E’ scontro aperto sul piano di riordino ospedaliero in Abruzzo

“In queste ore stanno protestando tutti, dai sindaci di ogni colore agli operatori sanitari ai sindacati, tranne le cliniche private: è la prova che sono gli unici ai quali questo piano di riordino conviene”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci (nella foto a destra). “Solo poche settimane fa Chiodi parlava di pressioni enormi delle lobbies, ora spieghi perché queste pressioni sono finite e perché ha deciso di concentrare sulla sanità pubblica tutti i tagli, graziando miracolosamente quella sanità privata che il centrodestra, fra il 2000 ed il 2005, ha contribuito ad ingrassare. Il presidente-commissario, prosegue Paolucci – propone di utilizzare i fondi Fas non per ridurre le tasse come propone il Partito Democratico, ma per far fronte ad uno scoperto alimentato, come gli ricorda il Ministero, dalle sue stesse responsabilità: c’è una legge del 2008 che è stata disattesa, e negli ultimi due anni al governo c’è stato lui. La verità, dice il segretario Pd, – è che Chiodi si sta presentando come il nuovo, ma alla fine la sua azione si riduce a un film già visto: tagli ai servizi che è facile tagliare, tasse dove è facile prendere, trasformazione in un privilegio di quello che è invece un diritto sacro, il diritto alla salute. Distinguere sanità e assistenza – dice il segretario del Pd – è frutto di una visione vecchia dello stato sociale, fuori dalla storia e fuori dalla modernità. Chiodi si renda disponibile ad un riequilibrio severo del rapporto fra pubblico e privato”.

Va oltre l’ IdV che chiederà al Governo nazionale la revoca di Chiodi da commissario della sanità per l’evidente fallimento che sta dimostrando nell’attuazione del Piano di rientro del deficit sanitario”. Lo ha dichiarato il coordinatore regionale dell’IDV, il senatore Alfonso Mascitelli (foto a destra), Vice Presidente della Commissione Speciale di inchiesta sul Sistema Sanitario Nazionale, in seguito agli ultimi dati allarmanti resi noti nella giornata di ieri. “Sui conti della sanità – ha spiegato Mascitelli – Chiodi mente. Tra le tante interrogazioni parlamentari che abbiamo presentato per conoscere le condizioni e le prospettive della sanità della nostra Regione, ve ne é una recente del 6 maggio scorso a cui il Governo risponde, per voce del Sottosegretario Martini, dichiarando che in seguito a verifiche, svolte con cadenza trimestrale e annuale dal tavolo tecnico, la situazione finanziaria accertata presenta un avanzo di 88 milioni di euro al 2009, che permette di coprire il disavanzo pregresso e, in particolare, i 76 milioni a tutto il 2007. O mente il Governo nazionale, o mente Chiodi

Sulla proposta lanciata ieri da Chiodi di utilizzare una parte dei fondi Fas per coprire il debito di 101 milioni di euro per la mancata applicazione della legge regionale numero 4 del 16 marzo 2007, la Uil Abruzzo si dice pronta ad accettare la proposta di Chiodi. “Il Presidente Chiodi ha proposto un percorso per ripristinare i fondi Fas e impegnarli tutti per lo sviluppo dopo il loro eventuale parziale utilizzo per sanare il buco di centouno milioni evidenziato dall’esame degli stati patrimoniali delle Regioni. La proposta di Chiodi prevede che venga effettivamente realizzata la vendita degli immobili, finora rimasta sulla carta, e che i proventi siano impiegati per ripristinare il Fas.  La Uil Abruzzo, che ha duramente contestato l’ipotesi di stornare pezzi di Fas per il richiamo della spesa corrente della sanità, ha condiviso questa proposta di salvataggio del Fas Abruzzo e ha accettato di far parte del comitato proposto da Chiodi che sorveglierà che questo obiettivo venga effettivamente conseguito.

La CGIL Abruzzo ha organizzato per il giorno 28 luglio, dalle ore 16, un presidio di lavoratori e cittadini dinanzi alla sede del Consiglio regionale dell’Aquila che discuterà del piano operativo 2010. “Il piano operativo predisposto dal Commissario ad Acta Gianni Chiodi, non rappresenta una riorganizzazione dei servizi socio sanitari bensì solo tagli di prestazioni ai cittadini, i quali pagano sempre più di tasca propria l’assistenza di cui hanno bisogno. Le persone più indigenti, oggi devono fare i conti con la difficoltà di accesso a cure adeguate e dunque viene negato loro, di fatto, il diritto universale all’assistenza. Il Piano Operativo 2010 proposto da Chiodi – sempre secondo la Cgil – non garantisce lo sviluppo della rete integrata di servizi socio-sanitari ma solo tagli di posti letto “. 

TUTTO TACE A GISSI

“Procede nel più assoluto silenzio il riordino della rete ospedaliera nel vastese; al di là di qualche lodevole eccezione sorprende l’inerzia dei sindaci di centro – destra ed, in particolare, di quello di Gissi, Nicola Marisi, il quale, durante il governo di centro – sinistra alla regione, promosse sit in, presidi al consiglio regionale, adunanze straordinarie di sindaci e consigli comunali e tant’altro ancora ma adesso tace in maniera assordante. Eppure, allora, nell’ambito del riordino c’era un potenziamento dell’ospedale di Gissi, oggi c’è un forte ridimensionamento, che rasenta la chiusura di un presidio significativamente importante per il territorio del medio ed alto vastese”. E’ quanto afferma Camillo D’Amico (nella foto), capogruppo del PD in Provincia di Chieti. “La difesa degli interessi di un territorio non può essere fatta a corrente alternata ma sempre e quotidianamente ed al di là se a governare siano i propri amici di cordata oppure no. Condividiamo e facciamo propria la sollecitazione a fare squadra nel difendere i concreti interessi del vastese e, la vicenda del riordino della sanità nel territorio, ne rappresenta un primo valido banco di prova”.

LA LISTA CIVICA PROGETTO LANCIANO INDIGNATA

“Un provvedimento che, oltre a chiudere gli Ospedali cosiddetti minori, trasformerà il nosocomio di Lanciano in un ospedaletto di campagna – afferma Pino Valente (foto a destra), candidato sindaco nelle comunali del 2011 -. Il Programma Operativo 2010 sulla Sanità prevede infatti non solo la drastica ed insensata riduzione dei posti letto ma anche la cancellazione di quelle specialità che avrebbero potuto caratterizzare positivamente il nosocomio frentano come la chirurgia maxillo-facciale e la neuro traumatologia. Ma lo scempio non è finito, va molto oltre con il programmato intervento di razionalizzazione delle unità operative complesse e semplici. La pagina 13 del documento decreta la morte dei reparti di Oculistica, Otorinolaringoiatria, Geriatria, Neurologia, Oncologia, Laboratorio Analisi ed Anatomia Patologica in quanto al momento del collocamento al riposo degli attuali direttori le succitate unità operative complesse verranno trasformate in strutture semplici. In questo modo il Renzetti diverrà una vera e propria succursale dell’Ospedale di Chieti. Così come è a rischio l’Unità Complessa di Urologia in quanto a pagina 12 si enuncia chiaramente che le Unità Complesse di Urologia non possono essere più di due per Azienda ed è altrettanto noto che le Urologie di Vasto e di Chieti godano di un trattamento di riguardo rispetto a quella di Lanciano”.
Progetto Lanciano pretende la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario aperto al contributo delle associazioni frentane per deliberare tutte le iniziative a difesa del nosocomio frentano e invita i cittadini a firmare la petizione a difesa della sanità frentana a partire da domani, sabato 24 luglio, dalle ore 18, lungo Corso Trento e Trieste.