Sconto verbale tra Palombella (UilM) e Landini (Fiom Cgil)

“La visita alla Sevel di Atessa dei lavoratori di Melfi della Fiat? Erano lì per fare audience, per fare spettacolo” E poi: “Landini? Non e’ un sindacalista dei metalmeccanici. E’ un leader di movimento e di partito”.

Va giù duro nei confronti della Fiom Cgil e del suo segretario nazionale Maurizio Landini, Rocco Palombella, segretario generale della Uil Metalmeccanici, rimarcando, casomai ce ne fosse ancora bisogno, la divisione sul fronte sindacale. Palombella, a Pescara per un seminario della Uil sulle vicende Fiat, ha commentato l’iniziativa promossa ieri dalla Cgil nello stabilimento abruzzese, dove i lavoratori di Melfi sono stati costretti a rimanere fuori. “I lavoratori non si possono spostare da uno stabilimento all’altro a proprio piacimento. Io stesso ho bisogno di una autorizzazione per andare in un qualsiasi stabilimento e l’autorizzazione mi si può negare. Sono un sindacalista ma non ho titolo per entrare se non per svolgere un’assemblea o per una trattativa. Lo stabilimento non è un luogo dove andare a passeggiare. Immagino – ha detto ancora il rappresentante della Uilm – che questi lavoratori abbiano subito un trauma. Portarseli come testimonianza in altri stabilimenti amplifica la paura, non la sicurezza. Il sindacato non è paura, non è terrore, ma sicurezza. Chi alimenta terrore tra i lavoratori non e’ rappresentativo di chi deve difenderli. Noi dobbiamo difendere i lavoratori e non creare paure. Chi si iscrive al sindacato lo fa per essere difeso”. Sempre sulle vicende della Fiat il segretario generale della Uilm ha storto il naso di fronte ai “toni roboanti, così forti, così drammatici, usati dalla Fiom Cgil. Noi abbiamo leggi e contratti. Se non si rispettano le leggi c’é la magistratura, a cui il sindacato non dovrebbe ricorrere perché ha il suo potere contrattuale e se ci sono delle violazioni contrattuali si deve aprire il confronto e discutere. Fare messaggi alle televisioni, alle assemblee o sui media per terrorizzare i lavoratori non è compito di un sindacato che deve fare le trattative e cercare di condizionare le aziende e il governo sui temi del lavoro”. E sulla proposta avanzata da Landini su un referendum per derogare al contratto?  “Non capisco cosa dobbiamo andare a fare dai lavoratori visto che hanno già avuto un nuovo contratto e gli incrementi retributivi che valgono per tutti, anche quelli iscritti al sindacato di Landini – ha detto Palombella. Il contratto ce l’abbiamo  e i lavoratori sono tutelati e hanno la possibilità di avere un contratto fino a ottobre 2013”.

Sciopero di 8 ore domani alla Sevel

La FIOM-CGIL ha indetto otto ore di sciopero dello straordinario da attuarsi nella giornata di domani alla Sevel.

Le ragioni sono riepilogate in un comunicato a firma La RSU FIOM-CGIL e dalla Segreteria Provinciale della FIOM. “La decisione assunta da Federmeccanica è una decisione gravissima ed irresponsabile, che lede i principi democratici del nostro Paese. Si decide, infatti, di cancellare il Contratto Nazionale di lavoro, in accordo con i sindacati minoritari ed impedendo alle lavoratrici ed ai lavoratori di potersi esprimere sul loro Contratto. Si tratta di una violazione delle regole e della rottura dei principi democratici che risiedono alla base degli equilibri sociali. Per la Fiom, l’unico Contratto in vigore rimane, sotto ogni punto di vista, quello del 2008 firmato da tutti e votato dalle lavoratrici e i lavoratori. Abbiamo appreso della volontà della SEVEL di richiedere lavoro straordinario al sabato. Consideriamo questa decisione incompatibile con lo stato di cose che le lavoratrici ed i lavoratori della Sevel si trovano a vivere. Infatti, la disdetta del CCNL e quindi la negazione di un diritto considerato fondante in ogni paese democratico, quello di avere un Contratto vero, discusso, partecipato, condiviso, arriva dopo una lunga serie di eventi negativi. Va ricordata la negazione del posto di lavoro che alcuni mesi fa ha riguardato 1500 precari della Sevel; sempre questa Direzione Aziendale, ha negato a tutte le lavoratrici ed i lavoratori, nel mese di luglio scorso, il premio di risultato con motivazioni non chiare e astrattamente legate alla crisi. Ad oggi, con un atteggiamento anacronistico, la Sevel, dichiara la salita produttiva e chiede sacrifici ai propri dipendenti. Questo, è a dir poco assurdo! Siamo entusiasti della ripresa, ma pensiamo sia giusto discutere di come maggiori volumi possano generare ricadute su diritti, occupazione e salari”.

L’IdV si unisce alla lotta

Sulla Sevel l’Italia dei Valori sta con i lavoratori. E’ questa la posizione dell’intero gruppo alla Regione dell’IdV, guidato dall’onorevole Carlo Costantini che ha dichiarato: “La Fiom-Cgil non può essere considerato un nemico da combattere e il contratto sottoscritto, seppure disdettato, rimane in vigore fino a quando non verra’ sostituito da un altro contratto stipulato fra le parti. E’ chiaro – dice Costantini – che Marchionne vuole fare alla Sevel della Val di Sangro ciò che ha fatto a Pomigliano D’Arco ‘imponendo’ ai lavoratori l’accordo separato del giugno scorso. Le condizioni contrattuali che all’inizio dell’estate sono state fatte ‘ingoiare’ ai metalmeccanici di Pomigliano sono volte ad annullare i diritti conquistati in lunghissimi anni di lotta sindacale. L’Italia dei Valori sarà al fianco dei lavoratori e a difesa della loro dignita’ contro chiunque vorrà attentare ai più elementari diritti del mondo del lavoro, ricordando anche che negli ultimi anni le grandi imprese (comela Fiat) hanno privilegiato in larga misura gli investimenti di natura speculativa, trascurando, invece, di investire nell’innovazione tecnologica per migliorare competitivita’ e concorrenza”.