Al via il Programma straordinario di investimenti in edilizia e tecnologia sanitaria

Oltre 82 milioni di euro sono spendibili dalle Asl per gli ospedali abruzzesi e la medicina sul territorio. Lo prevede il programma straordinario di investimenti in edilizia e tecnologia sanitaria, ex art. 20, dopo il via libera del tavolo governativo di monitoraggio sul debito sanitario e la firma del commissario straordinario, Gianni Chiodi. “Anche questo traguardo – ha esordito il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, è stato possibile grazie al percorso virtuoso intrapreso da questo Governo regionale per riqualificare, rifunzionalizzare e risanare il sistema sanitario pubblico. Questi denari non sarebbero arrivati dallo Stato se non avessimo mostrato efficienza e serietà nei nostri obiettivi e nei metodi per perseguirli”.

Il Presidente, nella conferenza stampa di presentazione degli interventi di edilizia, ha anche annunciato l’avvio della “fase tre che consiste nel proporre al Governo, sempre a valere sui fondi dell’ex art. 20, un ulteriore investimento di duecentocinquanta milioni di euro” per costruire cinque nuovi ospedali a Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano e Giulianova. Nel merito di questa iniziativa Chiodi ha tuttavia rimandato ad un nuovo momento pubblico: “Per ora abbiamo avviato la procedure Mexa necessaria a valutare la congruità della domanda di nuovi ospedali rispetto al criterio del miglioramento dell’offerta sanitaria ma a costi sostenibili. Alla fine di questo percorso proporremo il nostro programma al Governo nazionale per il finanziamento”.

In relazione agli 82.590.397 milioni di euro che saranno affidati alle Asl per avviare i lavori, il Presidente e l’assessore alla Salute, Lanfranco Venturoni, (alla conferenza stampa che si è svolta a Pescara hanno partecipato anche gli assessori, Angelo Di Paolo, Carlo Masci, Federica Carpineta, Mauro Febbo ed il presidente della Commissione consiliare Sanità, Nicoletta Veri’), hanno elencato gli ospedali e i distretti sui quali sono contemplati interventi migliorativi. Si comincia con il San Salvatore dell’Aquila per il quale sono già stati avviati lavori urgentissimi per il ripristino post sisma per 12 milioni di lire,mentre ulteriori 22 sono previsti per il ripristino funzionale. Quindi oltre 19 milioni sono assegnati per l’adeguamento e la messa a norma del Mazzini di Teramo e oltre 14 milioni per la ristrutturazione del Santo Spirito di Pescara. Il programma continua con la ristrutturazione e l’acquisto di arredi ed attrezzature per le R.s.a. di Ortona e il distretto sanitario di base di Guardiagrele per 526 mila euro, con il potenziamento del distretto di Montesilvano per 619 mila euro, il completamento della Rsa in contrada Casalena di Teramo per oltre 1,5 milioni di euro, la ristrutturazione dei locali dell’ex Onpi per la realizzazione di una Rsa all’Aquila per 2.110 milioni di euro. Infine per l’adeguamento a norma e la messa in sicurezza del presidio San Liberatore di Atri per oltre 2.668 milioni di euro, per il Renzetti di Lanciano 2,7 milioni di euro, e per il San Filippo e Nicola di Avezzano 3 milioni di euro.

“In Abruzzo – ha aggiunto l’assessore Venturoni – oltre ad aver fatto mutui per cifre impronunciabili non si è usato spendere neppure i fondi dell’ex art. 20 sull’edilizia sanitaria. Basti pensare che quelli che oggi questo Governo regionale utilizza derivano da una legge nazionale del 1988″. L’Assessore, entrando nel merito delle motivazioni che hanno ispirato l’attuale programma di edilizia sanitaria, ha spiegato che “l’intento e’ stato quello di migliore e potenziare anzitutto gli ospedali delle città capoluogo, tenuto conto che quello di Chieti fu finanziato a suo tempo per il polo cardio-chirurgico. Inoltre, abbiamo investito subito sul territorio fondi originariamente previsti per quei presidi che saranno oggetto, successivamente, di ulteriori, consistenti finanziamenti. Dopo l’approvazione del piano operativo e della rete ospedaliera – ha concluso Venturoni – presenteremo al Governo nazionale il nostro progetto di investimento di duecentocinquanta milioni di euro per la costruzione di nuovi ospedali. Speriamo così di aver chiuso il cerchio su un sistema sanitario pubblico degno, efficiente, e capace di fornire risposte ai cittadini abruzzesi”. Nicoletta Veri ha aggiunto che “il cambiamento tanto criticato oggi – ma si capisce che tutte le novità si criticano – porterà ad una evoluzione della realtà odierna a beneficio dei cittadini”.

“Non ci saranno chiusure di ospedali ma la loro rimodulazione e la nascita di ospedali di comunità – ha detto l’assessore Febbo -, gli stanziamenti a favore di ospedali e strutture di base sono la riposta concreta alla continua campagna di denigrazione condotta in questi mesi dalla sinistra. L’obiettivo della Giunta regionale resta il risanamento di un debito spaventoso che per gran parte dipende dalla Sanità, ma è anche quello di garantire assistenza e prestazioni ai cittadini, senza penalizzare chi vive nelle zone interne. In particolare, voglio sottolineare lo sforzo compiuto sulla rete ospedaliera – conclude Febbo: la passata Giunta Regionale aveva pianificato di lasciare aperti in Abruzzo solo 9 dei 35 ospedali mentre il governo Chiodi riesce a tenerne aperti 16, riconvertendo i piccoli ospedali come Gissi e Casoli e trasformando quelli di Ortona e Atessa in ospedali di alta specialità. Per la prima volta nella storia di questa Regione, inoltre i privati sottoscrivono convenzioni con la relativa accettazione dei budget: non era mai accaduto ed è la risposta che smonta l’accusa di aver favorito la Sanità privata”.

Soddisfazione per la realizzazione dei nuovi ospedali di Lanciano e di Vasto è stata espressa dal presidente, Enrico Di Giuseppantonio, che sottolinea “la tempestività del presidente Chiodi nel dare finalmente risposta alle attese dell’intero territorio della provincia di Chieti e lo ringrazio di aver tenuto conto di quanto più volte ho rappresentato a lui e all’assessore Venturoni negli incontri che abbiamo avuto in merito alla Sanità abruzzese. Ora che le risorse sono state liberate, però, rilevo l’assoluta necessità, da parte dei Comuni e della Provincia di Chieti di non perdere tempo prezioso nella definizione dei siti da indicare alla Regione per la costruzione degli ospedali di Lanciano e Vasto: occorre bruciare le tappe per superare le lungaggini burocratiche che la macchina amministrativa italiana inevitabilmente presenta ed arrivare presto alla definizione degli interventi e dei lavori. Con i due nuovi presidi ospedalieri potenzieremo notevolmente la qualità dei servizi sanitari che il pubblico offre all’utenza: sono convinto che ci sarà una svolta nella Sanità offerta nell’intero comprensorio di Lanciano-Vasto”.