Viabilità e grandi opere, Tavani traccia il bilancio della Provincia di Chieti

“La realtà della Provincia indipendentemente da quanti si ostinano legittimamente a commentare in maniera “politica e artefatta” i numeri del suo bilancio, è quella dura e cruda di un ente lasciato sull’orlo del disastro finanziario e che solo un’amministrazione coraggiosa, responsabile e attenta può risanare; noi lo stiamo facendo grazie ad una politica fatta di scelte coraggiose e improntate al rigore più estremo, rinunciando a decidere interventi e opere clientelari, procedendo alla definizione inequivocabilmente trasparente e sincera delle priorità della propria azione. È quindi normale che il settore da molti ritenuto strategico, quello della Viabilità e delle Opere Pubbliche, debba essere il primo ad incarnare lo spirito di tale nuova azione amministrativa”.

E’ la premessa fatta dal vice presidente della giunta provinciale di Chieti e assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Tavani, nella conferenza stampa che lo stesso ha tenuto, insieme al presidente Enrico Di Giuseppantonio, per tracciare la somma degli interventi messi in cantiere nei Settori Viabilità, Lavori Pubblici e Grandi Opere, che Tavani guida da un anno a questa parte. “È un bilancio positivo e serio, di dodici mesi difficili, nei quali, nonostante le difficoltà dei conti dell’Ente, siamo riusciti ad amministrare al meglio le risorse disponibili stilando una precisa scala di priorità – dice l’assessore. Interventi che sono contenuti in una newsletter informativa che raggiungerà presto tutti i Comuni della provincia.

“Il Piano triennale e annuale che abbiamo approvato è stato infatti informato da questo spirito di rigore e disciplina delle scelte. Le priorità che ci siamo dati hanno permesso di intervenire immediatamente su sette frane che rischiavano di mettere in pericolo l’incolumità della popolazione, in particolare quelle di Celenza sul Trigno e Taranta Peligna. La nostra scala di priorità, sulla quale abbiamo formato il piano triennale ed annuale, vede in cima le frane, poi i piani viabili dissestati, la sicurezza stradale, la provicializzazione di strade strategiche, la costruzione di nuove arterie provinciali e poi i marciapiedi nei centri urbani. Si tratta di scelte per certi versi dolorose – le ha definite Tavani -, ma necessarie per il rigore imposto dai fondi che finanziano questo piano e dal gravame finanziario del bilancio dell’Ente. Il piano annuale è definibile con quattro aggettivi: leggero, corretto, trasparente e strategico. Leggero perché è un piano vero, strettamente correlato alla disponibilità finanziarie effettive, alla capacità di indebitamento fisiologica, alle risorse di spesa corrente effettivamente applicabili. Non contiene opere irrealizzabili, ma comincia a leggere il territorio in una fase uno che avrà quattro ulteriori fasi di lettura per una visione completa della Provincia. Corretto perché nel rispetto della continuità amministrativa  non butta a mare la precedente programmazione, in special modo quella attaccata ai FAS, inseriti in una virtuale priorità “4” che non vuol dire quarto anno, ma che significa rilettura del programma dopo la definitiva approvazione dei programmi FAS. Trasparente perché il piano annuale è leggibile, perché identifica il rispetto delle priorità anche con riguardo a interi comprensori dimenticati negli ultimi anni, ma non fa sconti ad amministratori o amministrazioni amiche. Oggi questo piano di rigore sceglie poche ma significative opere – precisa l’asessore -, che rappresentano solo il primo step di un’azione amministrativa fatta di tante buone piccole cose, concluse e funzionali, realizzate insieme a strategie di lungo respiro. Strategico perché guarda alla grande possibilità che l’intesa Stato-Regione Abruzzo riserva alla nostra regione dopo la firma dell’intesa avvenuta nel 2001, poi rinnovata nel maggio 2009 dai Presidenti Chiodi e Berlusconi. In quello strumento la Provincia può e deve trovare le risorse per opere strategiche quali la Pedemontana attesa da 25 anni, la Lanciano-Val di Sangro e la Vasto-San Salvo, opere oggi non più differibili.

Abbiamo provveduto alla semplificazione della struttura, con contestuale riduzione dei settori e del numero dei dirigenti. La riorganizzazione ha comportato la divisione del vecchio settore E (Viabilitá – Edilizia Scolastica e Provinciale – Organizzazione Scolastica – Protezione Civile – Espropri – Sicurezza Sui Luoghi Di Lavoro – Concessioni e Trasporti) in due nuovi settori: il settore n. 5 (Edilizia Scolastica e Provinciale, Organizzazione Scolastica, Protezione Civile, Sicurezza sui Luoghi di Lavoro) con a capo il dirigente ing. Nicola Pasquini e il settore n. 6 (Pianificazione, Progettazione e Manutenzione Stradale, Concessioni, Espropri) con a capo il dirigente ing. Carlo Cristini. La riorganizzazione ha soddisfatto il bisogno del settore viabilità di tornare a vivere da solo, in autonomia da quello dell’edilizia scolastica e del patrimonio edilizio in generale, con il quale condivide le problematiche finanziarie, ma che oggi, fossero ancora insieme, finirebbero l’uno con l’ostacolare l’altro. Oggi, invece, con due competenti dirigenti e due deleghe assessorili distinte e separate, si supera un accorpamento voluto in precedenza e che non rispondeva a nessuna logica di semplificazione (visto che poi le dirigenze totali erano addirittura 13), ma che anzi ha portato allo snaturamento di un settore strategico come quello della viabilità, troppo tempo fuori controllo proprio per l’enorme carico di lavoro e responsabilità. Il Piano Neve ha presentato una novità strategica importante: è stato adottato un piano che è di protezione civile con un numero di risorse finanziarie notevolmente minori, dovendoci tra l’altro confrontare con debiti pregressi legati al vecchio piano neve e potendo assumere solo 75 interinali in luogo dei 120 dell’era Coletti (come il bilancio di rigore ci impone). È già trascorsa una stagione invernale ed è facile osservare che – con il medesimo innevamento degli anni passati – la nuova gestione ha consentito un notevole risparmio di risorse finanziarie e con la collaborazione di geometri e capicantonieri si è provveduto alla razionalizzazione del servizio con l’aggiornamento annuale del piano vigente, in attesa del nuovo piano neve 2010-2012. Sul Piano Erbe si è parlato molto, anche a sproposito, ma a tutt’oggi il 70% del territorio provinciale è stato già interessato dal primo sfalcio, realizzato con un accordo che non ha nulla di politico con i Comuni, le Unioni dei Comuni e le Comunità montane. A tutt’oggi sono 60 i Comuni che hanno aderito”.

“Sono orgoglioso – ha chiosato il presidente Di Giuseppantonio  – per aver costruito una squadra di governo seria che ha risposto con grande rigore e impegno alle difficoltà che abbiamo incontrato. Il bilancio di Opere Pubbliche di questo primo anno dimostra che, a fronte di un disastro economico ereditato che ci permette di contrarre mutui solo per 3,5 milioni di euro, la Provincia è stata capace, con i risparmi e l’eliminazione degli sprechi, di dare al territorio le risposte più urgenti che attendeva da tempo. La nuova filosofia di lavoro di questa amministrazione è stata ormai ampiamente recepita da tutti: opere certe, finanziabili e soprattutto utili alla collettività. Aspettiamo ora che si sblocchino i fondi nazionali ed europei che ci sono stati assegnati per poter dare l’avvio alle Grandi Opere che abbiamo messo in programma”.