Piano sanitario, le opposizioni attaccano Chiodi

Il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl Chieti-Lanciano-Vasto stamane è stornato di nuovo all’Aquila pee difendere gli ospedali del territorio contro il piano di riordino proposto dal Presidente della Regione Gianni Chiodi al governo nazionale. “Un piano – ha detto il sindaco – che penalizza i piccoli ospedali chiudendoli e quelle strutture ospedaliere, come quella di Vasto che, nelle intenzioni di Chiodi e dell’assessore alla Sanità Venturoni, dovrebbe avere meno di 200 posti letto con la scomparsa di servizi complessi a favore del privato e di altre realtà della Regione Abruzzo. Come ribadito dal Consiglio Comunale di ieri all’unanimità – ha aggiunto Lapenna – è mancato e manca ogni dialogo con i sindaci. Un metodo antidemocratico che serve a voler nascondere sacche di privilegio che si annidano in questa proposta di riordino oggi all’attenzione del governo nazionale”. Luciano Lapenna, forte del mandato ricevuto dai colleghi sindaci dalla Asl, ha continuato a far sentire la sua protesta e ha chiesto anche oggi l’apertura di un tavolo di confronto reale che veda i sindaci protagonisti, insieme alle forze sociali ed alla Regione Abruzzo, di un reale cambiamento della sanità abruzzese

“Il buco nella Sanità non c’è – ripete il Vice Presidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico (PD) -. Lo dimostra il rendiconto generale per l’esercizio 2007, approvato dall’attuale maggioranza nella seduta del Consiglio regionale del 29 giugno scorso, come risulta dal verbale n. 44/8. Lo dimostrano – continua D’Amico – le verifiche effettuate dal Tavolo tecnico. Basta leggere il verbale della riunione congiunta con il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, verbale nel quale si afferma che: ‘La Regione è adempiente per l’anno 2007’. Lo dimostra, infine, la stessa Giunta regionale con l’approvazione, avvenuta il 19 luglio scorso, del disegno di legge: ‘Interventi normativi e finanziari per l’anno 2010’, dove l’articolo 17 prevede operazioni di variazione di bilancio proprio sul capitolo relativo al risanamento dei debiti sanitari, che quindi risulta coperto. L’articolo 17 della manovra finanziaria dirotta i fondi derivanti dalle dismissioni immobiliari, programmate nel 2007, per coprire i disavanzi sanitari in competenza per il 2010. Debbo rilevare – conclude D’Amico – che il Presidente Chiodi proclama un inesistente buco del passato per coprirne uno attuale, determinato dalla sua gestione del servizio sanitario”.

“Solo grazie al Pd i sindaci, i cittadini, i medici, gli infermieri hanno potuto sapere quello che sta accadendo sulla loro testa. Scoprendo così che gli unici a sorridere per il piano dei tagli di Chiodi sono le cliniche private, che non hanno protestato nemmeno un minuto”.

Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese. “Chiodi – dice Paolucci – ha umiliato e deriso i sindaci e i cittadini arrivati all’Aquila per una protesta civile, denigrando ancora una volta la semplice richiesta di confronto che arriva dagli abruzzesi. Ha provocato uno scontro istituzionale senza precedenti, indebolito l’autorevolezza della Regione scrivendo nel chiuso della sua stanza un piano ragionieristico che mortifica la sanità pubblica, taglia fuori dai servizi sanitari migliaia di persone allungando le liste d’attesa, favorisce un pensionamento di massa di tutto il personale sanitario e parasanitario pubblico ormai rassegnato, e grazia le cliniche private. In questo modo si andrà incontro ad forte mobilita passiva verso altre regioni. E di fronte alla sollevazione di intere comunità – prosegue Paolucci – Chiodi ha il dovere di fermarsi, non firmare domani il piano a Roma e aprire subito una fase di discussione e partecipazione. Gli abruzzesi sono persone responsabili e sono convinto che sono disposti al confronto”

“Ieri, Chiodi ha mostrato disprezzo e spregio nei confronti dei cittadini, umiliato i Sindaci dell’intero territorio abruzzese: da buon dittatore non vuol sentire ragioni e cosa importa se i Sindaci rappresentano il territorio, le persone semplici che giorno dopo giorno devono pensare a sopravvivere perché come dicono dati Istat ed Inps, oltre l’80% degli stipendi mensili dei dipendenti sta tra i 1.000 ed i 1.250 euro ed oltre il 75% delle pensioni ha una media di 900 euro mensili lui è burattino di Berlusconi e quindi fa la voce grossa, il suo padrone è forte e potente – ha detto Alex Caporale, esponente della sinistra lancianese, che ieri ha manifestato a L’Aquila. Chiodi si paragona a grandi leader politici affermando “..i leader politici si riconoscono quando hanno la capacità di dire dei no….”: è vero. Ma i grandi leader politici si confrontano, concertano le decisioni, predispongono dati individuando sprechi ed inefficienze per colpire queste e solo queste: il grande leader politico non sta chiuso nelle segrete stanze a fare il ragioniere ed a ragionare sulle carte, lui sta fuori, nel mondo reale, nel mondo fatto di una quotidianità non semplice, di sacrifici. Il grande leader politico ha la capacità di tornare anche sui propri passi quando si accorge di aver commesso qualche leggerezza ma Chiodi no, lui è forte del padrone al quale ha giurato eterna fedeltà ed obbedienza e fa il leader. Il grande leader politico non ha padroni, pensa con la sua testa, tocca con mano la realtà e la gente, sta con loro: è vivo. E cosa importa se il Governo Pace (di centro-destra, anni 2000-2005, con 5 assessori alla sanità, con il Senatore Di Stefano allora Presidente della Commissione Sanità della Regione Abruzzo) ha più che decuplicato il debito sanitario: tutti nel calderone, la responsabilità è di tutti, anche di Redigolo, primo Commissario alla Sanità del Governo Chiodi nominato da Berlusconi, cacciato a pedate per aver detto che “…il Piano di rientro sanitario dell’Amministrazione Del turco sta funzionando”. E cosa importa se la ex ASL Lanciano-Vasto, sotto il manager Caporossi, aveva non solo pareggiato i conti ma addirittura chiuso in attivo innescando un circolo virtuoso: tutto il lavoro di riorganizzazione buttato all’aria. Accorpiamo la ASL di Chieti, con le sue decine di milioni di debiti e ripartiamo nuovamente facendo pagare 2 volte ai cittadini dei Comuni della ex asl Lanciano-Vasto, la riorganizzazione sanitaria. La Sinistra di Lanciano (SEL-VERDI-RC-PSI) ieri c’era a L’Aquila (foto a destra): come le cicale ieri abbiamo cantato, l’unica cosa che Chiodi ci ha concesso. Come le cicale presto moriremo. Ma prima di morire cercheremo di capire cosa possiamo fare ancora per ristabilire un minimo di giustizia sociale”.

Il Consiglio regionale tornerà a riunirsi martedì prossimo 3 Agosto con inizio alle ore 11 a L’Aquila, Palazzo dell’Emiciclo, presso l’Aula consiliare ‘Sandro Spagnoli’. All’ordine del giorno dei lavori le interpellanze a firma del Consigliere D’Amico (PD) ‘Riconversione area Monte S. Cosimo’; Cesare D’Alessandro (IDV) ‘Spese di consulenza della Giunta regionale e spese voluttuarie (auto blu)’; D’Amico (PD) ‘Crisi Tecnolabs dell’Aquila’; Acerbo (RC) e Saia (CI) ‘Zonizzazione sismica’; Caporale (Verdi-SD) ‘Piani di prelievo di sedimenti da cave sottomarine poste al largo dei siti di Ortona e Vasto da destinare agli interventi di ripascimento di cui alla seconda fase di attuazione degli interventi di Difesa e Gestione della fascia Litoranea su Scala Regionale per la Regione Abruzzo, di cui al piano organico approvato con D.G.R. 964 del 13.11.2002’; Caramanico (PD) e Camillo D’Alessandro (PD) ‘Utilizzo delle risorse Centrale Turbogas di Gissi’. Si procederà poi all’esame di due progetti di legge: Disposizioni per la partecipazione della Regione Abruzzo alla costituzione della Fondazione “Giovani per l’Abruzzo ONLUS” e ‘Norme relative al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione dei trabocchi da molo, anche detti “caliscendi” o “bilancini”, della costa abruzzese’ . Infine, il Consiglio procederà all’Affidamento incarico a cinque esperti laureati nominati dal Consiglio regionale ai sensi dell’art. 18, comma 3 della L.R. 9.1.2010, n. 1 per la responsabilità e la gestione dei dati sull’emergenza e la ricostruzione nei territori dei comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 e all’elezione di n. 3 consiglieri regionali in seno al Comitato Premio Internazionale Ignazio Silone.