Impianto di smaltimento d’amianto ad Ortona, Febbo smentisce

“L’impegno assunto con la Città di Ortona lo stiamo onorando”. L’assessore all’Agricoltura, Mauro Febbo, replica al consigliere regionale dell’Idv, Cesare D’Alessandro, e al capogruppo del Pd in Regione, Camillo D’Alessandro, in relazione alla realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti inerti contenenti amianto in contrada Taverna Nuova di Ortona”. L’intervento dei due esponenti dell’opposizione era scaturito in seguito alla pubblicazione sul Bollettino regionale n. 56 del 3 settembre 2010. Sul BURA, secondo l’esponente dell’IdV, vi sarebbe l’autorizzazione della Giunta Regionale alla S.M.I. srl di Vasto, per realizzare nel territorio comunale di Ortona, tra le località Ranchini e Taverna Nuova, una discarica di 270mila metri cubi di rifiuti contenenti amianto. Il consigliere Cesare D’Alessandro, ieri, aveva rimarcato come ci fosse stato “l’impegno solenne a non realizzare la discarica. Un impegno dovuto alla contestazione della popolazione locale e dalle proposte dei consiglieri di maggioranza, Emidio Nasuti, Riccardo Chiavaroli e Mauro Febbo. Chiodi si era impegnato formalmente non solo ad impedire la costruzione della discarica, ma anche a presentare un progetto di legge per disciplinare lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto. Naturalmente si è guardato bene dal fare sia l’una che l’altra cosa! Il Consiglio regionale, per Chiodi, è poco più di uno scendiletto da poter calpestare a piedi nudi, a proprio piacimento. Da quello che si è detto nei mesi scorsi a questo punto i rifiuti verranno depositati a poca distanza da fosso Perillo, a 600 metri dai centri abitati di Villa Carbone, Villa Sarchese, Villa Pincione, Villa Jurisci, tutte frazioni del comune di Ortona.  A pochissima distanza ricade anche l’acquedotto del Verde, con il fiume Arielli e le coltivazioni agricole, soprattutto vigneti. Con tutte queste buone ragioni, il Consigliere Nasuti – aveva ancora evidenziato D’Alessandro – aveva convinto non solo l’intero Consiglio regionale, ma anche lo stesso Presidente della Giunta regionale, portandoli a votare, con l’opposizione, la proposta contro la discarica di amianto”.

Ma adesso, stando alla denuncia dei due consigliere regionali d’opposizione, il problema si ripropone. Nei mesi scorsi, sia Febbo, che il vice coordinatore regionale del PdL, Fabrizio Di Stefano, avevano tenuto una conferenza stampa a Ortona proprio per presentare una legge regionale (la numero 36 del 2 agosto 2010) di cui è stato primo firmatario, e con la quale si affermava che ‘non ci sarebbe stato nessun impianto nella città adriatica. Febbo ha diramato oggi un comunicato stampa nel quale ricorda la legge e l’impegno assunto, e “precisa che quella che è stata pubblicata sul Bura, (elenco ordinario Bollettino n.56 del 03.09.2010), è una determina direttoriale e non una delibera di giunta. Al contrario, sul BURA straordinario n.13 del 13 agosto 2010 è stata pubblicata la L.R. 02 agosto 2010 n.36. La normativa in oggetto impegna la Giunta regionale a redigere un Piano di settore che stabilisce i criteri per individuare i luoghi e gli impianti idonei per la realizzazione e l’esercizio di detti impianti”. L’assessore Febbo ha già sollecitato gli organi competenti a provvedere in tal senso, considerando che l’Esecutivo regionale ha 120 giorni a disposizione dall’entrata in vigore della legge per approntare il Piano di Settore. In questo lasso di tempo, nelle more dell’approvazione del Piano in questione, sono sospesi tutti i procedimenti di rilascio delle autorizzazioni e gli effetti di quelle già rilasciate per la realizzazione e l’esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti contenenti amianto non ancora in funzione.