Piano sanitario, la protesta dei sindaci del vastese a Gissi

Circa duemila persone hanno partecipato, questa mattina, spontaneamente dinanzi all’ingresso dell’ospedale di Gissi al presidio di protesta preannunciato dai sindaci del comprensorio che contestano il Piano di riordino della sanità. Cittadini di Gissi e dei Comuni viciniori che hanno voluto manifestare, con grande senso di responsabilità, il loro dissenso nei confronti di un progetto che il Governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, l’Assessore Regionale alla Sanità, Gianfranco Venturoni, il manager della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro, ed il Commissario Baraldi, hanno deciso di attuare penalizzando pesantemente il territorio del Vastese. Presenti dietro le vetrate dell’ospedale medici e personale paramedico con una fascia nera al braccio in segno di lutto per la preannunciato chiusura dell’ospedale di Gissi.
Arrampicato su un trattore il sindaco di Gissi, Nicola Marisi, ha dato l’avvio alla manifestazione dissentendo clamorosamente dalle decisioni orami quasi certe prese da chi questo territorio non conosce e che non ha mai visitato.
Parole dure alle quali si sono aggiunte quelle del sindaco di Vasto, Luciano Lapenna. Il primo cittadino di Vasto ha rimarcato, con dati ufficiali alla mano, i pesanti tagli sui posti letto programmati dai vertici Asl per gli ospedali di Gissi e Vasto. Tanti gli interventi dei sindaci presenti, dei consiglieri provinciali e dei consiglieri regionali. Prima della chiusura della manifestazione il sindaco di Gissi, Marisi, e numerosi cittadini, come segno di protesta, hanno restituito la tessera elettorale che consente di partecipare alle varie consultazioni elettorali.
Al termine i sindaci presenti si sono riuniti nella sala consiliare del Comune di Gissi per stilare un documento di protesta da inviare alle varie autorità competenti.
Mercoledì prossimo, in occasione di una seduta straordinaria del Consiglio Regionale d’Abruzzo dedicata al problema della sanità, i cittadini di Vasto e del Vastese, accompagnati dai loro sindaci, saranno presenti a L’Aquila per chiedere a Chiodi il blocco dell’attuazione del Piano di riordino della sanità.