Paolucci (PD): “Abruzzo immobile, economia e lavoro fermi”

«L’economia abruzzese sta continuando a precipitare verso le regioni meridionali. L’incertezza occupazionale dell’industria viene amplificata dalle stime di Confcommercio che dimostrano che l’Abruzzo nel 2010 si allontana dal Centro Italia, e torna ormai a livelli da Mezzogiorno». Lo afferma il segretario del Pd Silvio Paolucci, commentando la crisi occupazionale della Val di Sangro e le stime di Confcommercio sull’economia delle regioni italiane, pubblicate oggi, e che prevedono per l’Abruzzo una crescita del Pil nel 2010 di 0,6 punti, al di sotto della media nazionale (0,7) e inferiore alle regioni dell’Italia centrale (1 per cento).

«Confcommercio prevede che quest’anno il Pil abruzzese crescerà al di sotto della media italiana, negli stessi termini delle regioni meridionali» sottolinea Paolucci, «mentre l’Italia centrale crescerà più del Nord. Questo non solo dimostra che il centrosinistra è in grado di creare stabilità e benessere nelle regioni che amministra da sempre, ma anche che con Chiodi l’Abruzzo è immobile. Una crescita dimezzata rispetto alle regioni limitrofe vuol dire far perdere all’Abruzzo occasioni preziose: le imprese e le famiglie sono allo stremo delle forze. Chiodi si accorga che l’Abruzzo è in affanno e cambi subito passo: sblocchi i fondi europei e faccia partire i cento milioni di investimento per il campus dell’automotive. Noi siamo pronti a rimboccarci le maniche, perché l’Abruzzo non torni indietro».