Terremoto, Berlusconi: “La ricostruzione dell’aquilano passa alla Protezione Civile”

“L’eventuale ritorno del Dipartimento della Protezione civile rappresenterebbe un problema serio, del resto, io sono sicuro che lo stesso Guido Bertolaso non sia contento delle affermazioni del premier, non abbiamo bisogno delle truppe di occupazione”.

E’ quanto ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente criticando aspramente le dichirazioni dichiarazioni rese ieri dal premier Silvio Berlusconi che non ha escluso un nuovo invio della Protezione civile in città per gestire la fase della ricostruzione.

Il primo cittadino del capoluogo distrutto dal sisma del 6 aprile 2009, va giù duro nel corso della conferenza stampa tenuta alla presenza anche di diversi assessori e dirigenti comunali. Ha mostrato ai giornalisti decine di faldoni in cui sono racchiusi mandati di pagamento da liquidare a seguito di fatture presentate per la ricostruzione. “Questi faldoni – ha spiegato il sindaco (nella foto a destra durante la manifestazione dei cittadini aquilani dello scorso giugno, culminata con alcuni incidenti) – rappresentano 200 milioni di euro di spese da liquidare, soldi della ricostruzione leggera, (case classificate A, B e C) indennizzi e traslochi, ai quali si aggiungono 32 milioni dell’autonoma sistemazione, parte dei quali anticipati dal Comune. Per le abitazioni classificate E – ha aggiunto – stiamo aspettando che qualcuno ci dica se si tratta di indennizzi oppure di contributi, questa volta sono io che voglio una norma chiara che risponda alle tante domande dei cittadini e metta noi amministratori in una condizione di non essere attaccati penalmente. Ci hanno abbandonati – ha concluso il sindaco dell’Aquila – dopo la gestione della Protezione Civile che aveva 400 persone a pieno servizio, la Sge, Struttura per la Gestione dell’Emergenza, ha personale dimezzato e non ci sono fondi. E’ possibile – ha proseguito Cialente – che dopo le botte di inizio luglio a Roma, i fondi comincino ad arrivare e adesso, a fronte di mesi di difficoltà economiche, il governo sia pronto a una nuova passerella mediatica sulle spalle degli aquilani. Ricomincia per caso lo show? Siamo ancora in emergenza? Perché deve tornare la Protezione civile? Una delle cose più gravi è l’affermazione di Bertolaso, il quale ha detto che i fondi bisogna saperli chiedere: ma cosa dovrei fare, andare in giro con un piattino e far finta di allattare?. Ci siamo trovati in forte difficoltà – ha affermato ancora Cialente- anche a causa dei debiti lasciati dalla Protezione civile. Nel progetto Case ci sono dei problemi strutturali e noi stiamo cercando il modo di risolverli ma abbiamo bisogno di personale, ma ci hanno risposto picche. Spero che le istituzioni democratiche di questo Paese – ha chiosato il primo cittadino – capiscano la gravità delle dichiarazioni di Berlusconi. Accusare gli enti locali di non essere capaci di affrontare il terremoto è un atto gravissimo, credo che a questo punto emerga un problema di moralità e trasparenza, ma che riguarda anche la democrazia di questo Paese, problema che ho già segnalato al Quirinale, l’Aquila non è Kabul – ha deto infine il sindaco. Cialente.
Intanto, il presidio permanente di Piazza Duomo ha indetto per questo pomeriggio un’assemblea cittadina straodinaria per studiare eventuali nuove iniziative di mobilitazione dopo le dichiarazioni di ieri del premier Silvio Berlusconi in cui senza mezzi termini ha annunciato l’intenzione di far tornare in città la Protezione civile per risolvere le questioni ancora parte sulla ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Lo ha annunciato Sara Vegni del comitato “3e32” a margine di una conferenza stampa indetta per presentare il cartellone delle iniziative della “Notte Bianca” organizzata per sabato 31 luglio.

E da Sulmona, il segretario regionale del Partito Sociali, Massimo Carugno, si schiera dalla parte del sindaco aquilano. “La annunciata decisione del Presidente del Consiglio di avocare a se e al Sott.Segr.Gianni Letta, la “fase 2” della ricostruzione dell’Aquila (con ben, secondo Berlusconi, 13 miliardi di €uro da spendere) a causa della manifestata incapacità degli amministratori locali di assumere decisioni è l’ennesima sparata nello stile del “ghe pensi mi”, una decisione autoritaria, accentrata e assolutamente non condivisa tantomeno concertata ne col resto del Governo, ne tantomeno con i rappresentanti delle istituzioni locali e territoriali. E’ lo strenuo tentativo di addossare ad altri le mancanze del Governo che non è stato capace di reperire i fondi necessari per avviare anche il benché minimo accenno di ricostruzione – dice Carugno -. E’ inoltre una palese bocciatura del Governatore Chiodi che come è ben noto è il Commissario alla ricostruzione. Da Berlusconi a Chiodi non si può certo dire che il Centrodestra ci fa bella figura soprattutto perché la ricostruzione dell’Aquila non deve essere un atto di imperio del Premier ma un diritto – dovere  dei cittadini dell’Aquila e degli altri Comuni del cratere attraverso i  rappresentanti delle loro istituzioni territoriali.   

Il PdL abruzzese si fa sentire e affida la replica al Coordinatore regionale del Popolo della Libertà, Filippo Piccone (foto a destra). ”Cialente contesta le dichiarazioni del Presidente Berlusconi perché  sa benissimo che quanto lui sostiene corrisponde a verità. Il ritardo della ricostruzione all’Aquila, e quanto ad essa correlato, è imputabile soprattutto al Sindaco Massimo Cialente, e questo è sotto gli occhi di tutti, lui, – aggiunge Piccone – è l’antitesi politica del fare. Definire gravissime le dichiarazioni di Berlusconi – prosegue il parlamentare abruzzese del PDL – significa rinnegare quanto di straordinario questo Governo ha fatto per il terremoto in Abruzzo grazie anche all’ encomiabile lavoro svolto dalla Protezione Civile che, con Guido Bertolaso, ha saputo rispondere, come mai nessuno nella storia, a catastrofi di questa portata, non solo nel nostro Paese ma del mondo. Cialente -dice ancora Piccone – dopo le affermazioni di ieri del Premier avrebbe dovuto ‘accendere un cero’ ed invece con arroganza politica, di chi non saputo rispondere in modo adeguato ai bisogni della Città, cerca di aggrapparsi ad una poltrona sempre più barcollante. Il Sindaco dell’Aquila dice di aver chiesto altri Map e perché – domanda Piccone – non li ha realizzati con i 40 milioni di euro messigli a disposizione dal Governo invece di perdere inutile tempo con i Mar? Quante persone sfollate, ancora sulla costa, avrebbe fatto rientrare?”.

“Una decisione grave e fuorviante”. Così il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, definisce l’annuncio del presidente del Consiglio sulla ricostruzione de L’Aquila, che Berlusconi avrebbe deciso di riaffidare alla Protezione Civile. “L’Abruzzo ha bisogno di finanziamenti e di normalità, non di commissari e di procedure straordinarie – commenta Cogliati Dezza -. E’ stato già ampiamente dimostrato come le procedure d’emergenza, protratte troppo a lungo o applicate in contesti che non sono di competenza della Protezione Civile, bypassando le leggi normalmente in vigore, rappresentano soltanto un male per il Paese. Il modello da seguire è quello applicato per la gestione del post terremoto umbro-marchigiano. Il ruolo degli enti locali e la condivisione dei progetti da parte della popolazione è assolutamente fondamentale nella ricostruzione. Più i centri decisionali si allontanano dal territorio, più spiragli si aprono per il malaffare».

«Abbiamo già denunciato nei mesi scorsi, i pesanti ritardi nell’opera di ricostruzione – aggiunge Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo -. E’ scandaloso che il centro dell’Aquila sia off-limits, con migliaia di cittadini ancora costretti a rimanere lontani dalle proprie abitazioni. La ricostruzione finora è stata un bluff perché sono mancati i fondi. E’ stata messa in mano agli aquilani una macchina senza benzina. Non è il caso di cambiare pilota ma di riempire il serbatoio».