Piano ospedaliero, i sindaci del Sangro-Aventino pronti a dimettersi

Sono pronti a restituire mandato e fascia i sindaci del Sangro-Aventino, decisi più che mai a difendere gli ospedali di Casoli e Guardiagrele, ‘colpiti’ dal nuovo piano di ristrutturazione della rete ospedaliera abruzzese. Lo hanno rbadito quest’oggi nel corso di un incontro con la stampa svoltosi nella sala della giunta provinciale a Chieti. Una difesa in nome del diritto alla salute dei loro cittadini che, a loro, dire verrà meno. Soprattutto perché riguarda popolazioni dell’interno, penalizzate come sempre da molti disservizi.  “Quel che ci offende di più – hanno sottolineato i primi cittadini di Casoli, Torricella Peligna, Gessopalena, Palena, Fara San Martino, Guardiagrele, Altino, Civitell Messer Raimondo, Taranta Peligna, Roccascalegna – e che nessuno finora ci ha ascoltati. Saremmo stati disposti ad un confronto costruttivo per adeguare eventualmente i nostri nosocomi laddove si fosse riscontrato dispersione di risorse e disservizi. Invece, tutto tace”.

“Se davvero dobbiamo fare sacrifici, se il momento è così grave che tutti dobbiamo collaborare, allora è l’occasione per i parlamentare di ridursi lo stipendio del 50 per cento. Diano l’esempio – afferma con decisione il sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani, vice presidente della giunta provinciale -. Non si capisce la ragione per la quale aree montane come le nostre, che già in passato hanno dovuto dimostrato spirito di abnegazione, debbano sottoporsi ad un altro sforzo come quello che ci si chiede, mentre da Roma non arrivano segnali di eguale entità. Lo dico soprattutto per evitare una disparità che potrebbe far salire la tensione della nostra gente”.

In altre parole, è in bilico la sicurezza sociale. Lo rimarca anche il primo cittadino di Gessopalena, Antonio Innaurato. “E’ inconcepibile conoscere dalla stampa quel che, invece, avremmo dovuto sapere dal Commissario Chiodi o dall’assessore alla Sanità Venturoni oppure dal Sub Commissario Giovanna Baraldi. L’unica finora che ha lasciata aperta la porta del dialogo è stata la presidente della Commissione sanità, il consigliere Nicoletta Verì, che invitiamo a far visita nelle nostre realtà. Potrà dirci quali sono le cose che non vanno e quelle andrebbero cambiate”.

Se da Chieti, dopo lo sciopero della fame attuato dal primo cittadino di Casoli e da altri amministratori, arriva la volontà di restituire il mandato, a Pescina, in segno di protesta contro il piano di riorganizzazione della rete ospedaliere predisposto dalla Regione, il sindaco Maurizio Radichetti, e i componenti della giunta comunale, stamane, sono saliti sul tetto del locale ospedale. Gli amministratori contestano la volontà della regione di eliminare i posti-letto per i malati acuti e di trasformare l’ospedale in una residenza sanitaria assistita. Sul tetto sono saliti anche i medici e gli infermieri dell’ospedale, mentre è stato issato, sul balcone sovrastante l’ingresso dell’ospedale, lo stendardo del comune. Il sindaco ha fatto sapere che la forma di protesta andrà avanti finché il presidente della regione, Gianni Chiodi e l’Assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni non ascolteranno direttamente le ragioni della protesta.