Lanciano, tifosi rossoneri nell’incertezza: ancora senza nome il nuovo mister della Virtus

Siamo al primo Luglio e stiamo ancora appesi agli articoli di giornale che non avendo molta materia prima su cui lavorare, spesso improvvisano di intuito ed immaginazione.

Il silenzio assordante del Lanciano muove la tifoseria. Dal club virutssimo, infatti, non giungono segnali, non si conoscono mosse di mercato e soprattutto chi guiderà dalla panchina i rossoneri nella prossima stagione di Prima Divisione. E’ così da giorni, nonostante i sostenitori cerchino di avvicinare i dirigenti. Tanto che oggi, Leo Marongiu, dirigente del Club Curvasud Lanciano, rompe gli indugi e fa sentire la sua e tante altre voci dei sostenitori organizzati frentani.

“Non so se Andrea Camplone sarà  il nuovo allenatore del Lanciano, non sono riuscito a contattarlo così come non riesco a contattare la Società  anche per discutere della prossima stagione calcistica e della Tessera del Tifoso – dice sconsolato in un comunicato stampa Marongiu -. Un recente incontro con la nuova dirigente di Polizia ci ha chiarito il fatto che dal prossimo anno gli abbonati dovranno essere tutti tesserati, mentre non serve alcuna tessera per l’acquisto del biglietto domenicale. Cosa significa? Significa che le tifoserie organizzate o stanno decidendo di interrompere la propria attività, oppure domenica dopo domenica acquisteranno il biglietto di sorta e, se in casa non ci saranno problemi (fatte salve limitazioni per partite a rischio) per seguire la partita in qualsivoglia settore, per le gare esterne si sarà costretti a emigrare in un settore locale. Già, perché anche il settore ospiti sarà  interamente dedicato a sostenitori ospiti che abbiano la tessera del tifoso. Immaginate che caos, immaginate tifosi foggiani ai distinti o lancianesi in Tribuna allo Zaccheria.
L’intento della tifoseria organizzata lancianese è quello di continuare a fare il proprio, nella grande difficoltà  del momento ed anche in presenza di una crisi economica che non agevola gli spostamenti di ragazzi molto spesso senza lavoro e senza quattrini. Ma si farà anche questa, speriamo. Vorremmo spostarci ai distinti, vorremmo agevolare l’afflusso dei tifosi in una parte più raccolta ed efficace per fare il tifo. Ma il vorremmo cozza, al momento, con la mancanza di risposte della Società a chiarimenti sul futuro. Staremo a vedere anche qui, attendiamo fiduciosi.
E Camplone? Non faccio mistero di una simpatia tecnico-tattica per l’amico Andrea (che a dire il vero non sento da molto), mi piace la sua organizzazione in campo e mi piacerebbe poter contare di nuovo su di un allenatore che mette la disposizione in campo al primo posto rispetto a doti carismatiche e capacità di far gruppo. Vorrei rivedere quel 4-3-3 con sovrapposizioni, tagli e sponde della punta con un clima migliore e con le certezze di una Società  vera e non farlocca. Vorrei vedere Andrea Camplone cimentarsi con l’ultimo treno della sua carriera, dopo recenti deludenti stagioni. Anche l’unico movimento che conosciamo ad oggi, ossia il riscatto di Di Cecco, potrebbe essere valorizzato con un ruolo più consono alle proprie caratteristiche come quello di interno destro o sinistro. Ma sono, forse, chiacchiere da bar. Perché, a parte qualche rumors, l’allenatore sarà  qualcun altro. Se dovesse essere Camplone, comunque, si tratterebbe di un compito molto duro perché non è vero che ha la piazza tutta dalla sua parte e perché ci sono molti pregiudizi da battere e molte contrarietà  sorte dopo quel Cavese/Pescara che grida ancora vendetta. Per il tecnico pescarese (anche questo ormai connotato da non sottovalutare) la strada è tutta in salita. Contrarietà  anche un pò nate da quella spaccatura intestina alla tifoseria nell’annata dell’Innominabile… Tecnicamente e tatticamente lo avrei scelto anche io, seppur orfano di Fabio Montani con il quale faceva una grande coppia, a livello ambientale mi sarei rivolto altrove, verso un tecnico nuovo, senza pregiudizi e senza che la piazza possa (da subito, anzi prima ancora!) storcere il naso prima di vedere all’opera la nuova squadra. Anche la piazza, anche l’ambiente, ormai sta mettendo avanti a tutto gusti e simpatie personali, anziché il tifo per la squadra della propria città. Speriamo che qualche certezza in più, di una Società  finora silente da quasi due mesi, possa rischiarare un pò il cielo. Ma se tornasse Moriero? Probabilmente storcerei il naso anche io, a dir poco. Forse non farei né biglietto, né tessera, né nulla. Ed allora il tecnico che verrà, speriamo presto, l’unica arma che avrà a disposizione sarà un decente precampionato ed una buona partenza con qualche interesse ritrovato. Nella indolente, delusa ed avvilita piazza frentana – dice infine Marongiu – sarà compito veramente difficile e da uomini veri. Siamo al primo Luglio, ombrelloni aperti, lettini pronti ma giornali miseramente vuoti di notizie rossonere”.