Ente Fiera di Lanciano, rieletto il consiglio ma il sindaco Paolini non è d’accordo

Ieri sera il rinnovo del Consiglio d’amministrazione dell’Ente Fiera di Lanciano, stamattina le dimissioni dei tre membri di nomina sindacale. Tutto in poche ore, ma tante sono bastate a mettere in chiaro una situazione che al primo cittadino di Lanciano, Filippo Paolini, non è andata giù. Le intese erano diverse e la riunione di ieri sera è stata una sveltina che al sindaco non è proprio piaciuta. La questione non riguarda Donato Di Fonzo, presidente riconfermato all’unanimità, quanto invece altri ruoli nel CdA. Ma andiamo per ordine. Ieri, si diceva, nella seduta di insediamento del nuovo consiglio, oltre a Di Fonzo, sono stati eletti Francesco Ciarelli Bisbano, rappresentante dell’Arssa, alla vicepresidenza, nel consiglio Domenico Cirulli e Roberto Assenti, per il Comune di Lanciano), Luciana Di Castelnuovo e Fabio Andreozzi (Arssa), Franco Prospero e Fiore Pantaleo (Provincia di Chieti), Alberto Paone per la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Mariano Nozzi per la Camera di Commercio Chieti, Ezio Angelucci per la Regione Abruzzo. A componenti del collegio sindacale, Gabriele Tupone , nella carica di presidente,  rappresentante del Comune di Lanciano, mentre a sindaci effettivi Ferdinando Buccella, rappresentante Camera di Commercio Chieti e Nicola Gianni Virtù, rappresentante Provincia di Chieti. Riconfermato come coordinatore Ciro Pasquini.

Nomine che, una volta rese note, hanno provocato la reazione di Paolini, infastidito dal fatto che le indicazioni concordate dal PdL a livello provinciale sarebbero state disattese. A palazzo di città qualcuno sussurra che al sindaco non ha gradito la riconferma di Pasquini a coordinatore. La scelta, insomma, era un’altra. Paolini così affida a un comunicato le ragioni per le quali ha convocato stamattina i rappresentanti del Comune in seno al CdA è ha concordato con loro le dimissioni.     

“Non sussistendo più le condizioni che consentano all’Ente Fiera di operare con la necessaria unanimità di vedute, ho chiesto e ottenuto dai tre membri di nomina sindacale nelle persone di Donato Di Fonzo, Domenico Cirulli e Roberto Assenti, le dimissioni con effetto immediato. Il mio – ha precisato il primo cittadino – è un atto obbligato a tutela della nostra Città, che non può subire passivamente decisioni per nulla concertate e condivise con il territorio. E’ necessario che i vertici provinciali del PDL prendano atto di una situazione non più sostenibile e si adoperino con fatti concreti al fine di una condivisione di intenti che per quanto ci riguarda deve avere quale riferimento l’esclusivo interesse delle nostre comunità, le quali, da sempre sono il punto di riferimento del centro destra e non un semplice “serbatoio” di voti dal quale attingere quando serve”.

Il caso è aperto e promette un agosto davvero caldo.