzo. Un provvedimento che è unico tra le regioni che si affacciano sul mare Adriatico, è una delle principali misure inserite nel decreto firmato ieri dal Ministro per le Politiche agricole e della Pesca, Giancarlo Galan.

“Va detto, comunque, ad onor del vero – ha continuato Febbo – che sono completamente a carico del Governo i trenta giorni di cassa integrazione in deroga previsti per i dipendenti imbarcati delle marinerie. Agli armatori, invece, saranno riconosciuti rimborsi giornalieri, da 265 a 515 euro, a seconda della stazza delle imbarcazioni, per quindici giorni. A tal proposito – ha aggiunto – chiederemo ai nostri parlamentari, in sede di conversione in legge del decreto Galan, di intervenire sia per correggere questa discrepanza che per dotare le marinerie di strumenti di sostegno più ampi che, quindi, consentano alla fauna ittica dell’Adriatico di ripopolarsi in maniera consistente”. Per il futuro, inoltre, Febbo ha auspicato che “le misure e gli interventi relativi alla pesca siano frutto di programmazione e non vengano adottati solo per tamponare l’emergenza”.

L’assessore ha, poi, comunicato la notizia dell’avvenuta convocazione per il prossimo 6 luglio, a Strasburgo, sede del Parlamento europeo, di un incontro con la Commissaria Europea agli affari marittimi ed ala pesca, Maria Damanaki, per affrontare la problematica delle nuove norme europee sul piccolo strascico contenute nel regolamento sul Mediterraneo 1967 del 2006 che mette in grossa difficoltà l’intera marineria nazionale. “Anche l’ottenimento di questo incontro non è cosa da poco – ha rimarcato Febbo – e la circostanza di vedere, per la prima volta, unite tutte le marinerie del medio e basso Adriatico ci permette il tentativo di far modificare un regolamento che, oltretutto, sembra anche essere superato dal punto di vista scientifico”.