Rom arrestati dai carabinieri: 10 chili tra eroina e cocaina in casa a Vasto

Dieci chili di droga, tra eroina e cocaina, sono stati sequestrati dai carabinieri del comando provinciale di Pescara, in una villa di Vasto, occupata da due coniugi di etnia rom. I due: Carmine Bevilacqua, sorvegliato speciale, e Lucia Sauchella, di 36 e 34 anni, sono stati arrestati in flagranza per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti e per detenzione illegale di arma da sparo.
Nella villa, oltre alla droga (7,5 chili di eroina e 2,5 di cocaina) è stata trovata e sequestrata anche una pistola calibro 21 di fabbricazione slava con 27 cartucce, illegalmente detenuta. Il valore dello stupefacente si aggira sui 150 mila euro a lordo, ma sul mercato avrebbe potuto fruttare anche quattro volte di più. Gli inquirenti ritengono che possa provenire dalla rotta balcanica.
I carabinieri sono arrivati all’arresto dei due rom e al sequestro della droga seguendo i movimenti di alcuni spacciatori pescaresi che si recavano spesso a Vasto per poi farvi ritorno con copspicui quantitativi di droga. Attraverso servizi di osservazione e pedinamento, hanno dunque accertato che la villa dei due rom era un importante snodo per lo smistamento della droga in tutto l’Abruzzo e per il Molise. La villa, insieme ad alcune auto utilizzate dai due, è stata sequestrata. Il valore complessivo dei beni è stimato intorno al milione di euro. Gli arrestati sono stati portati nelle case circondariali di Vasto e Chieti a disposizione della magistratura vastese. Illustrando l’operazione, il comandante provinciale dei Carabinieri, Marcello Galanzi, ha sottolineato che dall’inizio dell’anno sono stati sequestrati 22 chili di stupefacenti, 34 chili lo scorso anno.

Nottata movimentata per i carabinieri della Compagnia di Lanciano. nel corso di un servizio di controllo, in prossimità di corso Trento e Trieste veniva fermato ed identificato un uomo a bordo della propria autovettura. Dagli accertamenti è risultato trattarsi Sergiu Juraschi, 33 anni, di origine moldava e residente in Lanciano, già noto ai militari dell’erma perché lo scorso maggio era stato deferito alla Procura della Repubblica della città frentana per guida in stato di ebbrezza, e sottoposto alla sospensione della patente di guida per 6 mesi. L’uomo, durante l’accertamento, in un primo momento faceva resistenza ad esibire i documenti richiestigli; successivamente, mentre i militari erano intenti a redigere il verbale per guida con patente sospesa, lsi scagliava contro uno di loro, colpendolo sul fianco al fine di recuperare il documento. Immediatamente supportati dalla pattuglia della Stazione di Castelfrentano, giunta sul posto in soccorso ai carabinieri della radiomobile, l’uomo veniva condotto presso il Comando Compagnia, dove veniva dichiarato in arresto ai sensi dell’art. 337 c.p., resistenza a pubblico ufficiale. Durante l’udienza direttissima, che ha avuto luogo proprio questa mattina, il giudice ne ha disposto l’arresto per 3 mesi, con pena sospesa. A Casoli, a conclusione di indagine, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Lanciano F.A. 49enne nato a Casoli e residente ad Orsogna, per falsità commessa da privato in atto pubblico, ai sensi dell’art. 482 c.p..

L’uomo, titolare di un negozio di telefonia sito in Casoli, si era reso protagonista – seppur indirettamente – di una vicenda di molestie telefoniche (nonché ingiurie e minacce a mezzo scritti) perpetrate ai danni di una donna del luogo, in quanto consentiva ad un suo cliente di attivare, lo scorso luglio, una scheda telefonica che era stata precedentemente intestata a persona fittizia. Ed è proprio attraverso questa scheda che erano state messe a segno le suddette molestie telefoniche. Il titolare del negozio adduceva come motivazione il fatto che, avendo ricevuto da un operatore di telefonia mobile un certo numero di sim ad un prezzo vantaggioso, ma con l’impegno di attivarle entro un determinato periodo di tempo, allo scadere del periodo, per non perdere la promozione, ne aveva intestate buona parte a sè e le altre a persone fittizie, per poi rivenderle successivamente. Però, anche a seguito della vendita delle stesse, aveva omesso di aggiornare la voce “reale utilizzatore” e, pertanto, non era stato in grado di fornire alcuna documentazione su colui che aveva effettivamente acquistato la scheda.

A Lama dei Peligni deferivano in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Chieti T.I., classe 57, nata in Romania e residente a Lama dei P. La donna, che svolgeva incarico di badante presso un anziano del luogo, lo scorso 29 giugno si era allontanata dall’Italia per fare ritorno in Romania ove avrebbe trascorso un mese di vacanze. Solo qualche giorno dopo la sua partenza, l’uomo scopriva che la donna aveva asportato dalla sua abitazione vari oggetti in oro, tra cui anche un orologio, della biancheria, un misuratore di pressione digitale e dei raccoglitori di francobolli. Pertanto, la donna è stata denunciata per furto in abitazione, ai sensi dell’art. 624 bis.