Sindaci in strada per difendere l’ospedale di Casoli

L’hanno interrotta la circolazione sulla Fondovalle Sangro. Eccome se ci sono riusciti. Sono scesi dai comuni dell’interno proprio per fermare auto e mezzi pesanti e fare più rumore possibile, e ci sono riusciti. Non è stato facile per la verità. Anzi ad un certo punto la dirigente della Questura di Chieti, Gabriella Falco (nella foto a destra)  aveva invitato i manifestanti a non bloccare la strada. Gli animi si erano un po’ risaldati. Alla fine il compromesso: fondovalle ferma, ma per poco. Così, per 30 minuti il traffico è stato interrotto da sindaci in fascia tricolore e cittadini di Casoli, Gessopalena, Sant’Eusanio del Sangro, Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Taranta Peligna, Monteodorisio, Altino, Torricella Peligna, Roccascalegna. Un centinaio in tutto, tra loro anche il consigliere regionale Franco Caramanico, ma tutti decisi perfino a farsi arrestare pur di richiamare l’attenzione generale sul ridimensionamento che sta subendo l’ospedale Consalvi di Casoli. Per i primi cittadini e la gente che vive in quelle zone si tratta di un duro colpo alla sopravvivenza nelle aree interne. Senza un ospedale che offra servizi completi, molti potrebbero far aumentare lo spopolamento di quei territori nei quali è sempre più difficile vivere. La battaglia non è di questi giorni, ma va avanti da mesi. E’ iniziata ad aprile, quando il sindaco di Casoli, Sergio De Luca, ha convocato una apposita seduta del consiglio comunale per discutere sui progetti del nuovo piano sanitario  regionale per il Consalvi. Una difesa decisa, quasi ostinata del primo cittadino casolano, che strada facendo ha incontrato l’appoggio di tutti i primi cittadini dei centri dell’area. Oggi che quei progetti si stanno trasformando in realtà, la protesta si fa più frequente. D’altro canto da ieri presso l’ospedale di Casoli sono stati sospesi i ricoveri dei pazienti nei reparti di Medicina, Geriatria e Lungodegenza. La Day Surgery sarà invece sospesa da domani e il 28 è previsto il trasferimento dei letti disponibili da Casoli ad Atessa e Lanciano. Il 31 agosto saranno dimessi tutti i pazienti di questi reparti e chi non potrà essere dimesso, sarà trasferito negli ospedali di Atessa e Lanciano. Solo al reparto di Riabilitazione non hanno sospeso i ricoveri: si aspetta che vengano terminati i lavori nell’ospedale atessano per poter garantire il servizio. Nonostante la freddezza delle date, a Casoli e in altri centri la protesta continua. Ogni sera, dalle ore 21 alle ore 24, è stata organizzata una veglia di preghiera. Ieri ci si è raccolti a Lama dei Peligni, stasera a Taranta Peligna, domani a Fara San Martino, venerdì  ad Altino e Roccascalegna. Domenica è stata indetta una manifestazione che partirà da piazza Brigata Maiella e raggiungerà l’ospedale Consalvi, dove si terranno gli interventi dei politici e degli amministratori.  Alla giornata sono stati invitati il presidente della Giunta Regionale, Gianni Chiodi, l’Assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni e i consiglieri Maurizio Acerbo, Nicola Argirò, Walter Caporale, Franco Caramanico, Alfredo Castiglione, Carlo Costantini, Camillo D’Alessandro, Giovanni D’Amico, Luigi De Fanis, Angelo Di Paolo, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Gianfranco Giuliante, Carlo Masci, Antonio Menna, Emilio Nasuti, Nazario Pagano, Paolo Palomba, Lucrezio Paolini, Antonio Prospero, Claudio Ruffini, Marinella Sclocco, Giuseppe Tagliente, Nicoletta Verì, che è anche presidente della Commissione Sanità. Inoltre, il Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, e i Consiglieri Provinciali.

Intanto il direttore generale della Asl 2 Chieti-Lanciano-Vasto, Francesco Zavattaro, sulla questione del personale legata alla riconversione dei piccoli ospedali, rispetto alla quale non è stata presa ancora nessuna decisione in una nota stampa fa sapere che “nessuna chiusura al dialogo con i sindacati sulla questione del trasferimento del personale assegnato agli ospedali di Casoli e Gissi, tant’é che abbiamo fissato un incontro per lunedì prossimo. I tempi strettissimi indicati dai provvedimenti contenuti nel programma operativo emanato dalla Regione non ci hanno permesso una convocazione più anticipata, perché prima di avviare qualunque confronto era necessaria una ricognizione su attività da trasferire e figure professionali da ricollocare”: Smorza ogni polemica il Direttore Generale  “Prima di sederci a qualunque tavolo avevamo necessità di avere un quadro chiaro della situazione che si sarebbe determinata con il nuovo assetto dato a Casoli e Gissi – aggiunge il manager – e per disegnare materia e spazio su cui confrontarci con i sindacati. Ora conosciamo il numero delle unità liberate dal trasferimento delle attività di ricovero negli altri ospedali, e il relativo fabbisogno che generano laddove verranno ospitate: si tratta quindi di stabilire insieme procedure, regole e criteri per distribuire il personale, cercando di conciliare le esigenze personali dei dipendenti con le necessità assistenziali dei diversi presidi. Sulla base di questi presupposti arriveremo, insieme ai sindacati, a definire i nuovi organici”. In totale, le figure professionali da ricollocare sono 115 provenienti da Casoli (di cui 15 medici, 1 farmacista e 101 tra infermieri, tecnici e altre figure), e 141 da Gissi (27 medici e 114 del comparto). Non tutti saranno trasferiti, infatti una parte dovrà necessariamente “seguire” i servizi di appartenenza che saranno ubicati altrove, mentre altri resteranno nella stessa struttura cui appartengono per continuare a erogare le prestazioni previsti nella riconversione. Com’é noto, gli ospedali di Gissi e Casoli dal prossimo primo settembre saranno trasformati in Presidi Territoriali di Assistenza, strutture aperte 24 ore su 24, che assicurano assistenza ambulatoriale di cardiologia, medicina, geriatria, chirurgia, fisio-kinesiterapia, day service medico, oltre a dialisi, distribuzione diretta dei farmaci, laboratorio analisi, diagnostica radiologica (tradizionale e Tac). Per le urgenze saranno presenti un’ambulanza e un’equipe del 118, oltre a un medico e un infermiere presenti giorno e notte per prestare un primo soccorso, e in caso di necessità trasferire il paziente che ha bisogno di ricovero in un’altra struttura.