Piano Sanitario: i sindaci del Sangro-Aventino protestano sulla Fondovalle Sangro

I sindaci del Sangro-Aventino protesteranno di nuovo domani mattina contro il piano ospedaliero regionale, che ridimensionerà notevolmente l’ospedale Consalvi, di Casoli. Tutto avviene mentre domani saranno eseguiti gli ultimi interventi chirurgici nel nosocomio dell’Aventino, che entro il 31 agosto cesserà molte delle attività. L’unica che rimarrà operativa riguarderà i servizi di riabilitazione. Da aprile scorso, con in testa il sindaco Sergio De Luca (nella foto a destra), i primi cittadini del territorio hanno protestato per chiedere che il piano non toccasse il nosocomio di Casoli: per non far venire meno l’assistenza sanitaria alla popolazione che vive nelle zone interne già minacciate dallo spopolamento, per l’occupazione, e per l’economia che ruota attorno all’ospedale. Domani i sindaci, fascia tricolore indosso, raggiungeranno la Fondovalle Sangro e daranno vita a un blocco stradale per sensibilizzare l’opinione pubblica sul futuro del Consalvi.     

Per restare in tema sanitario, c’è da registrare questa mattina, alle ore 12, presso lo studio del notaio Germano De Cinque, di Chieti, è pervenuta una sola offerta, per l’affitto, tra l’altro, per la casa di cura Villa Pini di Chieti. Nessuna offerta, dunque, per l’acquisto della struttura di via dei Frentani, dichiarata fallita nel gennaio scorso dal Tribunale di Chieti. La proposta di affitto è stata avanzata dall’imprenditore abruzzese Nicola Petruzzi. All’apertura delle buste erano presenti il curatore fallimentare avvocato Giuseppina Ivone (insieme al commercialista Francesco Cancelli) il rappresentante della Ernst&Young, società che ha valutato per conto del tribunale il valore della clinica, e Gabriele Manfreda, del Cda della Abano Terme per conto di Petruzzi. Già titolare della clinica Villa Serena di Pescara e oggi amministratore delegato della casa di cura Abano Terme in provincia di Padova, struttura esistente da circa 40 anni, che fattura 80 milioni di euro e con un’attività assimilata a una struttura pubblica con rianimazione, pronto soccorso e 118, Petruzzi è stato l’unico a farsi avanti per Villa Pini. Per l’affitto, della durata di due anni,  Petruzzi pagherà di 6 milioni 375mila euro. L’imprenditore angolano, contestualmente, ha presentato il piano di investimenti che prevede il riassorbimento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato prima del gennaio 2008. Restano fuori i quadri e i lavoratori con contratto a tempo determinato. Complessivamente la nuova società si impegnerebbe ad assumere circa 500 lavoratori. Imponente anche l’entità degli investimenti per la messa a norma della struttura, degli impianti e dei macchinari che ammontano a 1 milione 310mila euro.

«La difesa dei posti di lavoro dei dipendenti di Villa Pini e di un servizio efficiente devono essere prioritari: auspichiamo che venga rispettato il rapporto fra numero dei dipendenti e servizi offerti, e che presto ci sia una prospettiva anche per i lavoratori dei centri San.Stef.Ar.». Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, che esprime un prudente apprezzamento sull’offerta depositata oggi per Villa Pini dal gruppo Petruzzi. «La nostra priorità è la difesa del servizio per i cittadini e dei posti di lavoro, e sono gli obiettivi per cui ci battiamo dal primo giorno di questa lunga vertenza che vede le pesanti responsabilità del centrodestra e del presidente Chiodi» ribadisce Paolucci, «ora è importante conoscere le precise intenzioni del nuovo gruppo, auspicando che prosegua il percorso iniziato i primi di agosto di partecipazione e concertazione fra i sindacati e il  gruppo che  oggi subentra. Ci auguriamo al tempo stesso» sottolinea Paolucci «che non vadano in porto le intenzioni di altre cliniche, che dopo aver incassato i zero tagli nel piano di riordino della sanità di Chiodi ricorrono come al solito al Tar, questa volta richiamando una serie di leggi approvate in passato con loro forte opposizione. Adesso Chiodi esca da questo silenzio imbarazzante sulla vicenda Villa Pini e sul rapporto con le cliniche private».