Sevel, negato l’accesso ai due lavoratori della Fiat di Melfi, Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte

Sono rimasti sulla porta anche nel pomeriggio i due lavoratori della Fiat di Melfi, Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte. Dopo un incontro con la stampa, a Pescara, i due, che sono delegati Fiom, si sono presentati davanti i cancelli della Sevel, ma il Lingotto ha negato il permesso di parlare. Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte sono stati invitati a partecipare all’assemblea dei lavoratori indetta dalla Fiom Cgil e strappata dopo ben due tentativi andati a vuoti. Incontro che è proseguito appunto nel turno del pomeriggio e che si svolgerà anche in quello di notte. Ma già questa mattina non avevano potuto prendere parte alla riunione sindacale. Stop anche Vincenzo Russo, segretario nazionale della Failms- Cisal.  Il sindacato ha annunciato ricorso alla magistratura per condotta antisindacale. La Sevel ha permesso l’ingresso solo ad suo operaio, Claudio Trivellone, che ha avuto un caso analogo a quelli di Melfi ed è stato lasciato a casa, retribuito, nonostante il ricorso vinto in tribunale. Nei prossimi mesi la Fiom coinvolgerà i lavoratori per presentare una piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale. Contro le aziende che non rispetteranno quel contratto “non escludiamo il ricorso alla magistratura perché è un atto contro la legge del nostro Paese e contro lo statuto dei diritti dei lavoratori”. Di sicuro la Fiom-Cgil ha proclamato 9 ore di sciopero alla Sevel, sabato 11 settembre, contro la decisione aziendale di ricorrere a 4 sabati lavorativi. Il tema è stato anche discusso durante la prima assemblea del mattino. “Certe questioni vanno affrontate e discusse – ha precisato il segretario nazionale del sindacato Maurizio Landini, che dopo Atessa, dove insieme al segretario regionale, Nicola Di Matteo, a quello generale provinciale, Marco Di Rocco e Davide Labbrozzi, Segretario provinciale FIOM CGIL Chieti,  ha incontrato la stampa a Pescara -. Ci troviamo di fronte alla disdetta del contratto nazionale 2008, di fronte ai recenti 1.500 lavoratori con contratto a termine licenziati da Sevel, e al premio di risultato non pagato lo scorso luglio, mentre i dividendi sono stati regolarmente dati ai dirigenti. Non si lavora il sabato se non si affrontano prima questi temi; la conseguenza è stata l’apertura della vertenza”. Landini propone che si tenga un referendum con un quesito molto preciso: volete che il sindacato faccia una trattativa per derogare al contratto nazionale, sì o no?

Sempre per restare sul fronte sindacale il Direttivo Provinciale della UILM UIL di Chieti si riunirà domani, 10 settembre, alle ore 15, presso la Sala Convegni “G. Mazzini”, Piazza Plebiscito, Lanciano, con la partecipazione del Segretario Generale UILM Nazionale Rocco Palombella, per discutere della situazione dell’industria nella Provincia di Chieti, con particolare attenzione al piano industriale FIAT e alle possibili ripercussioni sul futuro della SEVEL e della Val di Sangro.