Registravano società all’estero e evadevano le tasse per milioni di euro

Domani, a Teramo, la Guardia di Finanza festeggia il 236° anniversario del Corpo alla presenza del Generale di Brigata, Angelo Antonio Quarato, Comandante Regionale della Guardia di Finanza de L’Aquila e miglior compleanno non poteva esserci, almeno per le Fiamme Gialle della provincia di Chieti. Infatti, sono state scoperte tre aziende che dopo aver trasferito fittiziamente la loro attività all’estero, secondo gli accertamenti, frutto di un’attività di intelligence internazionale, hanno eluso completamente o parzialmente il pagamento delle imposte. Le attività investigative e tributarie in materia di fiscalità internazionale, condotte con modalità innovative ad ampio spettro dal 2009, hanno permesso di disarticolare un complesso sistema di frode fiscale, attraverso l’impiego di raffinate tecniche investigative ed indagini finanziarie che hanno visto gli uomini dei Reparti della Guardia di Finanza di Chieti all’opera su scenari investigativi di elevatissimo spessore. Ad oggi, sono già 3 i filoni investigativi conclusi e precisamente quelli scoperti nel territorio ortonese, vastese e lancianese.

La Tenenza di Ortona, nello specifico, ha accertato come un noto attore-imprenditore (si tratta del porno star Rocco Siffredi. La società di diritto ungherese R.S.P., è  legalmente rappresentata pro tempore dalla suocera dell’attore d’origine ortonese), pur avendo da tempo dichiarato di essersi trasferito al di fuori del territorio nazionale, certificandolo attraverso l’iscrizione presso l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero del Comune di Ortona, abbia di fatto continuato incessantemente a permanere nel territorio nazionale oltre i limiti temporali fiscalmente ammessi, costituendo in Abruzzo il centro dei propri interessi. Gli elementi ed i dati informativi raccolti e vagliati attentamente dalla Finanza, hanno evidenziato in maniera inequivocabile una sofisticata ed articolata forma di evasione fiscale internazionale, caratterizzata oltre che dalla fittizia residenza all’estero anche da una perniciosa forma di “simulazione relativa soggettiva”. In sostanza la complessa forma di evasione, che ha riguardato gli anni dal 2002 al 2005, sarebbe stata attuata mediante simulazione di negozi giuridici, posti in essere attraverso l’interposizione fittizia di terzi soggetti di diritto ungherese, apparentemente effettivi ed unici beneficiari dei compensi finanziari, di fatto riconducibile all’imprenditore cinematografico – risultando evasore -, per importi superiori ai due milioni di Euro, con evasione dell’IVA di circa 200 mila euro, integrando a suo carico inoltre ipotesi di reato in materia fiscale disciplinate dalla Legge 74/2000, segnalate all’Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Chieti.

La Compagnia di Vasto, invece, ha accertato che una società di diritto slovacco operante in Italia e gestita dal socio italiano, era da ricondurre al diritto nazionale italiano, dimostrando che la stessa aveva di fatto costituito in Italia una stabile organizzazione occulta e che i ricavi, derivanti dai pagamenti bancari effettuati dai clienti direttamente sul conto corrente della società presso un istituto di credito slovacco, erano stati sottratti all’imposizione del fisco italiano. La società è risultata essere non iscritta alla C.C.I.A.A., non censita all’Anagrafe Tributaria e completamente sconosciuta al fisco – evasore totale. L’attività in parola si è conclusa con l’accertamento di base imponibile sottratta al fisco per oltre 1 milione di euro di II.DD. e di oltre 200 mila euro di evasione all’I.V.A., 6.782 mila sono state le ritenute non operate e non versate, 5 i lavoratori in nero e la denuncia all’A.G. di 1 persona per reati di natura fiscale disciplinati dal D.Lgs 74/2000.

La Tenenza di Lanciano ha constatato l’esistenza di operazioni commerciali realizzate da una società operante nello smaltimento di rifiuti speciali che permettevano di originare dal nulla ingenti crediti IVA attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Si creava, così, un indebito vantaggio fiscale a danno del fisco italiano. Le fatture false erano emesse nei confronti di società in Italia ed all’estero, gestite dallo stesso sodalizio criminale; la costituzione era preordinata unicamente alla stipulazione di operazioni mai avvenute. Lo schema negoziale era quello dell’associazione in partecipazione. L’attività in parola si concludeva con la scoperta di violazione all’I.V.A., per fatture false, per oltre 1,6 milioni di euro e la denuncia all’autorità giudiziaria di 2 persone per reati di natura fiscale disciplinati dal D.Lgs 74/2000. Complessivamente le tre verifiche hanno permesso di accertare circa 4 milioni di euro di base imponibile sottratta alle II.DD., circa 2 milioni di I.V.A. dovuta e non versata all’erario, 4 sono state le persone denunciate all’A.G. per reati di natura fiscale disciplinati dal D.Lgs 74/2000. Nei confronti di tutti i soggetti economici sono state avanzate proposte per l’applicazione di misure cautelari e di sequestro per equivalente.