Il PD lancia l’allarme: a settembre 1200 posti in meno nelle scuole abruzzesi

Quasi 1.200 posti di lavoro rischiano di sparire il primo settembre dalle scuole abruzzesi, con un’impennata del numero di alunni per ogni classe tale da rendere ingestibile l’attività scolastica. Il Partito democratico lancia l’allarme sullo stato di salute del sistema scolastico abruzzese, sul quale il primo settembre rischia di abbattersi una tegola molto dolorosa. «Al decreto Brunetta si aggiungono la Finanziaria e la non ripetibilità del finanziamento straordinario concesso dopo il terremoto» denuncia il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, «con il risultato che ci sono circa 1.200 fra docenti e personale amministrativo che rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro. È come se chiudesse una delle più grandi fabbriche della nostra regione». Si tratta, sottolinea Paolucci, «di padri e madri di famiglia con contratti a tempo determinato, personale qualificato spesso di 40-45 anni del quale l’Abruzzo non può permettersi di fare a meno». A peggiorare il quadro, evidenzia Paolucci, c’è anche il rischio «di iscrivere i propri figli a classi con più di 30 alunni anche alle elementari, condannando la scuola pubblica a rinunciare al proprio ruolo educativo e formativo: la scuola si trasformerà in un badantato». Per questo il Pd alza il tiro: «Sulla scuola occorre investire e non tagliare» propone Paolucci, «specie in momenti di crisi. Il futuro di un territorio si costruisce dal basso e certo non dimezzando le opportunità formative delle nuove generazioni». Proprio per incontrare il mondo della scuola e presentare le proposte di riforma, domani arriverà a Pescara Francesca Puglisi, responsabile nazionale del Pd per il settore scuola. Con lei discuteranno insegnanti, personale Ata, genitori: «La destra sta affossando la scuola italiana. Noi» sottolinea Paolucci «vogliamo invece cambiarla per farla crescere». L’incontro si terrà alle 18 nella sala Figlia di Jorio della Provincia di Pescara.