Delimitazione delle aree demaniali, Menna replica alla sinistra vastese

“Sulla questione della delimitazione delle aree demaniali, regolamentata con apposita legge regionale, la sinistra vastese, fortemente intrisa di cultura comunista, continua a travisare la realtà, a creare disorientamento e disinformazione con lo scopo subdolo di celare la conclamata incapacità e l’annoso immobilismo dell’Amministrazione comunale di Vasto”.

 Antonio Menna replica alle illazioni circolate in città per bocca di esponenti locali i quali, si sono anche appellati ad una nota testata giornalistica (che ha trasferito Vasto nel pescarese!) per sentirsi confortati ed essere parte di una verità oracolare di cui non conoscono né l’origine né il significato. “Come sempre la sinistra vastese ostenta un protagonismo becero, – puntualizza Antonio Menna – “dimenticando che prima delle tanto denigrate delimitazioni (e non recinti), che riguardano tutta la costa abruzzese e non soltanto Vasto, la città è ancora in attesa della variante al Piano spiaggia, fatto negativo e penalizzante che artatamente eludono per mascherare le proprie responsabilità e la vacuità della loro presenza nel Palazzo di città”. “Certe affermazioni gratuite e farsesche sono politicamente intollerabili e lasciano intendere che non abbiano neanche letto il contenuto della norma regionale di cui sproloquiano o, se l’hanno letta, non ci hanno capito nulla”. “A noi – sottolinea ancora Antonio Menna – interessa soltanto il bene dei cittadini e, soprattutto, che siano sempre correttamente informati. Così, riportiamo lo stralcio saliente della legge, per evitare mistificazioni e distorsioni, come quelle propagandate dai comunisti vastesi scimmiottando le varie Golette verdi e la pedanteria di pseudo ambientalisti”. La legge sulle delimitazioni dice testualmente che: Gli stabilimenti (balneari, ndr) possono delimitare, con sistemi di protezione a giorno non impattanti, di altezza non superiore a metri 1,80, un’area circostante la struttura principale; il sistema di protezione dovrà essere posto ad una distanza non superiore a 10 metri dal perimetro della struttura principale… Solo nel periodo invernale, nell’ambito delle concessioni, possono essere chiuse aree quali verande, saloni, ecc. ove ricoverare e custodire beni e attrezzature che, anche se amovibili, costituiscono patrimonio della ditta concessionaria… I sistemi di protezione devono consentire per tutta la durata dell’anno solare, il libero e gratuito accesso verso la battigia agli utenti, ai fini della libera balneazione e del corretto uso dell’arenile. “Questo è il testo approvato dal Consiglio Regionale – aggiunge Antonio Menna. “Il suo significato letterale è chiaro e inequivocabile e non può essere sovvertito con stravolgimenti o interpretazioni di parte. Ricordiamo che la legge ha valore per tutta la regione e non soltanto per Vasto, come vogliono far credere i comunisti. Non interessa affatto le proprietà private a ridosso degli arenili, ma soltanto i beni demaniali. E’ una legge emanata dalla Regione Abruzzo con tutti i crismi della legittimità e come tale deve essere considerata e attuata”. “Tutto il sarcasmo e la saccenteria ostentati dalla sinistra – ribadisce Antonio Menna – non sono altro che un misero tentativo per nascondere l’inconcludenza dell’Amministrazione comunale di Vasto che in questi quattro anni è rimasta alla finestra con le braccia conserte, ignorando i problemi della città che si sono moltiplicati di numero e di entità. Ma queste cose, per la maggioranza attuale sono quisquilie, perciò preferisce disquisire di aria fritta su questioni tutelate da precise e vincolanti norme di legge. Sulla questione delle delimitazioni demaniali, che tanto scalpore hanno suscitato nella testa dei comunisti vastesi, – conclude Antonio Menna –  mi chiedo perché il Sindaco di Vasto non abbia emesso le ordinanze di demolizione a carico di tutti i concessionari, (escludendo quelli della sua parte politica e finanche un assessore della sua Giunta ), e non soltanto, come in effetti ha fatto, nei confronti di coloro che sono notoriamente di parte politica avversa”.