Per una eredità, rom contro rom in tribunale

 Un’intera famiglia rom della Valle Peligna si è costituita in giudizio contro un loro nipote per la suddivisione dei beni di un loro congiunto, morto nel giugno del 2008 e considerato il capo degli zingari di Sulmona. Tutta la vicenda parte quando il nipote, probabilmente il piu’ scaltro della famiglia, si reca da un notaio del posto per la pubblicazione di un testamento ‘presunto olografo’, esautorando dalla divisione del patrimonio, prossimo ai 400mila euro, costituito da appartamenti e conti correnti bancari e postali, i sei eredi legittimi, anch’essi di etnia rom. Questi ultimi hanno adito vie legali, riuscendo a dimostrare la falsita’ del testamento con una perizia di parte, fatto che ha determinato anche una querela nei confronti del nipote per falso in scrittura privata. Al momento di decidere, visto che la causa andrà a sentenza in ottobre, tramite il loro avvocato Massimiliano Zambelli i sei eredi hanno preferito produrre istanza per non fare inserire nel dispositivo del giudice il provvedimento divisionale, affermando che vorranno procedere alla ripartizione dei beni ‘secondo le regole dettate dalla tradizione dell’etnia rom’.