Corruzione sui lavori del post terremoto, il pm Picardi respinge le richieste dei difensori

Il Pm Antonietta Picardi ha espresso parere negativo ad ogni richiesta avanzata dai legali cinque indagati nell’ambito dell’inchiesta, per corruzione, sui lavori del post terremoto aquilano. I legali degli assistiti, dopo gli interrogatori di ieri l’altro, hanno chiesto per tutti la revoca dei provvedimenti cautelari. Sotto inchiesta sono finiti Ezio Stati, già capogruppo regionale nel 2000 di Forza Italia, la figlia Daniela, assessore regionale, dimissionaria, sulla quale pende un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici, il compagno Marco Buzzelli, l’ex deputato di Forza Italia Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli, attuale amministratore delegato di Selex Service Management, società di Finmeccanica.degli indagati. Per l’accusa, pertanto, restano in piedi tutte le misure cautelari adottate. A decidere, ora, sarà il gip Marco Billi le cui determinazioni sono attese tra oggi e domani.

Proseguono intanto le indagini della squadra mobile di Pescara, che ieri ha ascoltato i testimoni indicati dalla difesa, e che sta verificando l’eventuale esistenza di consulenze affidate dalla società Abruzzo Engineering allo studio professionale del presidente della Regione Chiodi. Mentre il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, ha per ora escluso che il governatore sia indagato.

Questa mattina, intanto,  si sono incontrati a L’Aquila, il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone ed il vice coordinatore Fabrizio Di Stefano. Nel corso della riunione si  è esaminata la situazione politica – amministrativa anche alla luce degli ultimi eventi. Nell’esprimere a Daniela Stati solidarietà e vicinanza umana auspicando che quanto prima possa dimostrare la sua estraneità ai fatti, si ribadisce, ancora una volta, fiducia nella attività della magistratura. Il Presidente ha informato il coordinamento di aver ricevuto le dimissioni di Daniela Stati da Assessore Regionale e di averle accettate. Si è ritenuto opportuno che il Presidente assuma l’interim delle deleghe a lei assegnate e che la ricomposizione della Giunta avverrà alla ripresa delle attività del Consiglio Regionale. Si è deciso altresì di impegnare il periodo estivo per definire i coordinamenti cittadini del partito e di indire, nel corso del mese di settembre, una conferenza organizzativa dei quadri dirigenti e, successivamente, in autunno, una conferenza Regionale Programmatica per rafforzare l’organizzazione del Pdl sul territorio e sostenere l’azione del Governo Regionale.

“In campagna elettorale Chiodi annunciava l’esportazione del suo modello teramano: ora starebbe emergendo la vera natura di quel modello, un vero e proprio sistema-Chiodi basato su rapporti amicali, parentali e personali che svuota la Regione di ogni funzione”.

Lo denuncia il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, che ha chiesto ai consiglieri regionali democratici di presentare una interrogazione in aula. “Dal quadro complessivo che deriva dall’inchiesta in corso e che coinvolge l’assessore Daniela Stati – sottolinea Paolucci – al di là delle responsabilità penali tutte da accertare, da un punto di vista politico si manifesta l’esistenza di una sorta di regia decisionale del tutto esterna alla Regione. Un vero e proprio sistema Chiodi, che rende i componenti la giunta solo delle comparse”. Il segretario del Pd si riferisce “al ruolo del socio di studio di Chiodi, Carmine Tancredi, cugino del senatore Paolo e figlio dell’ex parlamentare Antonio, che infatti afferma che “la politica non c’è”. Ma non solo: sembrerebbe che il primo gennaio 2009, all’indomani della elezione di Chiodi, sua cugina, la dottoressa Ilaria Valentini, è stata incaricata proprio da Abruzzo Enginnering, con un apposito contratto, per la rendicontazione dei fondi Por Fesr. Non è in discussione la sua professionalità, ma l’opportunità di nominare la cugina del presidente. La stessa Valentini è stata nominata revisore dei conti alla Provincia di Teramo solo pochi giorni fa”. Paolucci si chiede “che fine ha fatto la rivoluzione meritocratica annunciata da Chiodi” rispetto “a questo sistema composto da parenti, amici e soci di studio. A questo punto» conclude il segretario del Pd «è giusto sapere dove si prendano davvero le decisioni per l’Abruzzo. Il presidente Chiodi ha il dovere di rispondere in aula a questi interrogativi e non nascondersi un’altra volta, come ha già fatto, forte dei poteri assoluti che detiene, svuotando il Consiglio regionale di qualunque funzione come nel caso della sanità e della ricostruzione”.