I sindaci dal Prefetto di Chieti: “Le aree interne rischiano di morire”

Una donna di Gamberale, 480 abitanti (ogni anno ne perde 10), pur di mettere al mondo il figlio, è dovuta andare all’ospedale di Santa Maria Capua Vetere. Le è stato più facile raggiungere quella località nel casertano che qualche ospedale sulla costa abruzzese. E’ una delle tante storie di ordinario disservizio che le popolazioni dell’entroterra sono costrette a vivere giornalmente. Uno dei tanti problemi che potrebbero diventare insormontabili se la manovra finanziaria approvata dal governo non sarà modificata. Per questo una delegazione di sindaci, ha chiesto ed ottenuto d’incontrare oggi il prefetto Vincenzo Greco, proprio per esporgli la grave situazione in cui si trovano ad amministrare le varie realtà. Problemi finanziari, ma anche di ordine pubblico, di convivenza con chi, giunto da altri paesi, è andato a vivere lì. Un’incontro che precede la giornata di mobilitazione generale della montagna, che avrà luogo domani. Davanti al prefetto, con indosso le fasce tricolori, i primi cittadini Antonio Iannaurato, sindaco di Gessopalena e presidente della Comunità Montana Aventino,  Nicola Travaglini, sindaco di Roccascalegna, Tiziano Teti, sindaco di Torricella Peligna, Tino Bellisario, vice sindaco di Altino, Sergio De Luca, primo cittadino di Casoli, Antonio Tambuttino, sindaco di Monteodorisio, Nicola Tarantini, sindaco di Pizzoferrato, Domenico Parente, sindaco di Palena accompagnato dall’assessore D’Emilio, Maurizio Bucci, presidente della Comunità montana di Quadri. Il loro è un appello davvero accorato: si rischia un massiccio esodo verso i centri della costa.

“Le nuove povertà si uniscono alle vecchie – esordisce nel suo intervento Iannaurato -. Non riusciamo più a mettere in moto nessuna attività e i giovani hanno pochissimo su cui costruire il loro futuro. Come amministratori non riusciamo più a dare risposte e ancor meno a intervenire. I tagli previsti nella finanziaria ci daranno il colpo di grazia. Molti dei nostri comuni non riescono nemmeno ad avere il segretario comunale e i sindaci sono sminuiti in tutto. Si rischia di veder morire un patrimonio umano, culturale, storico e ambientale di enorme importanza. Noi siamo comuni dell’acqua, e le accise che riceviamo dall’Acea per l’acqua che viene utilizzata dai laghi di Casoli e Bomba con le nuove decisioni governative ci verranno tolti, facendo venir meno un’importante entrata nelle nostre casse”.

“Chiediamo che almeno si solleciti un incontro con la Regione: esiste la legge sulla montagna che se fosse applicata ci darebbe un po’ di respiro – domanda il primo cittadino di Pizzoferrato, Tarantini, che aggiunge -: a questo punto è necessario un tavolo con tutti i prefetti, altrimenti verrà meno l’equilibrio demografico”.

“Non riusciamo nemmeno più a organizzare il servizio di trasporto alunni – denuncia il sindaco Tamburrino -. Abbiamo un parco auto vecchio ma non potremo sostituirlo per trasportare i nostri ragazzi in centri vicini nel caso non riuscissimo a formare le classi nel nostro paese”. E poi, tra le lacrime ammette: “Alla mia famiglia ho detto di prepararsi, perché presto dovremo andarcene”.

“Le chiediamo di attivarsi perché invece che quanto stabilito nella legge finanziaria non parta all’inizio a fine 2010, ma dal 31 dicembre 2011 – propone il sindaco De Luca -. Avremo modo di organizzarci e di tentare di far fronte ai disagi che comunque dovremo affrontare”. Problemi anche di ordine pubblico per il sindaco di Palena, Parente. “Non sappiamo più cosa dire e cosa spiegare ai nostri cittadini. Il livello di sopportazione è oramai giunto al limite – ammette. E poi torna sulla questione Acea -: “Le indennità di bacino, che erano poche, ora ci vengono persino sottratte e questo limiterà ulteriormente qualunque nostra iniziativa”.

Un quadro desolante, non nuovo al prefetto Greco, che però ha assicurato la sua disponibilità a seguire tutti i canali necessari per cercare soluzioni condivise e percorribili. Intanto, sulla questione sicurezza ha annunciato che il prossimo 19 luglio è stato convocato il Comitato sicurezza in Prefettura, allargato a tutti i politici del territorio, per sollecitare il potenziamento dei servizi di video-sorveglianza.