Di Stefano (PdL) sul pedaggio sull’Asse Attrezzato: “Legnini continua a mistificare la realtà”

Botta e risposta tra i senatori Fabrizio Di Stefano (PdL) e Giovanni Legnini (PD), sui pedaggi sull’ Asse Attrezzato Pescara-Chieti. Alle ultime dichiarazioni dell’esponente del centro sinistra sulla ricaduta della manovra finanziaria sui pedaggi autostradali, pronta la replica di Di Stefano che afferma: “Lui stesso aveva denunciato qualche settimana fa il rischio che venisse installato un casello sull’Asse Attrezzato, esigendo cosi un pedaggio ai pendolari che utilizzano il tratto viario quotidianamente per lavoro. Oggi che questo pericolo è stato evitato – aggiunge il vice coordinatore regionale del PdL -, rilancia una proposta emendativa per evitare anche il rincaro del pedaggio alle barriere dei caselli di Chieti e Pescara, sapendo benissimo che non troverà l’assenso in Commissione per evidenti motivi di copertura finanziaria. “E a fini strumentali- continua – equipara la situazione romana a quella dell’area metropolitana , dove il sindaco Alemanno e il Presidente della Regione Lazio, Polverini stanno portando avanti una battaglia per scongiurare l’ installazione di appositi caselli sul Gra , esigendo in questo modo un pedaggio ai cittadini che si spostano nelle varie zone di Roma. Prospettiva del tutto evitata in ‘Abruzzo, anche grazie al nostro interessamento. Ma la sua faziosità è tale che addirittura accusa il sottoscritto, unitamente al senatore Pastore, d’aver procurato una nuova tassa agli abruzzesi , attraverso un “autorevole” intervento presso la direzione Anas. Torno a ribadire che chi utilizza l’Asse Attrezzato da Chieti a Pescara e viceversa, per uso pendolaristico lavorativo, non avrà nessun onere. Inoltre il pedaggio aggiuntivo non potrà superare il 25% del costo dell’intera tratta percorsa, per cui chi proverrà dalle zone limitrofe, avrà un aumento assolutamente ridotto, e di molto inferiore ad 1 euro. Ritengo sia un buon risultato raggiunto l’ aver salvaguardato chi utilizza quest’importante arteria stradale quotidianamente per motivi lavorativi. Legnini dovrebbe rendersi conto che con una manovra finanziaria da 25 miliardi di euro in Italia abbiamo di gran lunga evitato ai cittadini ulteriori aggravi, come sta accadendo invece in altri paesi europei come ad esempio la Germania, con una manovra 3 volte superiore alla nostra, o in Francia, con una finanziaria 4 volte più alta del nostro Paese. Non era ipotizzabile che con una crisi economica a livello mondiale, paragonabile solo a quella del ’29, nel nostro Paese non ci fossero ripercussioni. Vorrei a questo punto domandare a Legnini, proprio oggi che chiama a raccolta Sindaci , Presidenti delle Province, e lo stesso Presidente Chiodi, di spiegarci dov’era quando Pescara, guidata dal centro sinistra, si guadagnava il primato di città più tartassata d’Italia, o di Chieti, che sempre guidata dalla sinistra aveva triplicato le sue imposte. E ancora dov’era quando con il suo schieramento alla guida della Giunta regionale, l’Abruzzo conquistava il triste primato di Regione con la maggiore imposizione fiscale d’Italia? Crede che tutti abbiano l’anello al naso? Io sono convinto di no, altrimenti non si spiegherebbe come mai il centro sinistra in Abruzzo, ma soprattutto a Chieti, dove lui stesso opera, da 2 anni a questa parte sta ricevendo una lunga serie di sconfitte”.