Al Fenaroli concerto per la Musica dal Mondo con “Gli Tzigani di Budapest”

Domani sera, al Teatro Fedeele Fenaroli di Lanciano, concerto per la Musica del Mondo. Alle ore 21,20 è in programma “Gli  Tzigani di Budapest” – Direttore: M° Antal Szalai, musiche di Brahms,  Liszt, Farkas. Nell’edizione 2010 dell’EMF, interamente dedicata a Ensemble orchestrali e Orchestre sinfoniche, l’ospitalità  internazionale, sarà rappresentata dagli Tzigani di Budapest, tipica formazione d’assieme di concezione orchestrale, che interpreterà le danze ungheresi di Brahms, e le composizioni di List, e Farkas in un concerto che mira a ospitare una delle culture artistiche più famose del mondo quella Magiara, con una formazione d’assieme per  una testimonianza culturale ed etnica diversa, in grado di apportare un motivo di confronto artistico e didattico, su  tipologie di esecuzioni musicali di diverso stile e comprovata originalità. Biglietto unico 5 euro – Disponibili presso il botteghino del Teatro Fenaroli.

Dal 3 al 16 agosto a Rocca di Mezzo

Ritorna uno dei Festival abruzzesi più noti e apprezzati del panorama culturale del centro Italia, l’Officina Musicale dell’Altopiano delle Rocche “Giuseppe Scotese”, che dal 3 al 16 agosto animerà la splendida cittadina di Rocca di Mezzo (AQ), posta alle pendici di Monte Rotondo, nel Parco Regionale Sirente Velino, sull’ Altopiano delle Rocche, di cui è il centro più importante. Giunta ormai alla sua XXII edizione, anche quest’anno L’Officina Musicale propone un ricco programma di musica che si fonde con l’arte, il cinema e le tradizioni popolari. L’Officina Musicale, con la direzione artistica di Giovanni D’Alò e Maria Claudia Scotese, ha mantenuto inalterate le sue caratteristiche di sempre: l’attenzione verso i giovani, la musica del nostro tempo e soprattutto la peculiare impostazione didattico-divulgativa. Infatti, oltre a concerti-lezione veri e propri, nel programma del festival sono previsti degli incontri-concerto in cui gli artisti terranno delle prove pubbliche dei loro rispettivi concerti serali spiegando le loro scelte e le peculiarità delle musiche in programma. Nel corso dell’Officina, inoltre, sarà presentato il volume Giuseppe Scotese: lo sguardo lieto della musica (LIM Editore, Lucca) che raccoglie gli atti del convegno tenutosi a Rocca di Mezzo nel 2008 con interventi, fra gli altri, di importanti musicologi, critici e compositori, tra cui Pierluigi Petrobelli, Alessandro Sbordoni, Daniela Tortora, Gianluigi Mattietti, Alessandro Mastropietro, Sandro Cappelletto.Al libro è allegato un cd con registrazione inedite e live di Scotese, con musiche diBusoni, Bach, Schönberg, Chopin e Pennisi. Ad aprire L’Officina Musicale, com’è ormai consuetudine, l’appuntamento con la musica popolare abruzzese, che vedrà i DisCanto impegnati martedì 3 agosto alle 18.00, nella Palestra Polivalente di Rocca di Mezzo, in un concerto di musiche e canti del patrimonio culturale e artistico abruzzese. Il gruppo, fondato dal compositore-ricercatore Michele Avolio nel 1995 e formato da giovani e talentuosi artisti quali Sara Ciancone (violoncello, percussioni e cori), Antonello Di Matteo (zampogna, clarinetto, flauti, fisarmonica e organetto) e Germana Rossi (voce, violino e fisarmonica), si è fatto in questi anni custode e promotore di molta parte della tradizione musicale abruzzese. Il materiale di ricerca utilizzato dai DiScanto è in parte ereditato dal gruppo musicale Vico del Vecchio, attivo dal 1976 al 1995, ma viene riproposto in una originale forma che fonde arie, testi ed espressioni della tradizione orale con le sonorità di strumenti quali chitarra, bouzouki, mandola, violino, violoncello, fisarmonica, percussioni, clarinetti o zampogna. Da non perdere Mercoledì 4 agosto lo Ialsax Quartet (ore 18 Chiesa dell’Annunziata, Rocca Di Cambio), l’eclettico quartetto di sassofoni capitanato da Gianni Oddi, che accompagna l’ascoltatore tra le poliritmie del jazz, le forme severe della musica classica fino ai colori della musica d’oggi. Un viaggio musicale, quello proposto dallo Ialsax all’Officina Musicale fatto di contrasti che perfettamente si adattano alla natura camaleontica del sassofono, un viaggio sonoro che parte da Bach e attraverso George Gershwin, Piazzolla e Dizzie Gillespie, arriva fino ai contemporanei Morricone, Phil Woods Javier Girotto e Paquito D’Rivera . Tema centrale nel cartellone di quest’anno è il rapporto tra Musica, arte e poesia, con i consueti incontri di tipo divulgativo che rendono unica nel suo genere la rassegna  dell’Officina Musicale.

Ad aprire il ciclo di conferenze concerto la professoressa Rosella Gallo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che giovedì 5 agosto (ore 18.00, Palestra Polivalente) darà vita in compagnia di Roberto Prosseda, pianista di fama internazionale, all’incontro dal titolo Paesaggi notturni, un itinerario tra arte e musica nell’immaginario del secolo romantico guidato dalle pagine pianistiche di Robert Schumann.

La musica di Liszt e la Carmen di Bizet saranno i temi di due conferenze concerto(sabato 7 e lunedì 9 agosto) a cura di Antonio Rostagno, docente di musicologia alla “La Sapienza” di Roma e noto studioso delle problematiche legate al romanticismo e al rapporto musica/poesia. Franz Liszt: il poema pianistico e l’annullamento dei limiti fra le arti è il titolo dell’incontro di sabato 7 (ore 18 Palestra Polivalente) in cui Rostagno delineerà le influenze poetiche nell’anima e nella musica del compositore ungherese attraverso l’analisi di La Vallée d’Oberman, uno dei pezzi più affascinanti e misteriosi dell’ultimo Liszt.

E sempre di fronte alla tastiera di un pianoforte, sabato 7 agosto (ore 18, Palestra Polivalente), Antonio Rostagno parlerà di uno dei personaggi più amati e controversi del teatro musicale, la Carmen di Bizet, nella sua conferenza conferenza-concerto dall’intrigante titolo La ‘volgarità di Carmen, già tenuta quest’anno alla Scala di Milano in occasione dell’inaugurazione avvenuta proprio con la Carmen diretta da Daniel Baremboim.

United Colors (come trovare nell’arte i colori della musica) è il titolo dell’ultima conferenza concerto che vedrà salire nuovamente in cattedra la professoressa Rosella Gallo con il Trio Dèlian, che eseguirà musiche di Shostakovich e di Silvia Colasanti.

Non mancheranno recital pianistici, che vedranno la partecipazione di pianisti italiani di fama mondiale. Giovedì 5 agosto (ore 18) Palestra Polivalente) Roberto Prosseda,  omaggerà Schumann e Chopin nel bicentenario della nascita. Prossedaeseguirà le Waldszenen op. 82, le Tre Romanze e la Sonata op. 22 di Schumann,mentre di Chopin, farà rivivere pagine celebri come i Due Notturni op. 27, lo Scherzo op. 20, il Valzer op. 64 (n. 2 e n. 1) e la poderosa Ballata n. 4 op. 52.

Grande attesa per il concerto di Andrea Bacchetti, che mercoledì 11 agosto (ore18, Palestra Polivalente) si cimenterà con le impervie Variazioni Goldberg di J. S. Bach, opera considerata il vertice del magistero tastieristico di Bach, e che il giovane e talentuoso pianista genovese proporrà senza ritornelli, come faceva il giovanissimoGlenn Gould negli anni ’50 scandalizzando le platee di tutto il mondo. Tra i maggiori interpreti bachiani di oggi, Bacchetti eseguirà inoltre la Toccata in mi minore di Bach, laFantasia in re minore di Mozart e la Sonata op. 109 di Beethoven.

Quanto alla musica contemporanea, l’Officina ripristina il tradizionale Incontro con il compositore: ospite di quest’anno Silvia Colasanti, giovane e brillante compositrice romana che martedì 10 agosto (ore 11 presso l’Agenzia Promozione Culturale) presenterà una scelte delle sue composizioni per pianoforte e per trio, eseguite dal giovanissimo Trio Dèlian, lanciatissima formazione che sta facendo incetta di premi nei principali concorsi di musica da camera italiani.

Altro appuntamento fisso quello dedicato ai rapporti tra Musica e Cinema. Giovedì 12 agosto (ore 11, presso l’Agenzia Promozione Culturale) sarà protagonista il pianista Antonio Coppola, tra i maggiori specialisti nella difficile e particolare arte di accompagnare le pellicole del cinema muto come si faceva un secolo fa; il maestro sarà al pianoforte per “commentare” le spettacolari immagini di Metropolis capolavoro visionario e che Fritz Lang girò nel 1927.

Ancora musica e cinema lunedì 16 agosto (ore 18, Palestra Polivalente) per il concerto di chiusura del Festival: la cantante Valentina Cardinali e Marco Siniscalcoal basso elettrico proporranno Canzoni da film, un ricco programma di bellissime canzoni tratte da film quali Parla con lei, Volver, Tacchi a spillo e La legge del desiderio di Pedro Almodòvar, Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, I Vitelloni di Federico Fellini, All that Jazz di Bob Fosse, e musiche di Nino Rota, Caetano Veloso, Carlos Gardel.

 Festival al Monastero di Santo Spirito di Ocre

Il monastero fortezza fondato dai Cistercensi nel Duecento, che domina dalle alture di Ocre tutta la valle dell’Aterno, e la prospettiva magnifica del Gran Sasso, dove il festival è nato nel 2000 e da cui, ogni anno, riparte la manifestazione.

In programma  l’esecuzione integrale delle cinque Sonate per violoncello e pianoforte di Beethoven affidate al violoncellista tedesco Leonard Elschenbroich e al pianista anglo-ucraino Alexei Gryniuk, due giovani ma già celebrati interpreti: una maratona da grande festival, con l’intero corpus di Sonate che segnarono una svolta nel repertorio moderno del violoncello e sono, nel dipanarsi del pensiero musicale beethoveniano, una parabola esemplare dell’esistenza: dallo slancio gioioso degli anni giovanili, alla bellezza compiuta dello stile maturo, sino alle acquisizioni più complesse del pensiero dell’ultimo periodo.

La serata si articolerà in due momenti: alle ore 20 inizia la prima parte del concerto, con l’esecuzione delle Sonate op. 5 n. 1 e n. 2, cui segue una pausa rinfresco e alle 21.45 la seconda parte del concerto, con l’esecuzione della Sonata op. 69 e a seguire, dopo una seconda breve pausa, le ultime due Sonate op. 102, con la possibilità per il pubblico di accedere in sala alle ore 20 oppure alle ore 21.30.

La seconda serata inaugurale è all’Aquila, mercoledì 4 agosto alle ore 20,45  nel Chiostro di S. Domenico

Con questo concerto coprodotto dal festival insieme alla istituzione Sinfonica Abruzzese, si apre al pubblico per la prima volta uno dei più bei complessi architettonici e monumentali della Città. 

E’ un’iniziativa, questa, che guadagna alla città ferita dal sisma uno spazio dalla forte valenza identitaria:

il Chiostro di S. Domenico, unico complesso architettonico del centro storico rimasto indenne dopo il terremoto del 2009 grazie a un restauro fatto a regola d’arte che ha restituito lo spazio in tutta la magnifica originaria purezza delle sue linee.

Il chiostro, così come appare oggi, è il ripristino di quello che fu costruito dopo il sisma del 1461, come ampliamento del complesso monastico di S. Domenico, il cui nucleo originario, coevo dell’epoca della fondazione dell’Aquila (1254), fu da Carlo II d’Angiò abbellito e ingrandito con un progetto di grande pregio. Il chiostro come era stato riedificato alla fine del Quattrocento resistette bene al sisma del 1703, ma chiuso il convento per l’editto murattiano, venne trasformato successivamente, dal 1809 e fino al 1994, in carcere. Anche nel chiostro e nel porticato vennero costruite celle penitenziarie, per cui tutta la struttura ne fu completamente stravolta. Il recente restauro condotto dal Ministero degli Interni- Provveditorato alle Opere Pubbliche tra il 2004 e il 2009, dopo circa dieci anni di studi e progetti, ha recuperato il complesso conventuale e il chiostro con un intervento condotto con modernissime tecnologie e materiali che li hanno perfettamente preservati dagli effetti dell’ultimo sisma del 2009. Un intervento che testimonia come anche per una Città di luoghi d’arte e storia, come è L’Aquila, situata in zona sismica, c’è un futuro che non recida le profonde radice della sua Storia. Attualmente il complesso è di proprietà del Demanio, e ed è sede della Corte dei conti e dell’Avvocatura di Stato, la cui generosa ospitalità testimonia l’amore per L’Aquila delle sue più importanti Istituzioni.

Sarà davvero, quella del 4 agosto, una cerimonia per tutta L’Aquila, di grande impegno per il Festival, che si è potuta realizzare grazie alla fondamentale collaborazione con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, nella conferma di una sinergia che negli anni ha consentito al Festival di presentare importanti progetti artistici. In programma la Settima Sinfonia di Beethoven e il primo Concerto per violoncello e orchestra di Saint-Saëns . Marcello Bufalini, direttore profondamente legato alla Città, dirige l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, solista ospite il giovane violoncellista tedesco Leonard Elschenbroich, presenza che vuole essere omaggio a una delle nazioni europee che più sono state vicine all’Aquila in questo difficile ultimo anno. Il Festival ha chiesto e ottenuto il patrocinio dell’Ambasciata tedesca per l’attuale edizione. Info e prenotazioni Associazione Culturale Pietre che Cantano

A Mozzagrogna si balla con la Pizzica

Domani martedì 3 agosto continua il dodicesimo Festival internazionale di musica antica “Seicentonovecento”. L’appuntamento è al castello Septe di Mozzagrogna, alle 21,15 con la pizzica, magistralmente interpretata dall’ensemble Terra D’Otranto. Emanuele Licci (voce e chitarriglia), Nadia Esposito (voce recitante e danza), Doriano Longo (violino e viola barocca), Luca Tarantino (chitarra spagnola), Pierluigi Ostuni (tiorba) e Roberto Chiga (percussioni) proporranno un programma di S. Quasimodo, S. Ciminelli, E. Ferdinando.

Il biglietto simbolico d’ingresso di 1 euro sarà devoluto alla ricerca farmacologica della Fondazione Negri Sud.

L’Ensemble Terra d’Otranto, fondato nel 1991 da Doriano Longo, che tuttora lo dirige, è formato da musicisti specializzati nell’interpretazione della musica barocca e del tardo Rinascimento nel rispetto delle prassi esecutive d’epoca. Il progetto iniziale del gruppo era quello di far conoscere o riportare alla luce le opere più significative degli autori dell’antica Terra d’Otranto. Nel corso del lavoro di ricerca, tuttavia, i musicisti hanno constatato la necessità di esplorare anche un repertorio popolare, antico o tradizionale, fortemente contiguo all’opera e allo stile dei compositori più in vista. Così, si è definita la doppia natura di questo Ensemble, attento contemporaneamente alle matrici della musica colta e popolare, con particolare riferimento alle forme di origine terapeutica e rituale che, fra XVI e XVIII secolo, caratterizzano le espressioni musicali più originali del Salento. Accanto a prime esecuzioni moderne di opere di autori come di Gerolamo Melcarne, Pietro Migali, Pasquale Pericoli, Andrea Falconiero, Gaetano Greco e Leonardo Leo – unico, quest’ultimo, ad avere ottenuto fama duratura -, l’Ensemble Terra d’Otranto ha riscoperto ed eseguito musiche dell’antica tradizione salentina, fino a riassumere gli esiti più recenti della sua ricerca nell’incisione del CD Tarantule, Antidoti e Follie, prodotto in collaborazione con il Museo Provinciale di Lecce e con il patrocinio della Provincia di Lecce. Ricondotta ai suoi valori puramente musicali, la pratica legata alla terapia del tarantismo si rivela un mezzo idoneo alla conoscenza di un frammento di storia antropologico-culturale del nostro paese, oltre che un elemento capace di rivitalizzare la maniera nella quale, oggi, vengono proposti al pubblico i tesori della musica popolare italiana. Le zone di provenienza dei brani spaziano per tutta la Terra d’Otranto, comprese le enclaves culturali note con il nome di Grecìa salentina. Ma accanto alla tradizione popolare, vengono proposte anche composizione degli autori che diedero lustro alla vita musicale di quella regione nel passaggio dal Rinascimento al Barocco.

A Ortona presentazione del libro “Toponomastica d’Italia. Nomi di luoghi, storie di popoli antichi”.

La biblioteca comunale presenterà, mercoledì 4 agosto alle ore 18 al Polo culturale di Sant’Anna, il lavoro dell’ortonese Antonio Sciarretta, pubblicato da Mursia nella collana “Itinerari e città” con il titolo “Toponomastica d’Italia. Nomi di luoghi, storie di popoli antichi”.

Nomi dei luoghi che parlano e raccontano storie di civiltà e di popoli che nel corso dei secoli sono vissuti e si sono sviluppati nella nostra Penisola: Sabini, Sanniti, Etruschi, Celti, Venetici, Sardiani, Siculi, Messapi, Piceni e Lihuri. Una raccolta dei toponimi citati dalle fonti classiche con le relative etimologie,nella quale anche i toponimi più controversi trovano una spiegazione convincente e i popoli semi sconosciuti,che abitavano l’Italia nel I millennio a.C. o ancora più indietro nel tempo, riemergono dall’oblio grazie alle tracce toponimiche lasciate.

Un’opera divulgativa, che illustra con un linguaggio non specialistico e un po’ narrativo le varie tesi, le etimologie,persino le sottigliezze fonetiche, e che l’autore definisce:«un’eccitante avventura intellettuale alla scoperta del nostro passato più remoto». La meta da raggiungere è sempre la stessa: scoprire le storie e la Storia celate nei nomi dei luoghi. Sarà presente l’autore.