Contratto di Quartiere, il PD di Atessa attacca: “Ci sono troppe irregolarità. Chiediamo che venga esaminato”

Ci hanno provato più volte a mettere in evidenza che quel Contratto di Quartiere, così come rimodulato dall’attuale governo cittadino, ha più d’un aspetto che non va. Lo hanno fatto presente nell’aula consiliare, lo hanno detto alla cittadinanza. Ma tutto è rimasto così com’è. Così, per far in modo che ‘qualcuno valuti’ quei cambiamenti portati il gruppo di opposizione del Partito Democratico in Consiglio comunale ad Atessa ha deciso di tenere una stampa, di denunciare quanto avviene nella città sangrina. E per dare maggiore risonanza alla loro iniziativa, il capogruppo Tito Antonini, Giuseppe Cellucci e Angelo Staniscia, hanno deciso di incontrare oggi gli organi d’informazione nella sala del Caffè ai Portici, a Lanciano. “Siamo stati costretti perché la maggioranza guidata dal primo cittadino Nicola Cicchitti va avanti come un treno e non ha per nulla tenuto conto delle nostre perplessità. Qui c’è in gioco una buona parte del centro storico di Atessa – dice preoccupato l’ex sindaco Giuseppe Cellucci -. E per evitare che colate di cemento invadono la parte storica della città, abbiamo realizzato un libro bianco, che istruiremo in occasione della festa del Partito Democratico che terremo ad Atessa tra il 9 e il 10 agosto prossimo”.

Ma cos’è che non va in quel Contratto di Quartiere? La rimodulazione stravolge in larga parte il precedente piano, messo a punto dall’amministrazione guidata da Cellucci.      

“Nell’area di Piazza Garibaldi-Villa Comunale è stato previsto un grosso intervento edilizio. Lì si vogliono realizzare parcheggi interrati per circa 200 posti-auto, e un edificio di circa 25 mila metri cubi che sviluppano circa 9 mila metri quadrati da destinare ad attività commerciali, direzionali e di servizio, nonché a residenza – spiegano Celluci e Antonini – . La precedente amministrazione nell’ambito del CQII aveva previsto un intervento di più modeste dimensioni, quella di Discesa Casette, ai margini del Centro Storico. L’allora minoranza, attuale maggioranza, si era opposta all’intervento in quella località. Nel 2007, vinte le elezioni, l’attuale amministrazione ha deciso di rimodulare il CQII, individuando una nuova area, quella di Piazza Garibaldi-Villa Comunale, appunto, e modificando profondamente le caratteristiche dell’intervento stesso; cambiamenti questi che non permettono di conseguire i fini per i quali nel 2004 il CQII è stato approvato e finanziato da parte della Regione Abruzzo e del Ministero delle Infrastrutture. Il Comune di Atessa ha ceduto gratuitamente il sottosuolo di Piazza Garibaldi, il fabbricato dell’ex Cinema Italia e 2300 mq di terreno della Villa Comunale ad un privato, la De Francesco Costruzioni s.a.s. di Castelpetroso (Isernia), il quale realizzerà in queste aree due piani di parcheggio interrati di circa 7000 mq e un edificio fuori terra di circa 25.000 mc da destinare ad aree residenziali, commerciali e di servizio. L’impresa potrà vendere liberamente questi locali a chi vuole acquistarli. Il Comune si è impegnato ad acquistare un piano destinato a parcheggio e una sala polivalente per la somma di 2.500.000,00 €, ai quali va aggiunta l’IVA. A questo riguardo si fa osservare che i beni che il Comune acquista, per dichiarazione esplicita della stessa impresa costruttrice, hanno un valore di 2.167.000,00 € + IVA, un valore inferiore di 3-400 mila euro rispetto a quello che il Comune gli ha attribuito e che si è impegnato a corrispondere all’impresa). La ragione per la quale il Comune ha regalato ad un’impresa privata il sottosuolo di Piazza Garibaldi, il fabbricato dell’ex Cinema Italia e 2300 mq di terreno della Villa Comunale non è nota – affermano ancora i consiglieri del PD atessano -. Come non si comprende la ragione per la quale il Comune permette questa grossa speculazione edilizia ad un’impresa privata, dandole la possibilità di realizzare 25.000 mc di fabbricato, 8 mc su ogni mq, in Piazza Garibaldi non è nota. Emerge con chiarezza che in Piazza Garibaldi non si sta realizzando nessuna opera pubblica ma si sta semplicemente dando ad un’impresa privata la possibilità di realizzare un numero smisurato di metri cubi di fabbricato. Il Comune, infatti, da un lato cede all’impresa in regalo dei suoi beni e dall’altro riacquista a caro prezzo dalla stessa come un qualsiasi privato una sala polivalente e un piano interrato destinato a parcheggio. L’attuale amministrazione ha motivato il cambiamento del sito con il fatto che la Regione Abruzzo, dopo aver approvato e finanziato il progetto del CQII, vincolò in modo erroneo l’area di Discesa Casette. Tale vincolo però, in seguito al ricorso presentato alla Regione dalla precedente amministrazione, è stato rimosso nella primavera 2008, prima che l’attuale amministrazione procedesse alla formale rimodulazione del CQII. Questo succedersi di eventi dimostra chiaramente che il vincolo è stato solo un pretesto per cambiare l’area e le caratteristiche del progetto del CQII. L’intera procedura di rimodulazione del CQII, avviata nel dicembre 2007 e conclusa con la stipula del contratto con l’impresa De Francesco è connotata, a parere del gruppo del PD, da molteplici vizi di legittimità, parte dei quali sono stati già evidenziati in un ricorso al TAR avanzato dal gruppo consiliare stesso nel 2008 e rigettato non sotto il profilo del merito ma sotto il profilo della legittimazione dei ricorrenti. Esistono inoltre, a nostro avviso, altri profili di illegittimità ed altre irregolarità che riteniamo particolarmente gravi: il vantaggio economico derivante all’impresa appaltatrice e ai proprietari dell’ex Cinema Italia; il contratto con l’impresa aggiudicataria è stato concluso in difformità a quanto previsto nel bando di gara; la realizzazione di un ecomostro edilizio su un suolo inedificabile; il grosso danno erariale che subisce il Comune di Atessa”. Insomma, tanta basta per chiedere con forza di far chiarezza su molti aspetti. La denuncia sarà pure ‘politica’, come è stato sottolineato più volte in conferenza stampa, ma pare una limitazione, e farla rimanere in quell’ambito pare difficile.