Sanità, depliant della Asl Chieti-Lanciano-Vasto sui servizi al Consalvi di Casoli

La Asl Chieti-Lanciano-Vasto sta per inviare alle migliaia di famiglie del territorio Sangro-Aventino, un opuscolo per presentare i servizi che sono oggi usufruibili nell’ospedale Consalvi di Casoli. Come si sa, per il nuovo piano di riorganizzazione sanitaria regionale, il nosocomio casolano, come in tutti gli ospedali dei centri miniroi abruzzesi, è stato ridimensionato. Sono stati sospesi tutti i ricoveri a medicina, geriatria e chirurgia day surgery e spazio solo alla lungodegenza, che avrà altri 13 posti letto. Nel Consalvi è stata attivato “nuovo modello assistenziale”, il “Day service ambulatoriale”, un ciclo diurno nel quale verrà trasferita una quota consistente di ricoveri ordinari e che comprenderà un’attività chirurgica ambulatoriale. L’invio dell’opuscolo, però, pone alcune domande. Soprattutto se le fa il sindaco del capoluogo dell’Aventino, Sergio De Luca, che da mesi lotta contro il piano, diventato esecutivo in questi ultime ore. “L’opuscolo – dice De Luca – informa di quello che si è sempre fatto nell’ospedale di Casoli, ma che da adesso in poi si farà nel “nuovo  Presidio Territoriale Assistenziale”. Penso molto meno e meno bene di prima. Le cose che io avrei preferito sapere dalla ASL sono: dove dovranno andare a fare gli interventi di chirurgia in Day Surgery i pazienti che prima li facevano a Casoli, quando li potranno fare.. e quali interferenze creeranno agli interventi di chirurgia generale più importanti; perché hanno chiuso i ricoveri a Casoli per Lungodegenza e Riabilitazione e ad oggi non hanno ancora riattivato gli stessi posti letto per ricoverare i pazienti a Lanciano ed Atessa; quando sarà possibile ripristinare i ricoveri degli stessi posti letto negli altri ospedali; perché solo noi siamo un inutile costo sanitario e i privati invece restano aperti e possono essere pagati con i nostri soldi e non sono ritenuti un costo. Chi lo decide? Loro. Quando saranno attivati i trasferimenti dei distretti all’interno degli ospedali, per ridurre i costi? Che fine hanno fatto i posti di Residenza Sanitaria Assistita che dovevano essere aperti (si parlava di circa 1.000 posti in tutta la Regione)?

Perché hanno potuto derogare alla chiusura dei PPI (Punti di Primo Intervento, mantenendoli temporaneamente aperti) negli ospedali del territorio, come previsto nella del. 44 del Commissario Chiodi e non hanno fatto la stessa cosa per i posti letto per i ricoveri dei sub-acuti dei reparti quali Lungodegenza e Riabilitazione previsti dai LEA nel patto della salute 2009; perché non chiudono i reparti di Chirurgia degli ospedali privati di Chieti e Pescara che non hanno la Rianimazione, che nei piccoli ospedali sono chiusi da due anni? Invece ci dobbiamo sorbire questa beffa comunicativa che continua a usare falsamente termini sanitari ormai cancellati, vedi ad esempio “Laboratorio Analisi”: adesso è solo Punto Prelievo. Perché dobbiamo essere ancora presi in giro? – domanda il sindaco che poi cita alcuni annunci riportati sull’opuscolo della ASL -. “Adesso basterà una telefonata….”, ma perché prima non si avevano comunque informazioni telefoniche, o non si prenotavano al CUP le prestazioni, ma il problema da risolvere non era ridurre i tempi di attesa.., voi ci credete che adesso si ridurranno le liste. Fino a quando dobbiamo continuare a essere insultati? “Solo il 29% dei residenti del territorio si rivolgevano all’ospedale di Casoli;  per loro è difficile comprendere che se… Ortopedia, Chirurgia, Urologia, Cardiologia, Ginecologia, Traumatologia non c’erano a Casoli i cittadini andavano e andranno anche adesso presso le strutture dotate di tali reparti, ma la cosa sudicia e mistificatoria, è che, nessuno ha declinato lo stesso dato tecnico (di utilizzo della struttura da parte dei cittadini ricadenti nell’area distrettuale) per l’ospedaletto di S.Omero, o quello di Atri, ma se volete anche per quelli di Atessa e Lanciano, etc., vi lascio immaginare i numeri… Mai si era arrivato a tanto spreco e sperpero,  che addirittura, bisogna spendere dei soldi pubblici in comunicazione per far ingoiare ai cittadini una pillola così amara “la chiusura di un ospedale”, sprecare soldi per pubblicizzare il Presidio dei Territori Abbandonati”.

Intanto la Uil Abruzzo chiede un confronto tra Regione e enti locali. “Con il passare del tempo, appare sempre più grave l’errore commesso dal Presidente/Commissario Chiodi e dall’Assessore Venturoni nel non coinvolgere l’Abruzzo nelle sue diverse componenti, istituzionali, politiche e sociali, nella più importante riforma che lo riguarda. Ciò ha creato le condizioni ideali affinché alle proteste giustificate si unissero anche istanze discutibili. Per non seguitare a sbagliare, il confronto promessoci a luglio dall’Assessore Venturoni, a livello regionale e ASL per ASL, deve cominciare immediatamente e vertere sulla costruzione della nuova Sanità regionale, definendo un preciso crono-programma. Il problema non è tanto quello che c’è nel Piano Operativo 2010, ma quello che non c’è, né lì né altrove: manca l’alternativa all’ospedale, non c’è un programma di realizzazione della Sanità sul territorio con scadenze altrettanto certe ed inesorabili come lo sono quelle dei tagli. Le comunità locali vanno coinvolte, ma il disegno non può che essere regionale. I localismi vanno superati. Il vecchio sistema ci ha dato un servizio sanitario complessivamente inadeguato e non sostenibile, che ha provocato la tassazione regionale più alta d’Italia: è indifendibile. Sbagliano, inoltre, quelle Istituzioni locali che premono per conservare un numero di enti d’ambito sociale maggiore di quello dei distretti: un obbiettivo che interessa la mappa dei poteri locali, non certo quella della salute, perché la coincidenza di enti d’ambito e distretti è necessaria per promuovere l’intreccio socio-sanitaro. Ci aspettiamo che il confronto aperto dall’Assessore Gatti sulle Linee Guida per il nuova Piano Sociale si concluda presto e bene e che si possa finalmente lavorare in sinergia, Sanità e Sociale”.