Carugno (Psi): “Il piano sanitario regionale lo capisce solo chi lo ha fatto”

“Il Piano Sanitario Regionale prende il via con uno strumento legislativo talmente complicato e farcito da una tale giungla di norme e riferimenti tecnici che sembra sia stato fatto apposta per non essere compreso da nessuno se non da chi l’ha redatto”.

E’ quanto afferma il segretario regionale del Partito Socialista, Massimo Carugno. “Il succo è che l’asse Chiodi – Venturoni – Baraldi ha prodotto un piano di riequilibrio economico tutto volto ad una concezione della sanità di stampo aziendale e quindi fatto solo di un sofisticato gioco di tagli di presidi, servizi e livelli occupazionali. Fare tagli è la cosa più semplice per ridurre debito e disavanzo, ma non è il servizio migliore per la collettività. E soprattutto è un grosso vantaggio per la sanità privata, alla quale saranno costretti a rivolgersi quei cittadini che vedranno cancellati i presidi sanitari presenti nei loro territori. La sanità, diversamente da come l’hanno pensata i protagonisti della operazione – dice Carugno -, non è un’azienda ma un servizio e allora la cosa da ridurre non erano i presidi, specie quelli periferici, ne i livelli occupazionali, ma gli sprechi e soprattutto una oculatissima vigilanza sul sovvenzionamento alle strutture sanitarie private. Il Centrodestra che è arrivato alla guida della Regione Abruzzo con la Berlusconiana benedizione di angelo salvatore, non smentisce la sua natura che emerge anche nei palazzi più alti. Così come a Roma paiono vere e proprie bande che si tendono reciproci agguati, tranelli e tradimenti  al di fuori di ogni etica e rispetto anche istituzionale, in Abruzzo non sono da meno dove si passa dal gruppo Aracu, al clan degli Stati, all’asse Chiodi – Tancredi e a tutto quanto ciò che potrebbe ancora emergere. Tutti con la comune concezione che il ruolo di amministratore pubblico o di parlamentare è lo strumento per gestire, curare, coltivare e realizzare interessi esclusivamente privati piuttosto che curarsi dei problemi della collettività. E l’Abruzzo e gli abruzzesi, invece, di problemi ne hanno tanti, a cominciare dal sisma del 6 aprile che fisicamente ha colpito l’Aquilano ma economicamente la intera regione, per finire ai drammatici livelli economici e occupazionali ormai di interi comprensori. L’Abruzzo – ricorda il segretario socialista – sta subendo la crisi economica di giorno in giorno sempre peggio. E’ sicuramente una situazione nella quale non si può più andare avanti. Serve un radicale cambio di metodo di gestione della cosa pubblica”.