Turismo, male lungo la costa chietina. Pochi turisti per il Ferragosto

Un calo generalizzato delle prenotazioni e anche delle presenze di turisti stranieri. E’ la fotografia che emerge da un monitoraggio condotto da Confcommercio Chieti su 50 alberghi della provincia, per verificare l’andamento della stagione turistica 2010 e raffrontarla con quella del 2009, che fu una delle peggiori degli ultimi anni. Quest’anno, purtroppo, non sembra però andare meglio, almeno secondo le impressioni raccolte dalla Federalberghi tra gli operatori del settore, a cui è stato chiesto di tracciare un bilancio a metà stagione. A Chieti il calo delle presenze alberghiere è piuttosto contenuto ed oscilla tra il 5 e il 10 per cento. Resta invariata la presenza degli stranieri. Di contro, a Lanciano, si è registrato un crollo delle prenotazioni sia da parte di clientela italiane che estera, con diverse strutture ricettive che parlano di situazione drammatica. Nelle aree prettamente turistiche il quadro non è invece omogeneo e scendendo da nord verso sud i dati peggiorano. A Francavilla al Mare la contrazione si attesta tra il 10 e il 15 per cento, con le presenze straniere che scendono di qualche punto. Ad Ortona il dato sale al 20 per cento, con un calo di presenze italiane ed estere pressoché identico. A Vasto il dato più negativo, che a luglio ha segnato un meno 30 per cento delle presenze. Ad agosto c’é stata una lieve risalita, con la prima decade in media con i dati storici del periodo, ma a Ferragosto in molti alberghi ci sono ancora stanze libere. E anche gli stranieri sono sempre di meno. “Al di là della crisi economica – puntualizza il presidente provinciale di Federalberghi Andrea Sebastiani – credo sia arrivato il momento di pensare ad una seria politica di promozione turistica del territorio, che veda gli operatori privati lavorare insieme alle istituzioni pubbliche”. “I progetti portati avanti negli anni scorsi e costati milioni di euro di soldi dei contribuenti, infatti, non hanno sortito gli effetti sperati – aggiunge il presidente provinciale di Confcommercio Angelo Allegrino (foto a destra) – bisogna prenderne atto e trovare il coraggio di riconoscere gli errori e ripartire daccapo. Ma per fare questo occorre coraggio: quello che spesso, purtroppo, manca ai nostri amministratori pubblici”.

Non va meglio nelle altre località. Ferragosto senza novità significative sulle spiagge abruzzesi, con i gestori degli stabilimenti balneari associati alla Fab-Cna che denunciano “calma piatta” sul fronte degli incassi e dell’occupazione anche alla vigilia del momento-clou della stagione. In un sondaggio realizzato tra il 31 luglio e il 10 agosto scorso tra i proprio associati, la Fab-Cna vede confermare la forte stagnazione che caratterizza l’estate 2010: ben l’83% degli intervistati, infatti, denuncia un andamento sostanzialmente identico al 2009 della propria attività, senza previsione di aumento di occupati e incassi neppure per il week-end ferragostano alle porte. Particolarmente pesante, nel sondaggio condotto tra un centinaio di esercenti di stabilimenti balneari nei principali comuni costieri della regione, il dato relativo agli incassi di bar, ristoranti, pizzerie e servizi di spiaggia: secondo gli intervistati sono mediamente del 30% al di sotto della stagione precedente. Un flop – ben il 60% degli esercenti denuncia valori uguali o inferiori alla stagione precedente anche nei giorni immediatamente precedenti il Ferragosto, senza indicare previsioni più rosee neppure per i giorni successivi – che è spiegabile soprattutto con la minore propensione dei clienti alla spesa. I motivi? In cima alle ragioni, la crisi economica che colpisce in modo significativo i consumi delle famiglie. La flessione della spesa – secondo il sondaggio, prima di avventurarsi alla cassa ben il 73% degli ospiti verifica con attenzione i prezzi e la qualità dei prodotti – rimodella le abitudini alimentari dei vacanzieri presenti negli stabilimenti balneari abruzzesi, che ristrutturano i propri consumi in tempo d’estate guardando al portafoglio: meno soste nei più dispendiosi ristoranti, largo a luoghi più economici come pizzerie, bar, tavole calde.
A detta della Fab-Cna, esistono ancora i margini per un rilancio dell’attività nella restante parte del mese di agosto. Evidente la flessione di iniziative di carattere pubblico per animare le sere d’estate, non resta altra via ai privati che rimboccarsi direttamente le maniche. Come? Animando maggiormente sia nelle ore diurne che in quelle serali i propri stabilimenti, con piccole attività di intrattenimento o iniziative in grado di attrarre pubblico: “Il fatto che fino a ieri sera – segnala la curiosità il segretario regionale della Fab-Cna, Cristiano Tomei – addirittura la metà degli stabilimenti balneari di Montesilvano, quinta città abruzzese, fossero chiusi alle 21, è sintomatico di questa difficoltà”.
L’andamento dell’estate 2010 induce già a scelte importanti per la prossima stagione 2011: la Fab-Cna annuncia prezzi invariati per ombrelloni, sdraio e servizio bar anche per la prossima estate.