D’Amico (PD): “A Chieti due sedi della Provincia, a Vasto nemmeno l’ombra”

A Chieti abbondano le sedi in affitto per gli uffici della Provincia: a Vasto, invece, dopo più di un anno dalla vittoria elettorale del centro – destra e alla contestuale quanto brusca interruzione dell’iter istruttorio di una pratica tesa alla formalizzazione di una locazione di locali siti in via San Michele, siamo ancora in attesa di un luogo che dia dignità ad un territorio dimenticato, spesso offeso e vilipeso alla quale non si riconosce alcun ruolo di governo se non premi di consolazione, adeguata sistemazione ai dipendenti e credibilità autorevole all’ente”.

E’ quanto mette in evidenza il capogruppo del PD in consiglio provinciale, Camillo D’Amico.

“A Chieti siamo al ridicolo, per non dire di una e vera e propria spreco poli: ci sono due sedi, una in piazza Valignani, malamente disdettata ed oggi ancora in carico all’ente per un palese errore nella procedura seguita quasi fosse stata seguita da dilettanti allo sbaraglio, e l’altra in via Spaventa (ex sede INAIL) presa in carico da poco tempo. Ad entrambe l’ente paga circa € 11,00 a mq, ma a Vasto, il bando pubblicato sul sito della Provincia, prevede circa € 6,50 a mq per le possibili offerte. E’ proprio il caso di dire che, i cittadini di Vasto e del vastese, già posti geograficamente al sud dell’Abruzzo e della provincia, sono da considerarsi di una serie inferiore! Per queste inconcepibili situazioni presenterò un interrogazione urgente al presidente Enrico Di Giuseppantonio per conoscere motivi e ragioni di queste disparità di trattamento ai cittadini dei due territori (chietino e vastese) oltre che per conoscere le responsabilità dirigenziali dell’errore di procedura nel caso del macroscopico errore verificatosi nella disdetta della sede di piazza Valignani. Per le troppe e gravi “dimenticanze” a danno del comprensorio vastese, unitamente ai colleghi di gruppo e dell’intero centro – sinistra, intensificheremo la presenza nel territorio per denunciare i ritardi e le privazioni che si stanno sommando in capo al centro – destra in provincia quanto in regione”.