Al Corteo della Perdonanza contestati Letta, Cialente e l’arcivescovo Molinari

Momenti di tensione si sono registrati a L’Aquila, lungo il percorso della Perdonanza celestiniana, prima del passaggio ufficiale del corteo della Bolla culminato con l’apertura della Porta Santa di Collemaggio. La polizia ha tentato di rimuove alcuni striscioni di protesta che sono stati affissi da una cinquantina di persone aderenti ai comitati cittadini e al “Popolo delle carriole”. In uno di questi striscioni, posti lungo corso Federico II, i manifestanti hanno contestato il sindaco Massimo Cialente, l’arcivescovo e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta. Sul posto è intervenuto anche il primo cittadino che ha invitato tutti alla responsabilità. A lui è stato rimproverato di aver invitato il Governo dopo gli incidenti di Roma, quando i manifestanti aquilani furono manganellati in via del Corso. Il corteo, che ha preso il via dal Municipio L’Aquila, si è poi mosso alla volta della basilica di Collemaggio.

Letta, che è giunto in Piazza Duomo L’Aquila attraverso un percorso secondario proprio per evitare il “popolo delle carriole”, ha evitato qualunque polemica e parlando con i giornalisti ha preferito parlare sul futuro della città “che è pari alla sua tradizione e alla sua storia. Il futuro che merita è che gli aquilani sapranno ritrovare, ricostruire e riconquistare”. Sul ritorno di Berlusconi a L’Aquila il sottosegretario ha detto: “Spero presto”. Dal canto suo, il sindaco Cialente (foto a destra) ha precisato che “il governo è stato sempre rappresentato al corteo della Perdonanza, da 30 anni c’é sempre stato un suo esponente al fianco di Regione e Province abruzzesi”.