Una rete di giovani talenti per far tornare a marciare l’Abruzzo

Molti sono giovani talenti operanti in Abruzzo e fuori (nord dell’Italia, in città europee ed in altri continenti). Mettere in connessione gli uni e gli altri e tutti insieme con le istituzioni pubbliche, le organizzazioni produttive, sindacali e sociali. Unire i ‘cervelli, insomma, le esperienze e le professionalità , è questo il principale obiettivo che si prefigge la costituenda associazione culturale Da/A Lanciano e Dintorni, presentata in conferenza stampa, in vista del primo appuntamento che l’associazione ha organizzato per il 30 luglio prossimo, al Polo Museale Santo Spirito di Lanciano. Un’occasione di confronto e da questo un punto di partenza per rilanciare l’economia del territorio. Lavorare oltre i confini regionali vuol dire misurarsi con altre realtà, capirne il metodo e l’organizzazione, un tesoro che può essere fatto proprio se si ha la capacità di ascoltare. E’ il promo passo per creare una rete che diventi il centro operativo per il rilancio, sfruttando esperienze importanti, soprattutto perché fatte da giovani, che ora si rivolgo ad altri giovani, quelli rimasti in territori che cercano di trovare spazio. In un periodo in cui la crescita è stentata, le prospettive di sviluppo sono minori e con una crisi occupazionale che non riesce a far emergere quelle risorse umane indispensabili per lo sviluppo è sempre più indispensabile cambiare rotta, puntare sulla ricerca, che in altri Paesi ha permesso di avviarsi sulla strada della ripresa. Il Mezzogiorno d’Italia, Abruzzo compreso, ha subito un deflusso continuo e consistente di forza lavoro, specialmente di quella con una maggiore dotazione di capitale umano. Tra il 1990 e il 2005 sono emigrati verso il Centro Nord quasi 2 milioni di meridionali. L’aspetto più grave è stato la “fuga” delle persone con un più elevato titolo di studio. Tra il 2000 e il 2005 sono emigrati oltre 80 mila laureati, pari in media annua a 1,2 ogni 100 residenti con un analogo titolo di studio. La fuga dei cervelli, insomma, segue rotte transatlantiche, transalpine e non solo: risale l’Adriatico e attraversa l’Appennino. Quanto basta comunque per impoverire anche un territorio come quello di Lanciano, il suo comprensorio e la sua provincia. L’idea è di mettere in rete i tanti talenti locali sparsi tra Lanciano, l’Abruzzo, l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Trovarsi, spesso ritrovarsi. Per confrontarsi sulle proprie esperienze, ragionare su dove va il mondo e dove vanno Lanciano e il suo comprensorio. Provare a indicare rotte, magari un cammino condiviso tra chi vive in Abruzzo e chi è lontano, ma che comunque si sente parte della propria comunità. E’ evidente ormai da molti anni come in ogni angolo del pianeta si rilevi un nesso tra risorsa umana e sviluppo economico. Nelle aree nelle quali si sviluppano politiche attive finalizzate al progressivo incremento della risorsa umana lo sviluppo è forte e non conosce crisi. Servono forti e sistematici investimenti nell’istruzione, nella ricerca, nell’innovazione, nello sviluppo di nuove tecnologie, nella pervasiva pratica della meritocrazia, nella cura e il sostegno ai giovani, specie nelle prime fasi dell’attività lavorativa, nell’attrazione di talenti provenienti da altri Paesi o da altri Continenti. I ritardi accumulati rispetto alle aree italiane ed europee più avanzate continuano a crescere fino a raggiungere livelli fortemente preoccupanti, si assiste ad una migrazione di “cervelli” in costante crescita e a un conseguente impoverimento del capitale umano con conseguenze negative sempre più visibili sulle prospettive di crescita economica e di  espansione occupazionale. La regione Abruzzo, la provincia di Chieti, i nostri comprensori evidenziano i segni di questo preoccupante fenomeno che colpevolmente continua a rimanere sostanzialmente estraneo alla vita ed alla attività delle istituzioni pubbliche, delle organizzazioni produttive, delle forze sociali, dello stesso mondo accademico. In pratica, dell’intera classe dirigente. Si rileva come, tra la fascia di giovani più scolarizzata rimasti da noi o andati via vi è una sostanziale generale indifferenza, anche in conseguenza di una scarsa conoscenza del fenomeno e delle sue implicazioni.  Allora l’obiettivo dell’evento del 30 luglio organizzato dalla “non costituita” Associazione “DA/A LANCIANO E DINTORNI” è innanzitutto quello di “porre il problema”, “scuotere il sistema” visto che un argomento così cruciale continua a rimanere gravemente fuori da ogni “ordine del giorno”. Ci si vuole provare chiamando a Lanciano, per il 30 luglio prossimo, quei talenti nati e formati nel nostro territorio e che sono finiti lontani dall’Abruzzo per esercitare le proprie professioni e quelli che sono rimasti qui da noi e che con grande fatica vanno avanti. Insieme a loro stiamo chiamando tutti i rappresentanti istituzionali, dai Sindaci in su, e le rappresentanze sociali e sindacali. Si vorrebbe favorire la raccolta, la messa in rete, in qualche misura censire questi ragazzi e ragazze (ora uomini e donne) mettendoli in connessione con i più che sono rimasti. Un ulteriore obiettivo, specialmente in prospettiva, risiede nel tentativo di facilitare e coordinare il potenziale rientro di alcuni di questi talenti sul nostro territorio, mettendone a frutto il bagaglio umano e professionale maturato nel corso delle diverse esperienze, valorizzandolo opportunamente al servizio di attività produttive e di Istituzioni insediate nella nostra regione. Tra i tanti istituti che hanno approfonditamente studiato il “Rapporto tra risorse umane e sviluppo economico”, uno molto autorevole è la Banca di Italia. Per questa ragione le due relazioni che saranno sviluppate nel convegno sono state affidate a Valter Di Giacinto e a Carmine Porello entrambi della Banca di Italia. Il primo è il capo economista presso la sede regionale de L’Aquila. Il secondo, nato e cresciuto a Lanciano, impegnato nell’Area ricerca economica e relazioni internazionali, attualmente Addetto finanziario presso l’Ambasciata Italiana in Cina a Pechino. Al valore dei due relatori si unisce il desiderio di sviluppare sempre più le relazioni tra le nostre realtà locali e la Banca di Italia. Con ogni probabilità avremo per l’occasione anche il direttore della Sede Regionale della Banca,  il dottor Giovanni Alfieri. I temi principali trattati nel corso del convegno saranno quelli della crescita e del cambiamento strutturale dell’economia abruzzese, al quale è connesso il fenomeno delle migrazioni interne e dell’impoverimento della dotazione locale di capitale umano di qualità elevata. “Crescita e cambiamento strutturale dell’economia abruzzese: un confronto tra regioni europee” e “Le migrazioni interne e l’impoverimento della dotazione locale di capitale umano di qualità elevata”. Sono stati invitati tutti i sindaci della provincia di Chieti, il Presidente, gli assessori e i consiglieri provinciali, i Parlamentari nazionali e regionali eletti nella provincia di Chieti, il Presidente ed il vice Presidente della Regione, il signor Prefetto di Chieti, tutte le categorie produttive e sindacali, associazioni di ogni tipo. Vi saranno interventi e testimonianze di giovani  che operano fuori regioni o all’estero e di giovani che studiano o lavorano da noi. La giornata si chiuderà con la musica eseguita da un gruppo di giovanissimi all’interno del Chiostro del Complesso mussale di Santo Spirito, dove verrà offerto un buffet finale.