Piano ospedaliero, il PD a Chiodi: “Si confronti con i sindaci”. Il Governatore: “Il piano è equilibrato”

“Il presidente-commissario Chiodi sta dimostrando di non fidarsi degli abruzzesi, volendo imporre a tutti i costi un piano deciso solo da lui: apra una fase partecipata”.

Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, a conclusione dei lavori del coordinamento politico nel quale è stato discusso il piano dei tagli scritto da Chiodi.

“Un piano scritto nella paura e nel disprezzo degli abruzzesi – dice Paolucci (foto a destra)-, che ha costretto cittadini e operatori sanitari a leggere solo sui giornali il futuro dei loro ospedali. Un piano che prevede solo tagli, e che grazia miracolosamente la sanità privata. Un piano che non dà ai cittadini delle aree interne alcuna alternativa e che mette in difficoltà ogni territorio, ogni presidio pubblico di tutte le province abruzzesi. Un piano che intende programmare la salute dei cittadini, le emergenze, i bisogni quotidiani in base al tempo che separa i cittadini dagli ospedali: Chiodi ha imposto 50 minuti, dimenticando peraltro che un’ambulanza deve prima raggiungere il centro montano e poi trasportare il malato al pronto soccorso raddoppiando così i tempi calcolati da Chiodi dietro la sua scrivania”.

Per questa ragione il segretario Pd chiede uno stop: “Chiodi esca dal suo isolamento da burocrate snob, apra una fase di partecipazione con i sindaci, gli amministratori locali, i medici, gli infermieri, l’opposizione, e vedrà che non sono mostri ma persone con cui poter discutere e disegnare il futuro della sanità. Ma per aprire il dialogo deve rimuovere un ostacolo: riequilibrare i tagli fra pubblico e privato e ragionare seriamente su una possibile mappatura dei servizi sanitari per il cittadino. Il Pd è pronto a fare le sue proposte sulla riorganizzazione e il rilancio della sanità pubblica con servizi innovativi e tecnologie all’avanguardia, non accetterà mai che i sacrifici vengano addossati solo alla sanità pubblica che già oggi paga un prezzo altissimo di lunghe file d’attesa, reparti carichi oltremisura e turni massacranti”.

Domani, intanto, in occasione della seduta del consiglio regionale straordinario sul Piano sanitario, Verdi, Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà, e il Psi, saranno a L’Aquila per sottolineare e ribadire l’ingiustizia sociale del piano operativo sulla sanità. Lo fa sapere Alex Caporale (foto a destra), già Consigliere Provinciale, Esecutivo Provinciale VERDI di Chieti, che poi aggiunge: “La Sinistra lancianese, dopo aver richiesto ed ottenuto un Consiglio Straordinario sulle tante perplessità del Piano Operativo Sanitario della Regione Abruzzo per le evidenti disuguaglianze e discriminazioni territoriali e di servizio contenute nello stesso riassumibili principalmente in un netto squilibrio pubblico-privato a favore di quest’ultimo; un netto squilibrio territoriale costa-interno a favore del primo; una riduzione grave dei diritti di assistenza sanitaria alla collettività; grave mancanza di trasparenza e concertazione; una totale mancanza di integrazione con i servizi del piano sociale; mancato raggiungimento di una sufficiente organizzazione della rete organizzativa regionale se si scrive che gli ospedali richiedono un rinnovamento edilizio completo; un’evidente favoritismo a favore del territorio teramano, terrà una manifestazione fuori il palazzo dell’Emiciclo”.

“La percentuale di riduzione dei posti letto è la stessa sia per il pubblico sia per i privati. Nessun trattamento di favore, inoltre, per la Asl di Teramo ma solo scelte ponderate attraverso un’analisi oculata della rete di assistenza ospedaliera”.

Sono precisazioni del Presidente della Regione e Commissario per la sanità, Gianni Chiodi, a proposito del Programma Operativo 2010, portato all’attenzione del Governo, che ha gia’ incontrato il parere favorevole dell’Agenzia sanitaria nazionale e che domani verra’ presentato in Consiglio regionale. Un piano operativo equilibrato che consentirà di offrire una sanità funzionale, eliminando spese inutili e improduttive che si annidano nel sistema sanitario abruzzese, ottimizzando le risorse esistenti e portando, a differenza di quanto avvenuto in passato, ad un miglioramento di efficienza ed operatività. Il Presidente si sofferma ancora sui numeri evidenziando come il taglio complessivo, sia nel pubblico, sia nel privato, sia pari al 18 per cento. Per il pubblico, su un totale di 3964 sono stati eliminati 718 posti, per i privati su un totale di 675 posti letto attuali si prevede una riduzione di 122 posti. Dunque, nessuna penalizzazione per il settore pubblico a favore del privato. Per quanto riguarda invece la ripartizione del numero dei posti letto per ciascuna Asl i dati confermano anche un assetto equo ed omogeneo in relazione al territorio servito. Per la Asl aquilana sono stati previsti 3.9 posti letto per mille abitanti, per la Asl di Chieti-Lanciano-Vasto 3.38 posti letto per mille abitanti, per la Asl di Pescara una media di 3.80 posti letto per mille abitanti. Infine Teramo, fa registrare una media di 3.09 posti letto per mille abitanti a testimonianza del fatto che “l’equilibrio territoriale è stato rispettato e il teramano non è stato certo favorito. Sono dati oggettivi – ha spiegato il Presidente – la cui lettura non può lasciare adito a diverse e strumentali interpretazioni. Resta il fatto che, in questi giorni, si stanno sollevando polemiche sterili con il solo obiettivo di prendere in giro gli abruzzesi fornendo una valutazione sbagliata dei dati. Non si tratta di un intervento effettuato in maniera indiscriminata ma siamo in presenza di scelte ponderate attraverso una valutazione dei parametri di efficienza, appropriatezza, caratteristiche dei ricoveri e posizionamento rispetto al bacino di utenza. Non solo. Si è tenuto conto ad esempio anche dei flussi e delle tipologie dei ricoveri della popolazione residente e del confronto con gli standard di efficienza. L’obiettivo è uno solo. Offrire ai cittadini abruzzesi una migliore qualità del servizio a costi sostenibili”.