I cinque punti della Uil Abruzzo sulle Linee Guida Piano Sociale

La Uil Abruzzo ha inviato all’Assessore Gatti un proprio contributo sulle Linee Guida Generali del Piano Sociale di cui di seguito riassumiamo i punti principali.  

Sulla Pianificazione sociale regionale la Uil, attraverso Rosa Toritto, della segreteria del sindacato,  sostiene si debba “recuperare la mancata adozione di una legge regionale – si legge in una nota della Uil – che recepisca la L. 328/2000 e sulla base di un’analisi socio-politica, oltre che geo-demografica, del territorio, disegni i Livelli Essenziali di Assistenza e definisca i criteri di gestione dei servizi e delle strutture assistenziali”. Riguardo al Quadro socio-economico del territorio la Uil afferma che “Manca un riferimento a fatti salienti avvenuti negli ultimi due anni come ad esempio il terremoto, che ha modificato profondamente il tessuto sociale ed economico dell’Aquilano, o la crisi della sanità abruzzese che rende inderogabile lo sviluppo delle politiche domiciliari. Gli stessi dati demografici riportati si fermano al 2007 quindi sono da considerare obsoleti”.  

“Per le Politiche attive di protezione ed obiettivi del nuovo Psr. Chiediamo il rispetto della normativa nazionale in merito alla coincidenza numerica tra EAS e Distretti – prosegue la nota sindacale – convinti che ciò risponda a criteri di funzionalità e, quindi, all’interesse del cittadino. Si ribadisce l’importanza degli interventi a favore dell’inclusione sociale che passino, oltre che attraverso l’offerta di lavoro, anche per l’attivazione di servizi ad essa dedicati. Nel documento manca un riferimento all’integrazione socio-sanitaria, non solo per l’assistenza domiciliare, ma anche per la salute mentale e per le forme di dipendenza, nonché una precisa indicazione delle competenze e degli ambiti di azione di ciascun soggetto pubblico operante. È prioritario – chiarisce ancora la nota – stabilire parametri e criteri di erogazione dei servizi, così come richiede la normativa nazionale, per garantire pari diritti su tutto il territorio”.  

Sulla politica della spesa la Uil ha le idee chiare “È necessario rivisitare i criteri di distribuzione delle risorse, tenendo conto delle differenze tra i territori, considerando oltre a morfologia, numero dei residenti, dei nati e degli over 65, anche il tasso d’immigrazione e quello di povertà, il numero degli anziani che vivono soli, il numero dei disabili, il numero delle famiglie monogenitoriali e quello dei disoccupati etc. E’ necessario – aggiunge la Uil – stabilire la percentuale di copertura della spesa per i Piani di Zona che si andrà a chiedere ai Comuni, la percentuale delle risorse regionali destinate al piano sociale rispetto alla spesa corrente e la funzionalità del ricorso al FSE affinché gli enti d’ambito, avendo fin dall’inizio dell’anno certezza dei tempi di erogazione delle risorse, garantiscano la continuità dei servizi”.

Infine riguardo alle Lettura dei dati anagrafici e all’analisi dei bisogni sottolinea: “Occorre ancora una volta rilevare una lettura sbagliata dei dati anagrafici relativi alla popolazione anziana e all’analisi dei bisogni che da questa lettura deriva. La realtà è che il territorio con maggior incremento di anziani è la Provincia di Chieti, e l’assunto secondo cui l’assistenza agli anziani è sentita soprattutto nelle zone interne piuttosto e poco sulla costa è sbagliata laddove si consideri che nelle aree interne esiste un tessuto sociale, amicale e familiare di tutela che non esiste sulla costa, dove, soprattutto nei grandi agglomerati, la solitudine degli anziani è maggiore. Infine – conclude – si ritiene che bisogna rilanciare il servizio di affido attraverso, oltre che le campagne di sensibilizzazione, le politiche di formazione e sostegno alle famiglie”.