Radica (PD): “Condivisibili i programmi di Confindustra Chieti”

“Molte delle cose dette dal Presidente di Confindustria Chieti sono condivisibili e collimano con quanto diciamo da tempo come PD”.

Lo afferma in una nota stampa il consigliere provinciale del PD, Angelo Radica. “In particolare le imprese chietine sono state abbandonate da Provincia e Regione. Ecco alcuni esempi: sono stati eliminati gli strumenti di aiuto al l’accesso al credito in vigore da un quindicennio ed in particolare i contributi ai Consorzi Fidi promossi dalle associazioni di categoria che in questa fase potevano sostenere le imprese nella richiesta di prestiti; sono stati emanati con notevole ritardo tutti i bandi relativi alla formazione dei dipendenti delle imprese (FSE) e a i finanziamenti per l’accesso all’innovazione (PIT); grave ritardo è stato accumulato nell’attivazione di importanti lavori pubblici contenuti nel Piano triennale Regionale (circa 16 milioni di Euro non ancora appaltati; nulla è stato fatto per arginare la chiusura di importanti aziende del territorio ma ci si è limitati a giocare un ruolo notarile per l’accesso alla cassa integrazione e/o alla mobilità. In questo campo – evidenzia Radica – un ente pubblico può svolgere un ruolo di regia garantendo alle imprese la messa a disposizione di servizi e agevolazioni (reti d’imprese, consorzi per l’innovazione e l’internazionalizzazione); si è assistiti inermi al telenovela sul Fas malamente riprogrammato che di fatto contiene molti progetti frammentati e non strategici. Al contrario bisognava pretendere, come ha fatto il PD, l’attivazione immediata di alcuni progetti strategici per la nostra provincia in primis il Campus, la Costa Teatina e il Made in Italy; infine al contrario di quanto fatto dalla precedente amministrazione in un anno non è stato finanziato nessun progetto con fondi comunitari o nazionali. A questo proposito voglio ricordare il programma di sviluppo turistico Chietino-Ortonese che nel 2008 portò circa 1.5 milioni di Euro per sostenere le imprese del settore. A dicembre lanciammo l’idea di un grande piano di piccole opere da realizzare con strumenti agili da parte della Provincia in tema di energia alternativa, messa in sicurezza degli edifici scolastici coinvolgendo anche risorse private in modo da immettere ossigeno in un sistema economico provinciale in seria difficoltà. Proponemmo, inoltre, azioni di programmazione dell’offerta agroalimentare e di quella turistica. Nel migliore delle ipotesi – dice infine il consigliere provinciale – le nostre proposte furono ignorate, altre considerate irrealistiche. Molte di queste cose si possono fare anche con pochissime risorse. L’importante è avere idee, crederci e saper svolgere autorevolmente un ruolo di coordinamento. Noi abbiamo svolto, svolgiamo e continueremo a svolgere la nostra funzione di proposta anche dall’opposizione al fianco di chi vuole realizzare iniziative concrete in  tema di sviluppo e di sostegno alle imprese. In conclusione, ciò che ci preoccupa di più è che la maggioranza al governo della Provincia di Chieti non ha un’idea, tranne qualche confuso slogan, di quale deve essere lo sviluppo del nostro territorio e quindi quali siano le politiche da mettere in campo per aiutare le imprese in difficoltà, sostenere la competitività di quelle che se la cavano e di facilitarne l’avvio di nuove. Uno degli strumenti poteva essere la Consulta dell’economia deliberata a dicembre ma ad oggi non è stata ancora insediata.