Il PD in Provincia di Chieti vuole chiarezza sui bilanci

“Vogliamo una commissione di studio perché stabilisca chi ha contratto i debiti, quali sono state le spese e a quale periodo si riferiscono”.

Il gruppo del Partito democratico in Provincia di Chieti è deciso ad andare fino in fondo. Anche perché sulla storia dei conti in rosso dell’ente si rischia di annoiare la gente e di fossilizzarsi su un aspetto, che fa allontanare dai reali problemi del territorio.

“Non è la prima volta che avanziamo questa proposta, finora, però, nulla. La domandiamo perché esigiamo chiarezza – dice il capogruppo Camillo D’Amico, che ha tenuto un incontro della stampa stamani insieme all’ex presidente Tommaso Coletti, ai consiglieri Antonio Tamburrino, Angelo Radica e Enzo Tucci -. Non ne possiamo più di andare sui media un giorno sì e l’altro pure per rispondere alle accuse che ci vengono lanciate dalla maggioranza di governo. Noi chiediamo invece un confronto serio, sulle carte e relativamente agli anni in cui sono stati alla guida della Provincia Mauro Febbo e Tommaso Coletti. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, ma chiariamo una volta per tutte quel che c’è da chiarire”.

“Strano davvero che la maggioranza denuncia di non avere cassa e poi organizza Bellestate e dà soldi alla Notte Bianca di Ortona – mette in evidenza uno irritato Coletti, infastidito d’essere diventato in questi mesi il bersaglio preferito dal centro destra -. Ma al di là di questo quel che mi preme mettere in risalto è l’infondatezza delle accuse che mi vengono rivolte. Aspetti che una commissione che definirei d’indagine, potrà senz’altro accertare – sostiene l’ex presidente -. Allora facciamo qualche passo indietro e andiamo a scoprire dove si è accumulato il debito, che oggi la maggioranza guidata da Enrico Di Giuseppantonio denuncia e per il quale questa Provincia sarebbe bloccata, in pre dissesto finanziario. Termine quest’ultimo che non esiste: casomai, per essere corretti, si tratta di ente deficitario. Ma ci sono alcune stranezze che hanno bisogno d’essere svelate. Ad agosto 2008, così come ho fatto in analoghi periodi del mio mandato presidenziale, ho chiesto ai vari settori di tracciarmi lo stato dei conti della Provincia. Ebbene, nell’ultimo anno alla guida politica dell’ente, essi ammontavano a 393,986mila euro, così com’è certificato. Dei 9 parametri stabiliti dalla legge, rientravamo in almeno 6 di essi. Invece, qualche mese dopo, con l’arrivo del centro destra al governo, qualche zelante dirigente ha tirato fuori cifre molto maggiori. Allora, si sappia che questa Provincia, con Mauro Febbo al timone, ha rimodulato i fondi Pop, per 72 milioni di euro, soldi che nel periodo 2002, 2003 e 2004 dovevano essere destinati a opere pubbliche. Sapete qual è stato l’indebitamento della Provincia per quella operazione? 8 milioni di euro, d’interessi da restituire alla banche e che dovranno pagare i cittadini. Erano, perché la scadenza, fissata negli anni che vanno dal 2023 al 2030, per abbassare il debito da 8 a 6 milioni e per avere più liquidità (quasi 2 milioni di euro), è stata allungata: solo che alla scadenza non saranno più 8, ma 10. E nessuno dice che il comune di Chieti deve alla Provincia più di 5 milioni di euro. L’ente, infatti, ha vinto un contenzioso con l’amministrazione teatina per via di affitti mai versati dal 1996 in poi, per l’uso di un edificio che ha ospitato una scuola. Il sottoscritto, dopo la sentenza di secondo grado, aveva scritto nel bilancio la voce relativa al credito che vantavamo con il comune. Adesso la Cassazione si è pronunciata, dando ulteriormente ragione alla Provincia e, conteggiando le annualità trascorse, il debito è salito fino a superare i 5 milioni di euro. Perché non ci si attiva per recuperare quella somma?”.

Ma Coletti è pronto ad andare oltre. Dalle parole ai fatti, insomma. “Sono deciso a chiedere l’intervento della Corte dei Conti e a sporgere denuncia alla magistratura ordinaria contro chi continua a diffamare la mia persona”.